GONG! CATFIGHT TRA LE SECCHIONE DELLA POLITICA: LA BOSCHI VERSUS L’APPENDINO
LA SINDACA RECLAMA 61 MILIONI DI EURO DI TRASFERIMENTI DELLO STATO AL COMUNE DI TORINO, LA MISTRESS DI RENZI INVECE FA SPALLUCCE: “QUEI SOLDI NON SONO AFFATTO DOVUTI”
E’ LO SCONTRO TRA DUE TRENTENNI, SECCHIONE E IN CARRIERA CHE HANNO IN COMUNE LA DELICATEZZA DI UN BULLDOZER. PRIMEGGIANO DAI TEMPI DELLA SCUOLA. CHIARA STUDENTESSA UNIVERSITARIA ALLA BOCCONI, MARIA ELENA, ALL’ATENEO FIORENTINO. ABITUATE A VINCERE, ORA ENTRAMBE SI STANNO LENTAMENTE SMARCANDO DAI LORO AMORI, GRILLO E RENZI… 
APPENDINO E BOSCHI LITIGANO (SU 61 MILIONI)
Andrea Ducci per
A ballare sono 61 milioni di euro. Somma importante e utile per fare quadrare i conti della sindaca di Torino, Chiara Appendino. I tecnici comunali stanno, del resto, fronteggiando un bilancio complicato, che evidenzia minori entrate per 90 milioni e un saldo di Tesoreria negativo per 273 milioni.
Quei 61 milioni di euro sono, insomma, più che mai preziosi. Il punto è che a versarli dovrebbe essere il governo, ma due sentenze del Consiglio di Stato hanno creato le condizioni per il cortocircuito tra la sindaca 5 Stelle, che rivendica la somma, e la sottosegretaria alla presidenza del Consiglio, Maria Elena Boschi, che non ritiene di esaudire la richiesta. Il contenzioso discende dal braccio di ferro tra i Comuni e il governo all’ indomani del giro di vite sull’ Imu da parte dell’ esecutivo Monti nel 2011.
In sintesi, una buona parte di quell’aumento del carico fiscale a livello locale era destinato alle casse dello Stato centrale. L’urgenza del momento, lo spread era a quota 500, spinse il governo a trattenere delle somme sulla base di stime che molti Comuni hanno poi contestato, chiedendone la parziale restituzione.
Tanto che in seguito a una sentenza del Consiglio di Stato l’Anci ha ottenuto che 288 milioni di euro tornassero nelle casse dei municipi. La città di Torino ha presentato un suo ricorso in solitaria e, anche in questo occasione, il Consiglio di Stato ha dato ragione al Comune guidato da Appendino, senza tuttavia definire l’ammontare dell’importo da restituire. Il nodo della questione risiede nel metodo di calcolo.
Secondo il governo, per voce di Boschi, adottando il criterio di conteggio, concordato con l’ Anci, il Comune di Torino non ha diritto ad alcunché. In base ai calcoli fatti sotto la Mole invece mancano all’ appello 61 milioni di euro. Appendino è già pronta a ricorrere e chiama la città a raccolta.
LE DUE SECCHIONE DIVENTATE SIMBOLO
Maria Corbi per
Chiara Appendino e Maria Elena Boschi, entrambe trentenni, secchione e in carriera, hanno in comune una certa durezza. Così capita che tra loro scoppino scintille. Sono nate all’ inizio degli anni 80 ma il vento spensierato che soffiava in quella decade non ha certo scompigliato i capelli di nessuna delle due. E adesso che litigano sui soldi da avere (Appendino) e da dare (Boschi) la loro diligenza di ragazze 2.0 si mostra.
Cresciute da padri «importanti» primeggiano dai tempi della scuola. Chiara studentessa universitaria modello alla Bocconi, Maria Elena, all’ ateneo fiorentino. Abituate a vincere. Ma non chiamatela una lotta Eva contro Eva, come si semplifica sempre quando due donne discutono. Il problema tra le due non ha bisogno di un’ analisi sessista sulla conflittualità, ma di un’ analisi del rapporto tra una grillina e una renziana.
Ed è qui la vera differenza, tra Chiara che non perde occasione per affermare la sua indipendenza dal re Grillo, e Maria Elena che la sua indipendenza da Renzi non la cerca e forse nemmeno la vuole. Simbolo entrambe della nuova generazione femminile in politica. E decisamente simboliche nei loro schieramenti.
Alla lite su questioni di cassa non sono nuove visto che in campagna elettorale per le amministrative Boschi disse che in caso di una sua vittoria Torino avrebbe perso i 250 milioni stanziati dal governo per creare la Città della Salute. Fassino cercò di minimizzare: «Non credo sia nelle intenzioni della Boschi». Ma lei confermò ad Appendino: «Se rinunciate al progetto, rinunciate al finanziamento. Non è un ricatto». Forse sincera e ricambiata antipatia?

DELRIO SBERTUCCIA LA BOSCHI – SE MARIA ETRURIA DICE “NO” AI FINANZIAMENTI CHIESTI DALLA APPENDINO, IL MINISTRO (EX SINDACO) PRECISA: “SULL’IMU IL GOVERNO DOVRA’ DARE QUALCOSA” A TORINO – ED INVITA LE “SECCHIONE” A METTERSI D’ACCORDO
Il ministro Delrio: “Sull’Imu il governo dovrà dare qualcosa”
Alla fine il governo dovrà riconoscere ai comuni, e dunque anche alla città di Torino il rimborso di una parte dell’Imu, ha detto il ministro Graziano Delrio, a margine della presentazione di un libro sulla storia ventennale della Tav voluto da Telt e realizzato dall’Ansa . Delrio non ha fatto cifre ma ricordando che come presidente Anci “ho fatto ricorso contro il governo Monti su questa vicenda”, spiega che il diritto al riconoscimento sia stato sancito e si tratta di un “elemento di giustizia”. Per quanto riguarda Torino, il ministro non entra nel merito della richiesta di 61 milioni avanzata dalla sindaca Chiara Appendino, – «non conosco la vicenda – ha detto – ma credo che il presidente dell’Anci, Antonio De Caro, e la sua collega si possono sedere a discutere serenamente con sottosegretario Maria Elena Boschi e trovare una soluzione».
Sulla vicenda è intervenuto il blog di Beppe Grillo con un post a firma del M5S.«Maria «Etruria» Boschi, la ministra riscaldata dal governo Gentiloni nonostante avesse spergiurato che in caso di vittoria del No al referendum se ne sarebbe tornata a casa, ieri ha dimostrato la sua incompetenza e pochezza istituzionale. Ha snobbato le legittime richieste dei torinesi, come fossero figli di un dio minore solo perché hanno democraticamente eletto a sindaco Chiara Appendino. Secondo lei «La sindaca Appendino sa che il governo ha un confronto con il comune e che i 61 milioni non sono dovuti». È quanto si legge in un post sul blog di Beppe Grillo a firma del M5S.
«Boschi, ma cosa mi dici mai? – scrive Grillo – Non lo sai che ci sono due sentenze, una del Tar e l’altra del Consiglio di Stato, che danno ragione ai torinesi? I torinesi hanno diritto a quei soldi e lo Stato li deve sganciare, punto. Basta con l’arroganza. Il governo faccia quello che deve fare e restituisca i soldi ai cittadini. La Boschi chieda scusa ai torinesi e si dimetta. La sua spocchia la rende indegna di continuare a ricoprire un ruolo istituzionale», attacca il blog. 

