Stefania Andriola, la donna delle previsioni del tempo

«Ho fatto la miss e mi chiamavano meteorina, ma ora sono l’erede del colonnello Giuliacci»

Giornalista con un passato da modella, valletta a «La sai l’ultima?» (e volto di centinaia di spot televisivi), da 15 anni è il volto principale del meteo delle reti Mediaset: «Da Torino mi sono trasferita in Brianza, luogo ideale per lavoro e bici da corsa»

Anna Gandolfi per

«Sulle riviste comparivano pagine divise in due: da una parte il colonnello Mario Giuliacci con la famiglia, dall’altra io in costume da bagno. Come dire: “Fate voi il confronto”. Non c’è gavetta che tenga: restavo comunque la bellezza al bagno e non la vivevo benissimo». 

Stefania Andriola, 45 anni, ci scherza su: «Però c’è a chi è andata peggio. La faccenda è costata un Tapiro d’oro all’allora direttore Clemente Mimun: “Anche il Tg5 vuole le meteorine di Emilio Fede”. “Il Tg5 preferisce la meteorina al colonnello”». Sono trascorsi 15 anni e lei, alla faccia della meteorina (e anche della meteora) è salda in sella. Andriola è il volto principale delle previsioni del tempo di Mediaset. Giornalista, ex miss, ciclista convinta, la si vede dopo i tg e nelle trasmissioni contenitore. Torinese trapiantata a Monza, è familiare al pubblico anche per altro: «Ho girato centinaia di pubblicità iniziando da piccola». L’abbiamo incontrata, per capire come si passa dagli spot a diventare una guida tra cicloni e anticicloni e, contemporaneamente, a essere testimonial sulle tappe prima che arriviil Giro d’Italia con le pedalate di Banca Mediolanum.

Partiamo dalla fine. Come arriva al meteo?
«Da piccola stavo le giornate davanti alla finestra a guardare le nuvole. A casa, a cena, tutti ci zittivamo quando in tv c’erano le previsioni. Certo: non avrei pensato che sarebbe diventato il mio campo. Sono giornalista, ho iniziato con lo sport. Quasi casualmente nel 2009 è partita una collaborazione con il centro Epson Meteo. Lì il Tg5 ha proposto un progetto ad hoc».

Perché voleva le meteorine come Fede?
«Sono stata chiamata meteorina, la veterana delle meteorine. In verità le idee erano diverse. Il Tg4 puntava su presentatrici vere e proprie, il Tg5 qualcuno raccontasse il meteo in modo approfondito. Mi scelse Luigi Latini, ceo di Meteo operations Italia».

Era miss e questo aiutava?
«Avere un trascorso da miss e nello spettacolo evidentemente è stata una caratteristica utile. Però, se fosse stata solo questione di bella presenza, non mi ritrovereste nel ruolo 15 anni dopo. Ciò che diciamo in onda viene scritto e preparato da noi su dati scientifici».

Parla al plurale.
«Nella redazione di Meteo Expert, di cui faccio parte, siamo quattro, tutte donne: lavoriamo anche per i siti di Icona Clima e Meteo.it. In tv gestiamo quasi trenta collegamenti al giorno, lavorando per turni: un rullo».

Qualche previsione clamorosamente sbagliata?
«I governatori delle Regioni — Veneto, Emilia Romagna, Liguria in testa — sono arrivati a chiedere di “cancellarci” perché le previsioni influenzano i flussi turistici. Può capitare l’errore, la previsione difficoltosa, ma ciò che preoccupa sono le meteobufale dei social: abbiamo avuto decine di inverni “più freddi degli ultimi tot anni”. A volte mi sono sentita anche io in mezzo all’inferno dantesco: Caronte, Lucifero».

Andrea Giuliacci, Stefania Andriola

E di Giuliacci a cui la paragonavano cosa dice?
«Ho imparato tanto dai migliori: il colonnello Giuliacci, di una preparazione e una gentilezza assoluta, suo figlio Andrea, Flavio Galbiati. All’inizio ci contrapponevano: esperti con la laurea in fisica contro miss in costume da bagno. Io sono andata avanti a testa bassa».

Com’è la storia delle pubblicità?
«L’attitudine a stare davanti alla telecamera la devo a mio padre Beppe. Dirigente della Fiat e fotoamatore, mi coinvolgeva in piccoli progetti pubblicitari già dai 10-11 anni. Ero spesso nelle sue foto. Ho fatto alcuni cataloghi, poi sono arrivati altri spot».

Quanti?
«Dagli anni 90 ai primi Duemila direi centinaia. Alcuni molto noti. La ragazza che ride quando sa che i biscotti Colussi sono senza zucchero? Sono io. Per anni mi hanno fermato per strada: sei tu quella del biscotto? Ancora: Marco e Francesca hanno detto no al colesterolo, firmato Valsoia. Eccomi: sono Francesca».

Intanto studiava?
«Liceo scientifico. Dopo il diploma mi sono iscritta al Dams a Torino, ho dato esami e poi cambiato idea. Sono arrivata a Milano per studiare teatro. Intanto andavo avanti in televisione, ho fatto anche la valletta a “La sai l’ultima?” Collaborando con Ferrero è nato l’aggancio con il Giro d’Italia».

Ed è diventata reginetta di bellezza.
«Nel 2003, eletta Miss Estathè premiavo la Maglia rosa. Mi sono avvicinata al ciclismo da questa porta. Frequentando le tappe ho visto al lavoro i giornalisti più bravi: Philippe Brunel, Davide De Zan, Alessandra De Stefano. Ho conosciuto anche i campioni: Marco Pantani, così gentile e introverso, che quell’anno correva quello che sarebbe stato il suo ultimo Giro; Alessandro Petacchi che macinava tappe; Paolo Bettini che è un amico, Vincenzo Nibali. Porto nel cuore Michele Scarponi. Tadej Pogacar l’ho incontrato di recente: è un carissimo ragazzo e, nonostante sia un fenomeno, non si atteggia per nulla. Da figura che assisteva ho iniziato a porre domande e mi hanno affidato alcuni servizi: la gavetta. Lavorare con la Gazzetta dello Sport mi entusiasma. Del resto il ciclismo, per me, non è solo uno sport».

Lo pratica in prima persona.
«Sono torinese adottata inizialmenteda Milano e ora da Monza anche per questo: dalla Brianza, oltre a essere vicina alla sede di lavoro che è Segrate, puoi farti i chilometri pedalando. Lavorando sulle tappe mi sono innamorata delle bici, come i corridori».

Quante ne possiede?
«Due. Una, storica, che si chiama Artemide ed è una Liv. Quella appena arrivata, una Cervélo, l’ho ribattezzata Astrid».

Prezzo?
«Alto. Non me lo faccia dire. Ma ammetto: senza dubbio spendo più in bici da corsa (e in viaggi) che in borse, abiti e cosmetici».