Il giallo del drone russo

Il drone russo sul Centro Ue di Ispra «manovrato da una zona non lontana». I rischi di una guerra ibrida

Ha sorvolato più volte il centro di ricerca dell’Ue a Ispra: le verifiche del governo e la maggiore vigilanza sull’impianto

Rinaldo Frignani per

Il governo vuole capire cosa è successo sui cieli di Ispra. E cosa il misterioso drone, individuato dal Centro comune di ricerca della Commissione europea, potrebbe aver filmato. 

In attesa dei primi risultati dell’inchiesta aperta dal pool Antiterrorismo della Procura di Milano e affidata ai carabinieri del Ros, l’esecutivo si è già mosso per ottenere informazioni dettagliate sul ripetuto sorvolo di un apparecchio a comando remoto che gli esperti definiscono di fabbricazione russa, ma che in realtà difficilmente è decollato da così lontano: l’idea è piuttosto che sia stato manovrato da una zona non molto distante dal Joint research centre sul lago Maggiore, inserito sulle mappe degli appassionati di droni iscritti sul sito D-Flight, che riporta anche le aree vincolate dalle «no fly zone» disposte dall’Enac. Fra queste c’è proprio il complesso per lo studio dell’energia nucleare. 

Fra gli accertamenti in atto ci potrebbero essere anche le verifiche sulle recenti richieste di sorvolo sul lago Maggiore.

L’allarme dell’Intelligence 

Intanto, anche il Copasir è in attesa di risposte e le numerose interrogazioni parlamentari annunciate ieri (Forza Italia, Italia viva, +Europa) testimoniano come la vicenda — confermata da fonti istituzionali — sia tenuta in grande considerazione. 

Del resto, il tema della guerra ibrida e dei suoi rischi, collegati nei mesi scorsi anche all’azione di Mosca e sottolineati nell’ultima Relazione annuale dell’Intelligence italiana — così come il sospetto in attesa di riscontri che a Ispra si possa essere trattato di un possibile caso di spionaggio – il secondo sul lago Maggiore dopo quello collegato al naufragio e alla morte di 3 agenti segreti nel 2023, poi concluso con la condanna a 4 anni per omicidio colposo patteggiata dal comandante della barca — preoccupa e ripropone la questione della difesa a tutto campo della sicurezza nazionale, in un momento di discussioni politiche sulle sollecitazioni europee di un immediato rafforzamento sul fronte militare.

Esclusi sorvoli su Leonardo e basi Nato 

Interrogazioni saranno presentate alla Commissione europea, ma non si esclude anche al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, in quanto proprio il Viminale è competente per quanto riguarda la protezione delle infrastrutture critiche sul territorio nazionale. Fra le quali è inserito il complesso del Jrc di via Enrico Fermi, dove ora potrebbe essere ulteriormente innalzata la vigilanza. 

Resta infatti il giallo sui 5 sorvoli ravvicinati delle settimane scorse del drone poi sparito nel nulla — un modello forse commerciale, quindi di libera vendita, ma bisognerà vedere se acquistato in Italia o in un altro Paese europeo, viste le attuali sanzioni alla Russia — che stando ai primi riscontri avrebbero interessato soltanto l’area di Ispra. 

Escluse infatti analoghe intrusioni sopra gli stabilimenti di Leonardo Elicotteri che si trovano sempre in provincia di Varese, mentre su altri obiettivi in Lombardia sono in corso accertamenti. Fra questi il Nato Rapid deployable corps, a Solbiate Olona, ancora vicino a Varese, e un altro centro di ricerca nucleare nel Pavese. 

Ma gli interrogativi sull’improvvisa apparizione del mini velivolo sono davvero inquietanti. Come su chi lo ha pilotato indisturbato, senza preoccuparsi troppo di essere individuato, tanto da insistere sulla stessa zona per diversi giorni. Ma si è davvero trattato di una minaccia? Cosa voleva vedere oltre i cancelli del centro ricerca europeo?