Completato lo sbarco dalla Diamond Princess.
Sceso anche il comandante italiano:
«Non sono un eroe»
Marco Menduini per
«È finita, sono sceso dalla nave, c’è un pullman che mi sta aspettando e mi porterà nell’istituto dove fare la quarantena». La telefonata di Gennaro Arma alla moglie arriva quando è quasi sera. Squilla il telefono della casa a Sant’Agnello, il Comune di novemila abitanti della costiera sorrentina, dove abita il comandante della Diamond Princess. È la nave ormeggiata a Yokohama dal 5 febbraio, da cui ieri sono scese le ultime 130 persone su 3.700 tra passeggeri ed equipaggio. Di questi, 705 erano risultati positivi al Coronavirus.
«Sono sbarcato per ultimo, non sono un eroe, è giusto che sia così», ribadisce il comandante Arma. La moglie Mariana Gargiulo vuole sdrammatizzare: «Adesso ne avrà di tempo libero, potremo sentirci con più facilità». I contatti sono stati quotidiani, «ma lui per primo non ha mai calcato la mano su quello che stava succedendo a bordo, parlavamo della famiglia, di me e di nostro figlio. Non ho mai avuto paura». Anche quando sono avvenuti gli eventi fatali, Gennaro Arma non ha mai titubato: «State tranquilli», ha continuato a ripetere.
Lui non si atteggia ad eroe: «Ho fatto solo il mio dovere, è giusto che sia andata così». Lei, Mariana, ribadisce: «È sempre stata la sua passione, questa è una terra di mare, in tanti scelgono questa strada. Ma è un lavoro, un lavoro come gli altri». Però in questo frangente suo marito si è comportato con onore. «Certo – insiste la moglie – e sono fiera di lui. So che è una persona tenace, l’ho sempre saputo, non si è mai spaventato e anzi ha sempre cercato di tranquillizzarci».
«Guarda questa foto», le scrive lui durante la notte. Lo fa su WhatsApp, inviandole l’immagine di lui in divisa, ai piedi della passerella, da solo, prima che quello scatto venga diffuso sul sito ufficiale della Princess, la compagnia armatrice. Ultimo ad abbandonare la nave «e io sì che mi sono sentita orgogliosa», dice Mariana. Ora c’è un’altra attesa da mettere in mezzo, prima di potersi riabbracciare. Il tempo della quarantena, mentre la nave verrà spostata a un altro approdo e sarà completamente bonificata: «Ma ora- conclude Mariana – avremo il tempo di sentirci con calma e potrà raccontarmi tutto».

Il comandante “eroe” (italiano) della Diamond Princess: “Scendo per ultimo”
La nave si trova ormeggiata a Yokohama dallo scorso 5 febbraio. A bordo sono stati registrati 705 casi positivi al coronavirus e 6 decessi. Prima di sbarcare il comandante ha atteso che tutti scendessero a terra
Valentina Dardari per
Come aveva riferito nei giorni scorsi, il comandante italiano Gennaro Arma è sceso per ultimo dalla Diamond Princess, la nave rimasta ormeggiata dallo scorso 5 febbraio a Yokohama, a causa del coronavirus.
Più di 700 i casi a bordo e sei i morti. Il capitano ha aspettato che il gruppo finale dell’equipaggio, all’incirca 130 persone, sbarcasse. Le procedure di sbarco sono state terminate nella giornata di ieri, domenica 1° marzo. Gennaro Arma è sceso per ultimo dalla nave.
Come riportato dalle autorità giapponesi, dopo che erano sbarcati tutti i passeggeri, anche quelli italiani, i membri sani dell’equipaggio avevano cominciato a lasciare la Diamond Princess da giovedì 27 febbraio. Le ultime persone sono appunto sbarcate ieri. Tra loro anche 70 indonesiani che sono stati rimpatriati tramite un aereo charter del governo di Giacarta. I restanti saranno invece messi in quarantena in strutture ospedaliere specializzate a Saitama, città a nord di Tokyo, dove resteranno per due settimane. Se al termine del tempo previsto risulteranno negativi ai test del coronavirus, potranno lasciare il Giappone.
Gennaro Arma: un eroe
Il comandante Gennaro Arma è stato definito dalla compagnia Princess Cruises “un eroe agli occhi di tutti noi che facciamo parte della comunità globale della Princess”. Arma è stato ringraziato anche dalle autorità giapponesi e dal ministro della Salute nipponico, Katsunobu Kato. La nave, come riferito dal ministro, verrà adesso disinfestata e rimarrà ancorata al porto di Yokohama per un periodo di manutenzione. Nei giorni in cui la nave è stata ormeggiata a Yokohama, dal 5 febbraio, 705 dei poco più di 3.700 passeggeri e membri dell’equipaggio sono risultati positivi e trasferiti nelle strutture apposite.
Le critiche
I primi morti per coronavirus sulla nave erano stati due giapponesi, il marito di 87 anni e la moglie di 84 anni. Tokyo aveva ricevuto non poche critiche per come aveva gestito l’emergenza fin dall’inizio. La nave era infatti stata bloccata lunedì 3 febbraio ma soltanto due giorni dopo, il 5 febbraio, i passeggeri erano stati messi in isolamento nelle loro cabine. Nei due giorni l’equipaggio aveva continuato a organizzare attività ricreative e di gruppo, come balli, ginnastica e corsi. In questo modo il contagio tra i presenti era stato notevolmente agevolato.



