Rivoluzione Magyar

la nuova Ungheria tra epurazioni e democrazia

In tre mesi riforme lampo per invertire il corso illiberale: linea dura con la vecchia élite e messaggio agli orbaniani all’estero. Le incognite della svolta

Per sedici anni in Ungheria il sistema Orbán ha distribuito incarichi e denaro pubblico secondo logiche di clan, frenato l’Europa, risposto direttamente a Mosca, aperto agli investimenti cinesi. Nelle elezioni 2026 il partito di Péter Magyar, Tisza, ha conquistato la maggioranza parlamentare dei due terzi con la promessa di cancellare cordate, abusi, clientelismi. Detto, fatto: in tre mesi il nuovo primo ministro ha avviato una vera rivoluzione per ripristinare lo Stato di diritto, che merita tutto il sostegno delle forze democratiche, e alcune domande.