E il Milan con la finale di Coppa Italia ritrova la strada verso l’Europa League
E’ tutto l’anno che discutiamo le crisi di Milan-Juventus. Entrambe hanno portato al cambio di allenatore e alla bocciatura di progetti che dovevano essere pluriennali. Entrambe hanno mandato in fumo dispendiose campagne acquisti.
Se però tutte le felicità si assomigliano, ogni crisi viene vissuta in un modo e con una prospettiva diversa. In questo turno di campionato il Milan è definitivamente uscito dalla corsa ai posti europei, non solo con Champions, tutti i posti europei. E però la conquista ieri sera della finale di Coppa Italia, immagino contro il Bologna, gli ha riaperto una strada verso l’Europa League.
Il Milan quest’anno è andato peggio della Juventus in campionato per ora ha fatto otto punti di meno. Ma se davvero chiuderà la stagione con due nuove coppe in bacheca e magari la rivale bianconera fuori dalla Champions, il Milan avrà stravinto.
Questo turno per la Juve è stato un disastro, perché delle sei candidate ai due posti in palio rimasti è stata l’unica a perdere a fronte delle cinque vittorie.
E a fronte di questo scatto collettivo, cosa fa la Juve a Parma? Perde, ma non solo. Si arrende senza dare la sensazione di ribellarsi. E questa è una spiacevole prima volta, perché nelle prime tre gare la squadra aveva assecondato un cambio di regime.
La Juve non ha trovato profondità nelle quali lanciarsi e la coppia offensiva Vlahovic-Kolo Muani non si è fatta venire mezza idea alternativa. Il discorso non riguarda la loro compatibilità o meno. Siamo molto più indietro di questo. Riguarda le loro facce tristi di attaccanti che hanno smarrito il gol da più di due mesi e sanno che al 99% il loro destino sarà lontano da Torino.
Forse si chiedono se hanno fatto tutto il possibile per strappare una conferma. Di certo soffrono il poco che sono diventati a fronte del tanto che promettevano di diventare. Tudor deve ritrovare uno spirito. Ma la sabbia nella clessidra sta finendo di scendere.


