Troppe 49 ore fra Inter e Napoli (ma Conte le sta vivendo bene)

La scansione delle partite di questa 31esima giornata di Serie A è la più strana dell’anno perché le due candidate superstiti allo scudetto, l’Inter e il Napoli, giocano a ben 49 ore di distanza l’una dall’altra

La prima ha concluso le sue fatiche di Parma sabato alle 19 45. La seconda andrà in campo stasera alle 20:45. Per l’Inter la collocazione di sabato era obbligata: dal derby di Coppa Italia di mercoledì procede verso la gara d’andata dei quarti di Champions di martedì. E al centro di un crocevia di impegni. E non poteva fare altrimenti. 

Meno chiaro invece il motivo del posticipo a lunedì sera di Bologna e Napoli, visto che il Bologna ha sì giocato in Coppa Italia, ma di martedì, mentre il Napoli è tutto l’anno che va in campo una volta la settimana.

Sia come sia, se l’inter avesse vinto a Parma il calendario così concepito avrebbe caricato sulle spalle del Napoli 49 ore di ansia. Un bel fardello da sopportare. Staccato di sei punti e in procinto di affrontare in trasferta il Bologna, la squadra più in forma del momento. Viceversa il pareggio dell’Inter ha letteralmente capovolto la situazione perché i punti di distacco sono quattro e il passo falso nerazzurro ha psicologicamente trasformato la gara di stasera, che ovviamente resta difficile ma l’ha trasformata da grande rischio e grande opportunità. 

Quando due squadre corrono verso il traguardo assieme, separate da poco, gli ultimi turni diventano infatti uno slalom parallelo. Ma la complessità del percorso non può mai essere uguale. E la giornata numero 31 era l’ultima che sulla carta favoriva l’Inter.

Passata a Bologna, il Napoli avrà davanti a sé uno scivolo di avversarie prive di obiettivo o in lotta per la salvezza. La storia del calcio è lastricata di incidenti di percorso che hanno deciso campionati. Ma qui entra in ballo la capacità di Antonio Conte, proverbiale, di tenere dritto il timone senza ascoltare il canto delle sirene. Fuori dalla lotta scudetto, il campionato si è riacceso in zona Champions perché la terza sconfitta consecutiva dell’Atalanta ha di fatto riaperto la corsa al terzo posto, oltre che al quarto.
Ma su questo tema, se vi fa piacere, vi rimando a quanto ho scritto sul Corriere. Inutile ripetersi, preferisco ricordare agli appassionati di sport, che siamo in tanti, che viviamo il privilegio di essere contemporanei di Tadej Pogacar. La possibilità che si tratti del più grande ciclista della storia è ogni giorno più verosimile. Ieri ha vinto alla maniera forte, la solita sua, un altro giro delle Fiandre, domenica prossima attaccherà la sua prima Parigi-Roubaix.
E anche se non ne ha le caratteristiche, non chiedetemi di escluderlo dal pronostico, perché non lo farò. Pogacar sloveno come il grande Luca Doncic, che stanotte ha guidato i Los Angeles Lakers alla vittoria in casa di Oklahoma, la squadra migliore della Regular Season, NBA. Se ci aggiungete la presidenza Uefa di Ceferin e un centravanti che si chiama Sesko e gioca nel Lipsia, la Slovenia è il paese del momento.