L’ultimo presidente a pareggiare il bilancio Usa
Nostalgia di Bill Clinton. Perché ve ne parlo? La prima ragione riguarda l’approvazione della nuova legge di bilancio americana.
Un successo politico per Donald Trump, l’approvazione di questa legge finanziaria al Congresso. Però l’impatto economico è un aumento del deficit pubblico e del debito pubblico americano. Problema serio. Il deficit viaggia attorno al 7% del PIL ed è una delle ragioni per cui ogni tanto si parla anche di sfiducia verso il dollaro, Sfiducia verso gli Stati Uniti.
Non è una situazione catastrofica e senza precedenti, anzi. Purtroppo i precedenti abbondano. Questa manovra finanziaria è in perfetta continuità bipartisan. Molte amministrazioni precedenti hanno fatto aumentare il deficit pubblico e il debito pubblico. L’Amministrazione Biden scavò una voragine nei conti pubblici americani come il primo Donald Trump, così come pure Barack Obama. Idem fece George W. Bush.
Per ritrovare delle finanze pubbliche americane in ordine bisogna risalire proprio a Bill Clinton. Fine anni ’90. E questo ci riporta a una specie di età dell’oro dell’economia americana. Per certi aspetti gli anni ’90 di Clinton furono un periodo di crescita economica vigorosa. Già allora si scavava un divario notevole tra la performance degli Stati Uniti e, per esempio, quella dell’Europa. Fu anche un periodo di innovazione tecnologica straordinaria.
La prima ondata di rivoluzioni tecnologiche di applicazione di Internet e quindi anche di creazione di milioni di posti di lavoro, ma anche un’epoca di frontiere commerciali aperte. L’età dell’oro della globalizzazione, i grandi accordi di libero scambio. E fu però anche un’epoca segnata da una sinistra molto pragmatica molto realista.
Clinton aveva guidato la nascita della cosiddetta Terza via, insieme col suo amico Tony Blair, che arrivò a governare l’Inghilterra nel 97.
Poi si unirono altri leader socialdemocratici di centrosinistra di tutta l’Europa Schroeder in Germania, Jospin in Francia, Prodi e D’Alema in Italia. Era una sinistra che cercava di imparare le lezioni utili del periodo neoliberista di Reagan e di Margaret Thatcher. Quindi un approccio positivo nei confronti del mercato della libertà di impresa era, anche nel caso di Clinton, una sinistra che non voleva lasciare alla destra il tema della sicurezza.
Clinton varò alcune delle leggi penali più severe contro i criminali recidivi perché non circolassero liberamente per le strade d’America. Fu un presidente all’insegna di legge e ordine che non esitò anche a usare la Guardia nazionale quando occorreva contro i disordini di piazza. E fu il primo presidente a costruire un pezzo di muro alla frontiera col Messico, tra San Diego, in California e Tijuana in Messico, per dare un segnale di fermezza contro l’immigrazione clandestina e contro i narcos.
E Clinton fu, in fondo più di Obama, il presidente che seppe interrompere un lungo periodo di egemonia della destra e fece sperare in un lungo periodo di egemonia della sinistra.



