Nel 2005 l’uragano devastante: nell’arena furono ospitate 9mila persone che diventarono 30mila
Nella sua rubrica «Un centimetro alla volta» Paolo Condò parla del Superbowl , la finale del campionato di football americano, in programma domenica 8 febbraio al Superdome di New Orleans. Negli Stati Uniti è l’evento televisivo dell’anno: si affrontano i campioni in carica, i Kansas City Chiefs, e i Philadelphia Eagles.
Si gioca al Caesars Superdome di New Orleans. «Nella settimana dal 28 agosto al 3 settembre del 2005 New Orleans venne investita dall’uragano Kathrina, il secondo più grave della storia degli Stati Uniti per vittime accertate, 1836, e danni economici, più di 81 miliardi di dollari. La città della Louisiana è costruita all’80 per cento sotto il livello del mare, e questo lascia immaginare la portata della devastazione di un uragano forza 5, che è il top della scala». E ricorda: «A New Orleans rimase una quantità enorme di persone. Il piano della Protezione Civile prevedeva che il Superdome, l’enorme arena casa dei Saints – la franchigia locale di football – potesse accoglierne 9mila. Novemila persone cui erano garantiti spazi sufficienti, pasti caldi, un numero adeguato di toilette. Entrarono il pomeriggio del giorno 28 sotto un cielo nero, vennero sistemate e tutti assieme attesero il lento passaggio di Katrina. Ma dopo poche ore di uragano la gente all’interno cominciò a sentire che fuori bussava disperata una folla: erano quelli che s’erano chiusi in casa sperando di resistere, in un baleno s’erano ritrovati sott’acqua, e ora cercavano scampo nell’unico luogo chiuso che avrebbe certamente resistito. Il Superdome. Non ci fu molto dibattito, non ce n’era il tempo. Da dentro aprirono quelle porte, e in breve i 9mila ospiti comodi diventarono 30mila persone pigiate l’una sull’altra, col cibo razionato e code bibliche ai bagni. La solidarietà fra sconosciuti fu il tratto distintivo di quell’esperienza».

