Chi sono gli incursori dell’aria: come si addestrano e lottano

I volti stanchi, le facce tirate, l’espressione di chi ha faticato e molto. Si presentano così gli allievi del corso personnel recovery del 17° Stormo incursori di Furbara. 

Ultima forza speciale in ordine cronologico, il 17° Stormo nasce nel 2003 raccogliendo l’eredita degli Adra (Arditi distruttori regia aeronautica), protagonisti di brillanti operazioni oltre le linee nemiche in Nord Africa ed in Sicilia. 

Più di recente, nell’agosto scorso, due militari del 17° fuori servizio si sono distinti per il salvataggio in mare di un giovane, feritosi sulla scogliera di Polignano. Il soccorso è degno di un film di Rambo: immobilizzato con i teli da mare, cioè con gli unici “strumenti” che i due incursori avessero a disposizione in quel momento. Ed è su questo aeroporto, a 60 chilometri da Roma, che quella preparazione viene infusa negli operatori Stos (Supporto tattico operazioni speciali), preparati per le missioni Personnel recovery con un durissimo addestramento. 

Fra le attività di addestramento più comuni c’è quella in ambiente montano, dove gli aspiranti operatori Stos imparano a muoversi ed ad orientarsi in un ambiente nel quale il mutamento delle condi-meteo può essere più veloce e creare maggiori disagi. 

Ed in effetti, pur essendo nella bella stagione, sentiamo anche noi un freddo velato non appena ci si ferma, per recuperare il fiato…

La stanchezza per la marcia e per la notte trascorsa in movimento fanno il resto. 

Ma, d’altronde, il Colonnello Gino Bartoli (Comandante dello Stormo)* era stato chiaro sin da subito. Perché, nella realtà: “Questi interventi vengono spesso effettuati in condizioni ambientali non permissive (difficili, nda), per garantire interoperabilità fra gli aeromobili e la Extraction Force.Si rendono dunque necessari addestramenti mirati”.

Già perché gli operatori Stos sono decisamente “ogni tempo”, capaci di muoversi in zone innevate e con temperature bassissime come in aree desertiche dove la temperatura può arrivare attorno ai 50 gradi. E lì resistenza fisica, capacità di gestione dello stress, della fatica e nello stesso tempo concentrazione e perizia sono elementi necessari per raggiungere l’obiettivo.