Prince rivive nel disco postumo «Timeless» tutte le ere della sua carriera

L’album nasce all’immenso archivio della pop star scomparsa nel 2016. Contiene rarità e inediti, dal funk scatenato a una registrazione dal suo ultimo concerto

Barbara Visentin

Alcuni luoghi, nell’immaginario collettivo, diventano affascinanti tanto quanto chi li ha abitati. E così è per The Vault (letteralmente la cassaforte), ormai leggendario caveau in cui Prince aveva racchiuso il suo immenso archivio di registrazioni musicali, collocato nei meandri di Paisley Park, la sua residenza-studio fuori Minneapolis oggi diventata un museo. Quando morì, dieci anni fa, si disse che The Vault conteneva talmente tanto materiale da permettergli di pubblicare un disco all’anno per i successivi cento anni. Una stima che sfora nella mitologia ma dà un’idea di quanto possa essere complesso raccapezzarsi in una produzione tanto sterminata. 

Così Timeless, disco postumo in uscita il 28 agosto, tenta un approccio nuovo, mettendo insieme dieci brani, fra rarità e inediti, e ordinandoli in senso cronologico, in modo da abbracciare tutta la carriera di un artista tanto prolifico quanto poliedrico. Il disco è particolarmente simbolico perché arriva nel decennale della sua scomparsa, avvenuta il 21 aprile 2016 proprio a Paisley Park, a causa di un’overdose accidentale di fentanyl. 

Ad aprire la tracklist è I Am You, inedito datato 1977: un funk vivacissimo, con riff e falsetto irresistibili, scritto da un Prince neanche ventenne, eseguito dal vivo un paio di volte, ma non incluso nel suo disco di debutto For You, uscito l’anno successivo. A chiudere l’album è invece una registrazione live di How Come You Don’t Call Me Anymore, un’esecuzione piano e voce che restituisce le straordinarie capacità vocali di Prince, con tanto di estasi del pubblico. Ma è struggente soprattutto perché è estrapolata dalla sua ultima esibizione dal vivo, il 14 aprile 2016 ad Atlanta, una settimana prima della sua morte. 

Dopo quel concerto, già posticipato per problemi di salute, Prince salì sul suo jet privato per tornare a Minneapolis, ma si sentì male, tanto che l’aereo fu costretto a fare un atterraggio di emergenza. Salvato in extremis dal Narcan (farmaco usato in caso di overdose da oppiacei), fu poi trovato senza vita nell’ascensore di Paisley Park la mattina di quel 21 aprile, ucciso da un quantitativo letale di fentanyl, scambiato erroneamente, fu stabilito poi, per Vicodin. 

Se ne andò a 57 anni, scriveva canzoni da quando ne aveva 7, suonando praticamente tutti gli strumenti e procedendo con un’etica lavorativa ferrea che, accanto all’aura di genio sensuale e inafferrabile, gli creò attorno la fama dello stacanovista. «Non voglio dire di essere stato qualcosa di meno di quel che si pensava — commentò in un’intervista del 1983 —, ma ho iniziato a farlo semplicemente come una specie di hobby, poi è diventato un lavoro e un modo per mangiare e adesso lo faccio come arte». 

Dagli anni ’80 e ’90, picco della sua carriera, arrivano gran parte dei brani di Timeless, come la scatenata Tick Tick Bang, versione precedente (e completamente diversa) del brano inserito otto anni dopo in Graffiti Bridge (e nell’omonimo film), o la più romantica I Wonder, datata 1989. Il disco include anche With This Tear, del 1991, ballata struggente che è poi stata interpretata da Céline Dion e inserita nel disco che porta nome della cantante. Proprio questa canzone è stata scelta ad aprile come primo estratto di Timeless, per accompagnare i fan al decennale della scomparsa. 

Degli altri inediti contenuti nel disco poco o nulla si sa: Calabama, del 2003, in cui la voce di Prince, anziché raggiungere i suoi picchi altissimi si fa profonda, era anche il titolo di un misterioso album che non ha mai visto la luce. La più rockettara The Guilty Ones, del 2007, è stata scoperta su un nastro dopo la sua morte. E la più recente è Bestest Friend, registrata verosimilmente attorno al 2012

Timeless è il primo disco che esce dopo il cambio di gestione della Estate of Prince (la sua eredità, in assenza di figli, è stata al centro di una lunga guerra legale) e può contare sull’autorevolezza di Chris James, ingegnere del suono fidato di Prince, che ha masterizzato il lavoro. Nel frattempo, il documentario Netflix di nove ore sulla star di Purple Rain e Kiss, già completato dal regista Ezra Edelman, è stato bloccato per i disaccordi con la nuova amministrazione e, allo stato attuale, sembra che non uscirà mai. Ma tutto ciò non fa che alimentare il mito di un artista dalla creatività inesauribile, in attesa della prossima pubblicazione che sarà riportata alla luce dalla cassaforte. 

Timeless è un album compilation postumo composto da nove registrazioni in studio e una dal vivo, che copre tutti i decenni della carriera di Prince, dagli anni ’70 agli anni 2010. L’album, pubblicato il 28 agosto 2026, include brani che “abbracciano ogni fase dell’illustre carriera di Prince, dal 1977 al 2016”. Le canzoni sono disposte in ordine cronologico in base alle date di registrazione note o attribuite, da I Am You del 1977 a How Come You Don’t Call Me Anymore (Live) del 2016.

Gli anni ’70 sono rappresentati da un unico brano, I Am You, mentre gli anni ’80 ne contano tre: Tick, Tick, Bang, Heaven e I Wonder. Due brani risalgono agli anni ’90, With This Tear e Stone, mentre gli anni 2000 sono rappresentati da Calabama e The Guilty Ones. Gli anni 2010 sono rappresentati da Bestest Friend e dalla registrazione dal vivo di How Come You Don’t Call Me Anymore. L’inclusione di questa versione dal vivo (etichettata come How Come You Don’t Call Me Anymore (Live)) è insolita nel contesto di una raccolta altrimenti incentrata su brani in studio. Le note di copertina di Timeless la identificano come una registrazione dal vivo del 4 marzo 2016 alla Oracle Arena di Oakland, in California (USA), durante il Piano & A Microphone Tour (questo sostituisce la precedente ipotesi che la registrazione potesse essere stata tratta dall’ultimo concerto di Prince del 14 aprile 2016 al Fox Theatre di Atlanta, Georgia, USA).

Tra le nove tracce in studio, due sono versioni precedenti o alternate di canzoni già pubblicate durante la vita di Prince:

I Am You è stata registrata nel 1977 presso Sound 80 a Minneapolis, Minnesota. È stata eseguita dal vivo durante i primi due concerti da solista di Prince, tenutisi al Capri Theater di Minneapolis nel gennaio 1979, ma non risulta essere stata più eseguita né presa in considerazione per un progetto specifico. Elementi musicali del brano sono stati successivamente riutilizzati per I Don’t Wanna Leave You dei The Time, pubblicata nel 1982.

Tick, Tick, Bang è stata registrata per la prima volta nel 1981 presso gli Hollywood Sound Recorders a Hollywood, California (USA). La canzone è stata poi registrata di nuovo da capo nel 1989 per Graffiti Bridge, pubblicato nel 1990; la versione inclusa in Timeless è la prima versione del 1981.

Heaven è stata registrata il 26 maggio 1985 a Sunset Sound, Hollywood, California. Il brano è stato in seguito preso in considerazione per il previsto musical The Dawn, ma quel progetto è stato abbandonato.

I Wonder è stata registrata il 5 agosto 1989 ai Paisley Park Studios di Chanhassen, Minnesota. Ulteriori registrazioni hanno avuto luogo tra la fine del 1991 e il 1992. Non è noto se all’epoca la canzone fosse destinata a un progetto specifico, sebbene sia stata successivamente selezionata dai fan per il progetto abbandonato Crystal Ball Volume II durante Prince: A Celebration nel 2000.

With This Tear è stata scritta da Prince e donata a Celine Dion, che ne ha pubblicato una propria versione nel suo album omonimo del 1992 dopo averla incisa nuovamente con i propri musicisti. La versione di Prince è stata registrata ai Paisley Park Studios il 19 novembre 1991.

Le restanti sette registrazioni in studio sono brani inediti di Prince:

Stone, nota anche come Nothing Left 2 Give, nasce da materiale di Sandra St. Victor, V. Jeffrey Smith e Jules Van Veen, con testi e musica aggiuntivi inseriti da Prince. La versione di Prince è stata registrata il 30 aprile 1995 ai Paisley Park Studios. Kirky J. è accreditato per la programmazione di batteria e percussioni. Il brano è stato successivamente preso in considerazione per Playtime By Versace e per una configurazione del 1996 di Emancipation. Sandra St. Victor ha poi pubblicato la sua versione originale, Nothing Left To Give, nella sua uscita digitale Sanctuary del 2018.

Calabama è stata registrata il 21 gennaio 2003 ai Paisley Park Studios di Chanhassen, Minnesota. Si presuppone che fosse la title track di un album mai pubblicato a cui Prince stava lavorando prima di Musicology. Le note di copertina di Timeless accreditano John Blackwell alla batteria e Greg Boyer, Adrian Crutchfield e Lynn Grissett ai fiati. I crediti per Crutchfield e Grissett sollevano tuttavia un interrogativo cronologico, poiché non risulta che nessuno dei due abbia lavorato con Prince prima del 2012, anno in cui si sono uniti alla nuova sezione NPG Hornz da lui formata. A meno che non siano state effettuate ulteriori registrazioni di fiati durante una sessione successiva e attualmente non documentata, la loro presenza nei crediti appare difficile da conciliare con la data di registrazione indicata del gennaio 2003. Nessuna sessione di registrazione successiva è identificata nelle note di copertina di Timeless o è attualmente documentata da altre fonti note. Ulteriori informazioni verranno aggiunte se e quando emergeranno.

The Guilty Ones è stata registrata il 26 ottobre 2007 ai Paisley Park Studios di Chanhassen, Minnesota. La registrazione vede la partecipazione di Cora Coleman-Dunham alla batteria, Josh Dunham al basso e i cori di Marva King e Shelby J.. Una parte del testo è stata successivamente inclusa nel libro 21 Nights.

Bestest Friend è stata registrata il 3 settembre 2012 ai Paisley Park Studios di Chanhassen, Minnesota.

How Come You Don’t Call Me Anymore (Live)

La compilation è stata prodotta da L. Londell McMillan, Charles F. Spicer Jr. e Chris James. Tutte le canzoni sono state mixate e masterizzate da Chris James presso CIP a Los Angeles, CA, USA.