MASSIMO GRAMELLINI
D’ora in poi, tra gli effetti collaterali del lavoro precario andrà considerato anche il rischio di finire avvelenati dai colleghi. Sentendo odore di tagli, un’assicuratrice di Bra si è messa a correggere sistematicamente con dei potenti sonniferi il cappuccino dell’impiegata che svolgeva le sue stesse mansioni. Dopo un anno di sbadigli sospetti, è stata smascherata e condannata a quattro anni. La sua iniziativa luciferina getta una luce sinistra sulle performance di alcuni nostri ministri, attuali ed ex. Ci si è spesso chiesti a che cosa fosse dovuta una certa tendenza agli stati onirici da parte di Toninelli. Adesso lo sappiamo: era Di Battista, invidioso, che gli versava una sorsata di calmanti nel primo caffè del mattino. E la scarsa prontezza di Azzolina nel risolvere i problemi della scuola? Non è colpa sua, ma delle colleghe renziane di governo, che hanno manomesso la macchinetta del caffè di Palazzo Chigi e a ogni Consiglio dei ministri si offrono di portarle la colazione al banco (a rotelle).
