La Russia ha creato basi segrete per lancio droni ai confini est dell’Europa

LA RUSSIA HA COSTRUITO E AMPLIATO ALMENO 10 BASI MILITARI LUNGO I CONFINI CON L’UCRAINA E LA BIELORUSSIA, PROGETTATE PER IL LANCIO MASSICCIO DI DRONI DI ULTIMA GENERAZIONE AL FINE DI INDEBOLIRE E SFONDARE SISTEMATICAMENTE LE DIFESE AEREE UCRAINE – LO SCRIVE IL QUOTIDIANO BRITANNICO “THE TELEGRAPH” IN UN’INCHIESTA BASATA SULL’ANALISI DI IMMAGINI SATELLITARI, DOCUMENTI RISERVATI E DATI DELLA SOCIETÀ DI ANALISI DRONESEC – GIORNALISTI E ANALISTI MILITARI HANNO SCOPERTO 59 RAMPE DI LANCIO MECCANICHE LUNGO I CONFINI…

LA RUSSIA HA COSTRUITO 10 BASI SEGRETE PER LANCIARE DRONI A LUNGO RAGGIO

The Telegraph, scoperte 59 basi di lancio ai confini tra Ucraina e Bielorussia

La Russia ha costruito e ampliato almeno 10 basi militari lungo i confini con l’Ucraina e la Bielorussia, progettate per il lancio massiccio di droni di ultima generazione al fine di indebolire e sfondare sistematicamente le difese aeree ucraine. Lo scrive il il quotidiano britannico The Telegraph in un’inchiesta basata sull’analisi di immagini satellitari, documenti riservati e dati della società di analisi DroneSec.

Giornalisti e analisti militari hanno scoperto 59 rampe di lancio meccaniche lungo i confini tra Ucraina e Bielorussia. Queste catapulte su rotaia sostituiscono le piste di atterraggio e consentono il lancio rapido di droni pesanti simili ad aerei proprio in prossimità della linea del fronte.

Almeno 20 di queste rampe di lancio hanno una forma allungata. Gli esperti indicano che sono progettate per il lancio delle più recenti versioni ad alta velocità di droni a lungo raggio, dotate di propulsione a reazione. Alcuni di questi hub sono stati creati convertendo basi militari e aeroporti civili preesistenti, mentre altri sono stati costruiti da zero in aree rurali.

Richard Holmes, Forensic Investigations Editor

La Russia ha installato basi segrete in grado di lanciare droni ad alta potenza in profondità nel territorio della NATO.

Un’inchiesta del Telegraph rivela 10 basi del Cremlino dotate di piattaforme di lancio di nuova costruzione per i più avanzati droni suicidi a lungo raggio di Mosca.

Alcune di queste basi vengono già impiegate per colpire pesantemente l’Ucraina; la loro vicinanza al confine agevola attacchi aerei di massa lanciati superando le sempre più ridotte difese aeree di Kiev.

Ma costituiscono anche una minaccia a lungo termine per gli alleati della NATO, mettendoli nel raggio d’azione dei droni d’attacco ad alta tecnologia di Vladimir Putin.

Gli analisti avvertono che questa tecnologia in rapida evoluzione potrebbe essere rivolta anche contro l’Europa in caso di guerra, poiché alcune di queste basi portano i droni più potenti della Russia a portata di Varsavia.

I funzionari dell’intelligence europea e statunitense ritengono che la Russia stia valutando una provocazione armata sul suolo polacco, attacchi con missili o droni contro infrastrutture critiche, oppure attacchi false-flag (sotto falsa bandiera) attribuiti all’Ucraina.

Un funzionario della NATO ha dichiarato al Telegraph che l’alleanza militare è «pronta a difendere ogni centimetro del territorio alleato» e che continuerà a «potenziare la nostra preparazione per dissuadere e difenderci da qualsiasi minaccia, compresa quella dei droni».

Utilizzando documenti trapelati e immagini satellitari, il Telegraph ha individuato almeno 59 nuove rampe di lancio — binari di guida meccanici usati per il decollo di droni ad ala fissa al posto di una pista tradizionale — lungo il confine della Russia con la Bielorussia e l’Ucraina.

Alcuni degli hub per droni sono stati ricavati riconvertendo basi militari ed aeroporti civili, mentre ulteriori rampe di lancio sono state ricavate direttamente nella campagna russa.

L’analisi delle immagini condotta da DroneSec, una società di intelligence specializzata in droni, ha rilevato che circa 20 dei binari installati di recente sembrano essere di lunghezza maggiorata, il che indica la capacità di lanciare i più recenti droni d’attacco a lungo raggio del Cremlino.

Mosca sta aggiornando rapidamente la sua versione del drone iraniano Shahed, schierando nuove varianti a reazione ad alta velocità in grado di raggiungere obiettivi a quasi 1.000 chilometri (620 miglia) di distanza. L’impiego di queste nuove varianti a partire dalle basi individuate metterebbe la capitale della Polonia alla portata degli attacchi di Putin.

Non vi è alcuna indicazione che la Russia stia pianificando un simile attacco, ma i leader della NATO si stanno preparando a un futuro conflitto.

Il Cremlino sostiene che anche le versioni più lente e datate dei droni potrebbero raggiungere le coste del Regno Unito, ma è altamente probabile che qualsiasi tentativo di colpire la Gran Bretagna a partire da tali basi verrebbe intercettato.

Le ultime varianti, denominate Geran-4 e Geran-5, possono volare a una velocità tale da eludere i sistemi di difesa aerea trasportando un carico utile di 90 kg, secondo quanto riportato da documenti del governo ucraino diffusi online. L’agenzia di intelligence militare ucraina, il GUR, ha inoltre avvertito che la Russia sta armando i droni Geran con missili aria-aria per attaccare i velivoli a protezione di Kiev.

Le immagini hanno rivelato un aumento significativo della presenza di questi droni ad alta tecnologia, con una capacità di stoccaggio in una singola base tale da ospitare oltre 1.000 droni contemporaneamente. In diversi siti chiave sono in fase di costruzione ulteriori binari di lancio, il che evidenzia l’ambizione di Mosca di incrementare la minaccia rappresentata dai suoi droni.

Il Telegraph apprende che le basi sono state rifornite da diverse fabbriche di munizioni sparse per il paese, tra cui la zona economica speciale di Alabuga, un polo russo per la produzione di droni che ne fabbrica 6.000 all’anno.

Il Cremlino ha «ampliato in modo significativo» la propria rete di droni nel tentativo di «attaccare l’Ucraina e tenere gli Stati della NATO sotto la minaccia di tali attacchi», secondo quanto affermato da Mike Monnik, amministratore delegato e fondatore di DroneSec, che ha analizzato le immagini satellitari.

Monnik ha aggiunto: «Questa espansione dei siti di lancio dimostra come la Russia abbia potenziato la propria capacità di lanciare un maggior numero di droni, sfruttando al contempo la tecnologia per rendere i tipi di droni utilizzati più difficili da intercettare».

«Questi due elementi si combinano per consentire un aumento del numero totale di sistemi aerei senza pilota che la Russia può impiegare per attaccare l’Ucraina e per incrementare le difficoltà che le forze ucraine devono affrontare nell’intercettare i modelli di droni russi più recenti».

Un funzionario della NATO ha dichiarato al Telegraph: «I droni hanno fondamentalmente modificato la natura della guerra moderna e sono diventati un fattore decisivo sul campo di battaglia.

Stiamo rapidamente potenziando la nostra capacità di produrre, impiegare e neutralizzare i droni su larga scala».

L’inchiesta del Telegraph dettaglia la rapida espansione delle capacità dei droni del Cremlino e solleva interrogativi preoccupanti sulle ambizioni di Putin di intensificare le minacce contro gli alleati della NATO.

I dati di tracciamento basati su fonti aperte (OSINT) mostrano che sette dei 10 siti individuati dal Telegraph sono stati utilizzati durante alcuni dei recenti bombardamenti di Mosca contro Kiev.