spiegato direttamente da Souness. E indirettamente da Socrates

Tommaso Pellizzari
Dubbi, improvvisi, nelle notti senza calcio: ma non ci staremo dimenticando di Zico? Dubbi instillati da Graeme Souness, leggenda del Liverpool anni 80 transitata alla Sampdoria dal 1984 all’86, stagioni in cui in Italia oltre al «Galinho» giocava anche Maradona. Oggi lo scozzese fa il commentatore calcistico per il Times.
E a un lettore, che gli ha chiesto com’era stare in campo contro quei due, ha risposto: «Zico è il migliore contro cui io abbia mai giocato, ma stava più arretrato di Maradona quindi lo incrociavo più spesso. Senza riuscire mai a contrastarlo. Diego è tra i primi 5 come tocco di palla, ma era più incline al dribbling mentre il gioco Zico era costruito sui passaggi. E io lo ammiravo per i corridoi che vedeva prima che potessi intervenire».
Non lo staremo, quindi, dimenticando, quando parliamo dei più grandi? E non dipenderà dal fatto che non ha mai vinto un Mondiale? Uno, quello del 1982, sappiamo perché. Quanto all’altro, Messico 1986, ci rinfresca la memoria – dall’altro emisfero ma in curiosa sincronia con Souness – Juca Kfouri sulla Folha de São Paulo.
Il quarto di finale tra Brasile e Francia, terminato 1-1, finì ai rigori: «Socrates andò lentamente a battere il primo. Il telecronista della tv brasiliana sentenziò: “Non ho mai visto il Magrão sbagliare un rigore decisivo”. Lo vide per la prima volta. Lo vide e poi disse che Socrates era stato superficiale, si era capito dalla sua rincorsa. Il giorno dopo, mentre era al seguito del ritorno in Brasile della Seleção, il Dottore lo chiamò: “Mi hai deluso”, gli disse. Lui replicò: “E dai, Magro. Non ringrazi mai per gli elogi, ma alla prima critica ti lamenti?”. Il capitano della nazionale gli appoggiò le mani sulle spalle e spiegò: “Non sono deluso perché mi hai criticato, ma perché pensavo che tu, conoscendomi bene, ti saresti stupito che fossi io a battere il primo rigore. Ho sempre tirato l’ultimo. E sai perché? Perché guardavo come si comportava il portiere e quando toccava a me sapevo già cosa fare. Lo stadio poteva esser strapieno, ma io non sentivo niente. Ieri, quando il c.t. mi ha detto di iniziare perché Zico sarebbe stato il quinto, ho pensato che c’era qualcosa di sbagliato. E nell’andare verso il dischetto ho immaginato che tutto il Brasile mi stesse guardando. Così ho tirato male. E ho sbagliato. Ma non per superficialità: rigori così ne ho battuti tanti col Corinthians”. Era la pura verità». Dopo Socrates, sbagliò anche Julio Cesar. Il Brasile uscì ai quarti. Quel Mondiale lo vinse l’Argentina di Maradona.
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Sono passati trentaquattro anni e Zico resta indimenticabile. Di seguito un’imperdibile filmato che conferma ampiamente ciò che ha detto Souness. Altri due sull’incontro dei quarti di finale Mexico86′ tra Brasile e Francia, il rigore sbagliato da Zico durante i tempi regolamentari e la sequenza finale.
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