Prima l’annuncio della tregua poi, dopo il collasso in poche ore del cessate il fuoco, l’intervento da paciere: «Israele, non sganciate quelle bombe. Se lo fate, è una violazione grave». Così Donald Trump, scrivendo sul suo social Truth, aveva tentato di scongiurare una nuova escalation, dopo le minacce di Tel Aviv di «colpire con forza il cuore di Teheran». E poi si era rivolto direttamente alle forze militari israeliane: «Riportate a casa i vostri piloti, subito!». Parlando con i giornalisti, prima di partire per il vertice Nato, il presidente americano aveva inoltre condannato sia Israele che Iran per la violazione del cessate il fuoco: «Sono due Paesi che stanno combattendo da così tanto tempo e così duramente, che non sanno cosa c***o stanno facendo». In modo particolare si sarebbe detto deluso da Tel Aviv: «Ora Israele sta per colpire l’Iran a causa di un razzo che non è atterrato da nessuna parte. Devo far calmare Israele adesso, vedrò se riesco a fermarlo».


Il presidente iraniano: «Non vogliamo armi nucleari ma far valere diritti legittimi»
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha dichiarato che il suo Paese non vuole acquisire armi nucleari, ma continuerà a difendere i suoi «diritti legittimi» nell’uso pacifico dell’energia nucleare. Pezeshkian, durante una telefonata con il presidente degli Emirati Arabi Uniti, Mohammed bin Zayed, ha detto che Israele e Usa «non possono imporre aspirazioni ingiuste con la forza». «Ci aspettiamo che spieghiate loro, nei vostri rapporti con gli Stati Uniti – ha proseguito -, che la Repubblica Islamica dell’Iran sta solo cercando di affermare i suoi diritti legittimi». L’ Iran – ha aggiunto – «non ha mai cercato di acquisire armi nucleari e non lo fa adesso», ha dichiarato, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa ufficiale Irna, aggiungendo che l’Iran era «pronto a risolvere le questioni… al tavolo dei negoziati».
La promessa a Trump dell’«attacco simbolico» di Israele all’iran
Il colloquio tra Netanyahu e Trump ha però dato i frutti sperati, almeno dal presidente Usa. Ancora su Truth ha spiegato di aver sentito il premier israeliano, che gli avrebbe assicurato di non voler attaccare l’Iran, se non con un gesto simbolico: «Tutti gli aerei torneranno a casa – ha scritto Trump – mentre faranno un saluto amichevole all’Iran. Nessuno sarà ferito, il cessate il fuoco è in vigore»!. Il presidente Usa ha poi dichiarato ai giornalisti a bordo dell’Air Force One di non volere un cambio di regime in Iran. Lo riporta Bloomberg. «I cambi di regime creano caos e non vogliamo vedere caos», ha affermato Trump.
L’annuncio della tregua e le accuse di violazione all’Iran
«Il cessate il fuoco è ora in vigore. Non violatelo». Con un post pubblicato su Truth Social, Donald Trump ha annunciato questa mattina l’entrata in vigore di una tregua tra Israele e Iran, dopo aver sentito al telefono il premier israeliano Benjamin Netanyahu. Ma è un cessate il fuoco fragile, nonostante il tycoon lo abbia definito una vittoria per il mondo, sottolineando che «il futuro di Israele e dell’Iran è sconfinato e pieno di grandi promesse». L’annuncio della tregua arriva in un momento ancora teso. Le sirene d’allarme hanno già iniziato a suonare nel nord di Israele, segnalando l’arrivo di due razzi. Una minaccia a cui il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, ha ribattuto con una dura promessa di ritorsione: «Risponderemo con forza alla violazione del cessate il fuoco da parte dell’Iran con attacchi intensi contro obiettivi del regime nel cuore di Teheran». Da parte sua, però, il capo di Stato maggiore dell’esercito iraniano, Abdolrahim Mousavi, ha negato categoricamente di aver lanciato missili verso Israele.



