I sistemi antidrone hanno rilevato 5 passaggi del drone nelle settimane scorse sul Joint Research Centre dell’Ue a Ispra, in provincia di Varese. A pochi chilometri importanti stabilimenti di Leonardo
Rinaldo Frignani per
È sparito come è arrivato. Ma per una settimana ha sorvolato una delle strutture più sorvegliate del Nord Italia: il Joint research centre della Commissione europea di Ispra, sul Lago Maggiore, in provincia di Varese. Da capire se pilotato dalle vicinanze o da molto più lontano. A segnalare ai vertici della sicurezza la presenza di un misterioso drone sono stati proprio i responsabili del Centro comune di ricerca europeo che, con il loro sistema di rilevamento sperimentale di velivoli sconosciuti, sono riusciti a intercettare nei giorni scorsi almeno cinque passaggi dell’apparecchio, facendo così scattare l’allarme. Anche perché il drone in questione, secondo gli esperti, sarebbe di fabbricazione russa. Una presenza che preoccupa e anche tanto, visto che droni di questo genere possono essere equipaggiati con telecamere e strumentazioni digitali capaci di riprendere un obiettivo nei minimi dettagli, anche di notte, e di eseguire mappature tridimensionali. Dopo quei ripetuti sorvoli, comunque, il velivolo a comando remoto non si è più ripresentato e non avrebbe lasciato tracce.
La possibile minaccia
Quanto accaduto non viene sottovalutato. A parte il Jrc — il terzo campus di ricerca più grande della Commissione europea dopo quelli di Bruxelles e Lussemburgo, attivo da 65 anni — dove lavorano numerosi ricercatori specializzati in diversi campi (fra i quali nucleare, sicurezza, spazio, risorse sostenibili e trasporti), nel raggio di qualche decina di chilometri sempre in provincia di Varese si trovano infatti importanti stabilimenti di Leonardo, azienda leader industriale della difesa nazionale, soprattutto nei settori aeronautico e spaziale. La più vicina, a poco più di una dozzina di chilometri, è la Leonardo helicopters training academy di Sesto Calende, mentre poco più lontano, a Vergiate, si trova la Divisione elicotteri, fiore all’occhiello della progettazione e della produzione italiana di velivoli civili e militari di ultima generazione. E ancora altri centri strategici sono a Somma Lombardo (meno di 30 chilometri), Samarate (circa 40 chilometri), mentre Venegono superiore — anche qui a poco più di 30 chilometri — ospita la sede della prestigiosa Aircraft division. Non è chiaro al momento se il drone intercettato dal centro europeo abbia davvero sorvolato anche questi obiettivi super sorvegliati già da prima dell’inizio del conflitto in Ucraina oppure se, visto il numero di avvistamenti, quasi quotidiani, chi lo manovrava si è concentrato soprattutto sull’area del Jrc dove ci sono laboratori e infrastrutture di ricerca all’avanguardia.



La riunione
Sulla vicenda l’attenzione è alta. Tanto che sarebbero subito scattati accertamenti per risalire alla provenienza del drone, a chi lo ha pilotato e se possa essersi trattato di una missione di ricognizione e spionaggio. Non è escluso che la questione sia stata affrontata nel corso dell’ultima riunione del Comitato interministeriale per la sicurezza della Repubblica (Cisr) al termine del Consiglio dei ministri di tre giorni fa.
Milano e Roma
L’intenzione dell’intelligence russa di mappare città e luoghi specifici in Italia è del resto emersa già l’anno scorso con l’indagine dei carabinieri del Ros su due milanesi titolari di un’azienda di servizi tecnologici accusati di «corruzione del cittadino da parte dello straniero», aggravata dalla finalità di terrorismo ed eversione. Dopo essere stati «arruolati» su Telegram e in cambio di pagamenti in criptovaluta, la coppia utilizzava le dash-cam montate sui taxi per riprendere luoghi sensibili a Milano e a Roma.

La «No fly zone»
A prescindere dalle motivazioni della ripetuta apparizione del velivolo sospetto nei giorni scorsi, sul centro di ricerca europeo di Ispra risulta peraltro attiva una «no fly zone», come anche su altre aree critiche nelle vicinanze. Fatto che potrebbe comunque configurare un reato da contestare a chi ha fatto alzare in volo il drone. Le deroghe al divieto di sorvolo delle zone rosse possono essere concesse soltanto dall’Enac. Un’eventuale indagine sull’accaduto si concentrerà sui frequentatori delle aviosuperfici e i centri addestramento al pilotaggio di droni proprio attorno al Lago Maggiore, nell’ipotesi che il velivolo fosse comandato dalle vicinanze.
Il naufragio sul lago
Una zona già al centro nel 2023 di una presunta spy story finita in tragedia, si disse allora, «nel corso dello svolgimento di una delicata attività operativa con Servizi collegati esteri»: il naufragio causato dal maltempo proprio a Sesto Calende della Love Lake, sulla quale morirono gli agenti segreti dell’Aise Claudio Alonzi e Tiziana Barnobi, Shimoni Erez del Mossad israeliano, e Anya Bozhkova, moglie russa di Claudio Carminati, il comandante che nel 2024 ha patteggiato quattro anni di carcere per omicidio e naufragio colposi.



