Perché non ha più senso parlare di Occidente

Caro Aldo,
a distanza di qualche decennio vedo riprodursi la stessa atmosfera che si respirava ai tempi dell’invasione dell’Iraq. All’unisono tutto l’Occidente proclama che questa è una guerra esistenziale che viene combattuta da qualcuno anche a favore di noi stessi che formalmente siamo solo spettatori/tifosi, ma chissà pronti anche ad entrare in campo se opportunamente sollecitati.

Paolo

Una domanda semplice: perché l’Occidente (e si badi bene solo l’Occidente) ha deciso che l’Iran non può avere la bomba atomica?

Lorenzo

Cari lettori,
Mi colpisce sempre quando si parla genericamente di Occidente, che avrebbe tutte le colpe del mondo, compresa quella delle guerre in Ucraina, a Gaza, in Iran. Questa espressione ha avuto un senso tra la Seconda guerra mondiale e il crollo del Muro. Fino al 1945 c’erano potenze europee in guerra tra di loro, divise anche dalla forma politica: le democrazie inglesi e francesi, le autocrazie tedesche, italiane, spagnole, portoghesi. Con la vittoria delle democrazie nella Seconda guerra mondiale, grazie all’intervento degli Stati Uniti d’America, prende forma quello che appunto chiamiamo Occidente, in contrapposizione sia al blocco comunista, sia a quello che chiamavamo Terzo Mondo, spesso governato da satrapi corrotti. Ma con il crollo del Muro e l’esplosione di India e Cina la situazione è cambiata completamente. Parlare di Occidente non ha più molto senso. Trump preferisce palesemente Putin all’Unione europea. Si è detto pronto a prendere le armi per sostenere l’India di Modi contro il Pakistan, capovolgendo una linea che per decenni ha visto gli Stati Uniti dalla parte del Pakistan contro l’India. Insomma si trova molto meglio con i suddetti satrapi che con noi. Quanto all’Europa, i grandi Paesi sono governati da culture politiche molto diverse. A Londra e a Madrid ci sono i socialisti. A Berlino un democristiano di destra. A Parigi un liberale. A Roma un’erede del Movimento sociale. La Polonia è spaccata a metà tra europeisti e nazionalisti. I governi europei sono divisi un po’ su tutto, tranne — finora — su un sostegno minimo ma dignitoso all’Ucraina, che speriamo non venga meno. Dire che è tutta colpa dell’Occidente è il modo più semplice per prendere applausi nei talk-show. Ma l’Occidente oggi è come l’amore degli amanti e l’araba fenice di Metastasio: «Che vi sia ciascun lo dice, dove sia nessun lo sa». E il fallimento del G7, con Trump che fugge, Macron che prova a giustificarlo e Trump che se la prende con Macron, ne è la conferma.