Putin e le terre rare

Lo Zar furioso per l’accordo Usa-Ucraina

«A chi non piace l’accordo fra gli Stati Uniti e l’Ucraina sulle terre rare? A Vladimir Putin, le reazioni da Mosca sono state durissime. La condanna di quell’accordo è inequivocabile» spiega Federico Rampini nella nuova puntata della sua video-rubrica “Oriente Occidente”
Un’uscita particolarmente significativa quella dell’ex presidente della Russia, uomo vicinissimo a Putin, Medvedev, il quale ha detto che la firma di quell’accordo significa che in America torna a comandare il Deep State che prevale su Trump.
Ricordo che la teoria del deep state molto complottiste dietrologiche, quella secondo cui in America ci sarebbe una specie di cupola dell’alta burocrazia dei super tecnocrati che comanda è quella che nella prima amministrazione Trump gli avrebbe impedito di fare tante cose, tante cose che lui voleva fare.
Medvedev allude al fatto che, a prescindere dalle teorie dietrologiche sul Deep State, c’è in effetti negli Stati Uniti una rimonta, una riscossa, una rivincita di forze tradizionali del Partito repubblicano che non sono per niente russofile e anzi si sono formate culturalmente, politicamente, ideologicamente durante la prima guerra fredda contro l’Unione Sovietica e guardano con estrema diffidenza a Mosca e all’attuale zar.
Una delle ragioni di fondo per cui l’accordo sulle terre rare non piace a Putin è che con questo accordo si crea una nuova atmosfera in cui l’Ucraina torna a stare dalla parte dei buoni e dà a Trump una prova di buona volontà, mentre invece chi continua a dire di no a tutte le proposte di negoziato di Trump è proprio Putin.
Quindi, si sta forse entrando davvero in una fase nuova in cui la politica sull’Ucraina di Trump torna su binari un po’ più tradizionali?»