Nénéismo quantico: il salto nella nuova dimensione del Pd

Aldo Grasso

Nénéismo quantico. Nel corso della direzione del Pd, la segretaria Elly Schlein ha ribadito la sua posizione sulla guerra in Ucraina, quella di non stare né con questo né con quello: «Non siamo con Trump e il finto pacifismo che cela una resa all’aggressore e non saremo con l’Europa per continuare la guerra». In politica, ma anche in altri ambiti, questa terza via è stata teorizzata da Roland Barthes e ha un nome preciso: nénéismo. Che consiste nello stabilire due contrari e nel soppesarli l’uno con l’altro in modo da rifiutarli entrambi.
Ma Schlein ha anche sollecitato un «salto quantico», un passaggio da una realtà all’altra o, come comunemente si crede, un qualcosa di grandioso che porta a una dimensione nuova. D’improvviso, ci ritroviamo in un multiverso preso in prestito dai film della Marvel, piccoli «Ant-Man» intrappolati nel regno quantico.
Schlein ha la straordinaria capacità di passare dalla fantascienza alla fantapolitica, quella terra di nessuno, però molto popolata, dove trionfano l’irresolutezza, la titubanza, il galleggiamento.
Forse governo e opposizioni non si rendono conto che i valori della democrazia liberale sono in serio pericolo, sotto i colpi demolitori di Putin e di Trump. Dopo la scena raccapricciante in diretta dallo Studio Ovale, le vie di mezzo sono solo vie di fuga. Per quanto quantiche.