Meeting Rimini 2026

21-26 Agosto Fiera di Rimini

23/08/2026

Il racconto della visita di Papa Leone XIV in Romagna: il bagno di folla a Rimini e a San Marino. Messaggio contro guerre e povertà: «Smascherare i poteri ingiusti». E sui migranti: «Prima dei confini, ci sono le persone»

La storica visita di Papa Leone in Romagna e l’abbraccio di Comunione e Liberazione: l’ultimo Pontefice al Meeting di Rimini era stato Papa Giovanni Paolo II (44 anni fa)

Enea Conti

Aspettavano un Papa da 44 anni e l’arrivo di Leone XIV al Meeting di Rimini si trasforma in una festa. In sessantamila lo accolgono con cori da stadio, giovani e meno giovani. 

Il rapporto tra Comunione e Liberazione e il Pontefice di Roma nei decenni ha avuto alti e bassi. A Rimini sembra rinsaldarsi il rapporto con Leone che però dà un preciso mandato: «Cari amici, è l’ora della responsabilità, specialmente per chi molto ha ricevuto da una millenaria tradizione di fede che si fa cultura». 

E poi un accorato appello a quel movimento che ha fatto della sua presenza nella politica e nell’economia il suo carisma: «Liberiamo la convivenza dal sospetto, la cultura dalla prepotenza, l’educazione dall’ideologia, il lavoro dall’idolatria del profitto, la tecnologia e la finanza dai business della morte», «a partire dalle organizzazioni che abbiamo generato e nelle quali operiamo – dice rivolto al popolo di don Luigi Giussani – smascheriamo i rapporti di potere ingiusti, alla radice di povertà e diseguaglianze, della guerra e dei disastri ambientali». 

Il Papa non parla direttamente dell’impegno dei cattolici in politica. Ma fissa, nei suoi discorsi, dei precisi paletti. Parla dei migranti e ricorda che «prima di confini, definizioni e istituzioni ci sono sempre le persone. Questa consapevolezza è al cuore del cristianesimo». 

E ancora il tema della pace che «è custodita e diffusa da persone che amano incontrarsi e non temono di confrontarsi». Ribadisce poi il ruolo della diplomazia e della necessità di custodire quel diritto umanitario «quotidianamente disatteso se non addirittura calpestato», come sottolineato nell’intervento a San Marino. 

Leone dunque offre i contenuti, che sono quelli del Vangelo. Da lì si parte perché, dice ai ciellini con garbo ma anche con parole chiare, «nell’amore non c’è mai costrizione, indottrinamento; mai seduzione, inganno, arruolamento. C’è amore solo nella libertà, nel confronto vivo, nel dono generoso di sé». Libertà è una delle parole che ricorre più volte nella lunga giornata di Papa Leone. Per ribadire che non c’è senza «il rispetto e la promozione della dignità umana». 

Da qui si riparte dunque per parlare di una impronta cristiana nel mondo, come quella di Leon Harmel, l’imprenditore francese che portò nella sua azienda i valori della dottrina sociale della Chiesa. Non è un caso che Papa Leone sceglie di visitare la mostra al Meeting a lui dedicata, oltre a quella su Sant’Agostino. Il Meeting fa sentire al Papa tutto il suo abbraccio. E non nasconde l’emozione il presidente di Comunione e Liberazione, Davide Prosperi, il secondo successore del fondatore, don Luigi Giussani, quando dice: «La sua presenza qui è un dono enorme per il nostro cammino. Un dono che non dimenticheremo». 

E anche il presidente del Meeting Bernhard Scholz afferma: «Il messaggio che il Santo Padre ci ha consegnato segnerà la nostra strada». 

Grandissimo poi il feeling tra il Papa e i giovani, in tutte le tappe di questa giornata fuori dal Vaticano. Leone esalta la loro capacità di tessere amicizie, di mettersi al servizio degli altri con il volontariato e afferma che il mondo ha bisogno di loro nella costruzione della pace. Libertà, pace e speranza: è il messaggio che Leone vuole lasciare nella sua duplice visita pastorale

«Non ci sia soltanto chi soffia sul fuoco della stanchezza e della disperazione; ci sia anche chi riaccende sogni e visioni! Le due strade sono incompatibili, perché una sfrutta la divisione, l’alienazione e la disperazione, l’altra serve il Regno di Dio e la sua giustizia», conclude il Pontefice.

“Blue Lou” Marini: la storia dei Blues Brothers e l’incontro con Leone XIV

Due rosari in cambio degli iconici Ray-Ban

La battuta di Prevost citando il film: sono ancora «in missione per conto di Dio»

Robert Francis Prevost vestito come i Blues Brothers

Il fatto che Leone XIV fosse fan dei Blues Brothers non è mai stato un mistero. Tanto che anche nel documentario vaticano Leo from Chicago è stata pubblicata una fotografia del giovane Robert Francis Prevost vestito alla maniera di John Belushi e Dan Aykroyd: occhiali da sole e cappello sopra l’abito nero. La sorpresa, però, è arrivata sabato al Meeting di Rimini, quando il Papa ha incontrato Louis «Blue Lou» Marini, sassofonista e compositore della Blues Brothers Band già attore nel cult di John Landis.

Il Pontefice e il musicista si sono stretti la mano davanti allo stand dei media vaticani, emozionati entrambi. Si sono scambiati qualche battuta: Leone ha citato una scena del film e ha ricordato all’artista come sia ancora «in missione per conto di Dio». Marini ha risposto regalando al Santo Padre un paio di occhiali scuri, come quelli resi immortali dai protagonisti del film. E, come riporta Vatican News, Prevost ha donato a Marini due rosari.

Louis «Blue Lou» si era ben preparato all’incontro, arrivando al Meeting di Rimini proprio con quei Ray-Ban in mano. Giunto negli studi dei Media Vaticani, aveva anticipato: «Sono per il Papa», aggiungendo che gli sarebbe piaciuto inciderci sopra «Papa Cool» ma non avrebbe avuto il tempo per farlo. Con o senza dedica, il Papa ha decisamente apprezzato. E l’incontro con il sassofonista dei Blues Brothers (e la moglie Carmen) ha rappresentato forse un momentaneo ritorno nella sua Chicago, città simbolo del film di John Landis.

22/08/2026

Il Papa al Meeting di Rimini, messaggio contro guerre e povertà: «Smascherare i poteri ingiusti». E sui migranti: «Prima dei confini, ci sono le persone»

Il Pontefice: «Prima dei confini ci sono le persone», ai giovani: «Il mondo ha bisogno di voi». Ovazione dal popolo di Comunione e Liberazione: 60mila in Fiera

Enea Conti

La storica visita di Papa Leone in Romagna e l’abbraccio di Comunione e Liberazione: l’ultimo Pontefice al Meeting di Rimini era stato Papa Giovanni Paolo II (44 anni fa). Il programma e l’agenda degli appuntamenti: la mattina a San Marino, nel pomeriggio in Fiera tra incontri privati e l’attesa messa al porto con più di 25mila fedeli

IL PAPA AI GIOVANI, ‘IL MONDO HA BISOGNO DI VOI’

Il Papa, arrivato al padiglione dei Meeting di Cl dedicato ai ragazzi, ha fatto un saluto a braccio: “Grazie per essere qui, grazie per questa accoglienza e per questo entusiasmo: è il segno dello Spirito”.   

Poi ha aggiunto: “Ascoltate un momento: anni fa San Giovanni Paolo II disse: se il mondo di oggi ha bisogno di qualcosa è la comunione. Ancora oggi possiamo ripetere le stesse parole e se ci sarà comunione nel mondo comincia con voi giovani perché voi sapete costruite la comunione con amicizia, sapete rispettare gli uni gli altri per costruire la pace”. Leone ha detto ai ragazzi: “Il mondo ha bisogno di voi della vostra carità della vostra fedeltà”.

IL PAPA, ‘PRIMA DEI CONFINI CI SONO SEMPRE LE PERSONE’

“La pace è custodita e diffusa da persone che amano incontrarsi e non temono di confrontarsi”. Lo ha detto Leone XIV parlando al Meeting di Cl. “Papa Francesco con l’Enciclica Fratelli tutti ci ha insegnato a coltivare l’amicizia sociale, che rappresenta il volto pubblico, dinamico e concreto della fraternità”, ha aggiunto il Pontefice.   

“Prima di confini, definizioni e istituzioni ci sono sempre le persone. Questa consapevolezza è al cuore del cristianesimo”, ha sottolineato il Papa sottolineando che Cl non ha fatto del Meeting “una sorta di enclave: al contrario, esso è diventato un crocevia per la Chiesa e per la società, un incontro che moltiplica gli incontri e ispira nuovi cammini.

Ringraziamo il Signore per questa eredità viva, che vi dà una grande responsabilità storica, nella comunione più grande della Chiesa, a servizio di un’umanità che ha fame e sete di giustizia”.

A FALSO REALISMO CHE RIARMA MENTI OPPONIAMO MISERICORDIA

(AGI) – Rimini, 22 ago. – “Al falso realismo, che riarma le menti, le parole e le nazioni, la cultura cattolica ha oggi da opporre il realismo della misericordia, per il quale non possono esistere nemici e tutti, anche gli avversari, sono fratelli e sorelle da guardare negli occhi e incontrare nella verita’”.

Cosi’ Papa leone nel suo discorso ai partecipanti del Meeting a Rimini. “Il peccato esiste, certo, ma piu’ forte e’ l’amore redentore di Cristo, che ci impegna a purificare pensieri, interessi, abitudini, frequentazioni, progetti, investimenti – ogni aspetto della vita – da tutto cio’ che la cultura della potenza ha inquinato”, ha sottolineato.

IL PAPA A CL, SMASCHERIAMO I RAPPORTI DI POTERE INGIUSTI

(ANSA) – RIMINI, 22 AGO – Il Papa lancia un appello al Meeting affinché affinché si costruisca un nuovo modello di società: “Liberiamo la convivenza dal sospetto, la cultura dalla prepotenza, l’educazione dall’ideologia, il lavoro dall’idolatria del profitto, la tecnologia e la finanza dai business della morte”. èè”Smascheriamo i rapporti di potere ingiusti, alla radice di povertà e diseguaglianze, della guerra e dei disastri ambientali. Disarmiamo lo sviluppo tecnologico quando si fa pervasivo e distruttivo. Occorrono pionieri coraggiosi, che comincino dalla propria inversione di rotta a rendere convincente e credibile la conversione richiesta a tutti”.

IL PAPA AL POPOLO DI CL, ‘È L’ORA DELLE RESPONSABILITÀ’

(ANSA) – RIMINI, 22 AGO – Il Papa sprona il popolo di Comunione e Liberazione a nove sfide: “Sì, cari amici, è l’ora della responsabilità, specialmente per chi molto ha ricevuto da una millenaria tradizione di fede che si fa cultura.

Le diverse edizioni del Meeting, in effetti, hanno saputo attingere al grande patrimonio del passato le ragioni che vi impegnano oggi nel confronto con l’arte, la musica, la letteratura, la scienza, l’economia  e con ogni espressione dell’animo umano”, ha detto il Pontefice.

IL PAPA, NON CI SIA SOLO CHI SOFFIA SUL FUOCO DELLA STANCHEZZA

 (ANSA) – RIMINI, 22 AGO – Il Papa, nel discorso al Meeting, invita alla speranza. “Non ci sia soltanto chi soffia sul fuoco della stanchezza e della disperazione; ci sia anche chi riaccende sogni e visioni! Le due strade sono incompatibili, perché una sfrutta la divisione, l’alienazione e la disperazione, l’altra serve il Regno di Dio e la sua giustizia”.   

Poi, citando la sua enciclica Magnifica Humanitas, Papa Leone XIV ha aggiunto: “In un mondo attraversato da tante manovre che puntano a conquistare mercati e spazi di influenza, spesso rivestite da retoriche rassicuranti e costruzioni ideologiche seducenti, il nostro cuore avverte il bisogno di scoprire un disegno diverso, sapiente e benevolo”.   

Il Pontefice ha quindi rivolto un appello particolare ai giovani: “Siete segno che il futuro è una promessa, non una minaccia! Molti non lo credono più, sia fra gli adulti, sia fra i giovani. Silenziosamente, però, ‘l’amor che move il sole e l’altre stelle’ – ha detto Leone citando il titolo di questa edizione del Meeting – sospinge ancora alla speranza”.   

“Mettetevi in gioco! Apritevi a una vera cattolicità, allargando i vostri legami oltre ogni appartenenza troppo ristretta. Il Movimento, i gruppi, le comunità siano un trampolino da cui tuffarvi nell’intera realtà. Contrastate ciò che vorrebbe allontanarvi da fratelli e sorelle di culture, sensibilità e provenienze diverse, specialmente dai più poveri. Uscite, invece, incontro a tutti!”, l’appello di Leone ai ciellini.

Meeting di Rimini, Mattarella: l’amore antidoto contro l’odio delle guerre scellerate

Monica Guerzoni

Lo scorso anno aveva auspicato l’arrivo, nella società e nella politica, di «costruttori di pace», di convivenza e di solidarietà. E quest’anno, per l’edizione numero 47 del Meeting di Rimini, Sergio Mattarella costruisce il suo messaggio a partire dal verso di Dante scelto come slogan dell’evento di Comunione e Liberazione: «L’amor che move il sole e l’altre stelle». Per il presidente della Repubblica l’amore è l’antidoto all’odio in cui siamo immersi, è «il contrario del falso realismo che conduce all’inerzia, alla sfiducia, alla rassegnazione». Ancora una volta il capo dello Stato cita l’enciclica Magnifica humanitas di Papa Leone XIV e invoca una umanità «non chiusa dentro illusori muri e condannata all’egoismo, bensì aperta e sensibile alle ingiustizie e ai drammi di chi soffre, pronta a costruire ponti nuovi». Parole che potrebbero fare da didascalie alle immagini di morte e dolore che arrivano dal Medio Oriente o dall’Ucraina, come al drammatico film delle migliaia di migranti che cercano un approdo in Europa.

Per Mattarella «l’amore che apre agli altri, oltre noi stessi e il nostro presente», è una forza interiore che ha dentro solidarietà e amicizia sociale e che può «aprire orizzonti inediti alla politica, all’economia, alla vita civile». Vale per lo scenario italiano, dilaniato dall’imminente campagna elettorale e vale sul piano internazionale, dove la volontà di potenza e dominio di pochi mette a rischio le vite di molti: «Viviamo un tempo in cui si combattono guerre scellerate, crescono disuguaglianze, mentre ristrettissime oligarchie accumulano poteri superiori a quelli di molti Stati sovrani».
E qui il presidente rilancia il suo appello a restare umani, perché solo dall’umanità «si possono trarre le energie per rifiutare l’omologazione, la passività, l’odio, l’avversione al diverso, allo straniero, per educare alla pace». Sergio Mattarella ha partecipato all’evento di Rimini nel 2016, nel 2021 e nel 2023. Quest’anno ha scelto di inviare un messaggio al presidente della Fondazione meeting per l’amicizia fra i popoli, Bernhard Scholz. «Il Meeting di Rimini è un appuntamento significativo — si legge nelle prime righe della lettera inviata dal Quirinale — Rappresenta una storia e, in tempi di trasformazioni straordinarie, si propone di continuare a contribuire a costruire la storia, annodando, in coerenza, i fili della propria». 

21/08/2026

Il Meeting di Rimini al via: «Da noi la politica riesce a dialogare». Il giorno del Papa, attesi in 50 mila

Dal governo al Campo largo, chi sarà al meeting di Comunione e Liberazione

Cesare Zapperi

L’effetto Papa si è già sentito. Il Meeting per l’amicizia tra i popoli edizione numero 47 è partito con gli stand affollati fin dal primo giorno. L’attesa per l’arrivo di Leone XIV è palpabile e fa premio su tutto il resto. Il Pontefice aprirà la giornata a San Marino, ma poi tutto il pomeriggio lo trascorrerà a Rimini e i numeri che si prospettano sono impressionanti. Tre gli appuntamenti: dalle 15 al Meeting; alle 17.30 l’incontro con le persone fragili e malate nella Cattedrale cittadina; alle 18.30 la messa al porto.

Nei padiglioni dove fino a mercoledì prossimo si terranno gli incontri della kermesse ciellina, sono attese oltre 50 mila persone. Il Papa prima visiterà gli stand e due mostre lungo un percorso di un chilometro studiato ad hoc per consentirgli di ricevere l’abbraccio della gente. Poi, alle 16 l’intervento nel grande auditorium che ha una capienza di 10 mila persone. «La sua visita — spiega Bernard Scholz, presidente della Fondazione Meeting — è un dono immenso e tutti noi siamo in attesa delle parole che ci consegnerà. Ci vogliamo lasciar sorprendere dalla sua presenza e dalla sua testimonianza».
Per gli organizzatori la partecipazione del Pontefice, 44 anni dopo la storica visita di Giovanni Paolo II, è anche il modo migliore per declinare il titolo scelto per questa edizione: «L’amor che move il sole e l’altre stelle». «Abbiamo scelto questo titolo, l’ultimo verso della Divina Commedia di Dante — sottolinea ancora Scholz — proprio perché viviamo in un mondo che sembra dimostrare il contrario. Tanta conflittualità, contrapposizioni, guerre. Vogliamo dire che il principio dell’universo e della nostra vita è un principio di amore, di bene, di bellezza». Il cardinale Stanislaw Dziwisz, arcivescovo emerito di Cracovia e già segretario particolare di Papa Wojtyla, ieri ha ricordato che il pontefice polacco ebbe l’intuizione di promuovere le Giornate mondiali della gioventù dopo aver colto e apprezzato l’entusiasmo dei giovani partecipanti alla kermesse ciellina.

Se questa edizione nasce sotto l’egida del Papa,
 non per questo non propone il suo vasto e articolato menù di incontri, confronti, testimonianze. Con la consueta curiosità, che i promotori non mostrano di apprezzare particolarmente, di capire per chi batte il cuore, politicamente parlando, del popolo di Cl. Davide Prosperi, il presidente di Cl, si limita a esprimere la soddisfazione di vedere salire sul palco del Meeting persone che altrove non si parlano più. E aggiunge: «Non si tratta di tenere aperta una tribuna per una dialettica tra partiti ma di dialogare anche da posizioni distanti per individuare percorsi realistici di convivenza e di pace».

Il governo è rappresentato in massa. Manca solo la presidente del Consiglio, per il resto arriveranno i vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini, e una decina di ministri (ieri il debutto è toccato a Francesco Lollobrigida e ad Annamaria Bernini). Ma sono attesi anche governatori (il primo è stato il veneto Alberto Stefani che richiesto di un commento sulle beghe in casa Lega ha invitato i colleghi governatori a occuparsi delle loro competenze più che delle vicende partitiche) e sindaci (ieri sono stati ospiti il romano Roberto Gualtieri e il napoletano Gaetano Manfredi, che ha detto: «Non sono interessato alle primarie del Campo largo, penso solo a Napoli»). L’unico vero confronto politico tra fronti contrapposti è previsto nell’ultimo giorno del Meeting, mercoledì prossimo, quando sul tema «La democrazia non va in vacanza. I primi 80 anni della Repubblica» parleranno Stefano Bonaccini (Pd), Stefania Craxi (FI), Giovanni Donzelli (FdI), Stefano Patuanelli (M5S), Massimiliano Romeo (Lega), Maria Elena Boschi (Iv), Matteo Richetti (Azione) e Maurizio Lupi (Noi moderati).

A margine della prima giornata c’è chi ha sollevato una polemica sulla decisione del ministero della Cultura di prestare al Meeting l’Ecce Homo di Antonello da Messina. La preoccupazione è per la conservazione e la sicurezza dell’opera in un contesto fieristico. Per il sottosegretario Giampiero Cannella, ieri a Rimini, l’esposizione dell’opera ha «un significato profondo perché nella visione del ministero la Cultura, i beni culturali e le opere non vanno “musealizzate” e mantenute all’interno di istituzioni chiuse nelle quali bisogna accedere per poterne fruire, vanno esposte, socializzate».

Chi ci sarà al Meeting di Rimini: tutti gli ospiti

Al via oggi alla Fiera di Rimini la quarantasettesima edizione del Meeting di Rimini , la kermesse di Comunione e Liberazione. Tra le novità assolute il ritorno di un Pontefice dopo 44 anni. Attesi anche 13 ministri e 5 cardinali: ecco i protagonisti dell’edizione 2026

Da oggi fino al 26 agosta torna il Meeting per l’amicizia fra i popoli: la Fiera di Rimini si prepara ad accogliere uno degli eventi più imponenti e complessi del panorama politico e culturale italiano.

In programma decine di appuntamenti di grande rilevanza che si svilupperanno intorno al tema “L’amor che move il sole e l’altre stelle”, celebre verso conclusivo del Paradiso dantesco. Si parte alle 12 con l’incontro tra Roseline Hamel, sorella del sacerdote francese Jacques Hamel rimasto vittima dell’attentato terroristico a Saint-Étienne-du-Rouvray, e Nassera Kermiche, madre di uno dei terroristi responsabili dell’omicidio.

A seguire e nei giorni successivi tanti i momenti di confronto su argomenti di carattere politico e religioso. Ecco chi parteciperà

IL RITORNO DEL PAPA E I CARDINALI CHE PARTECIPANO

L’evento centrale della settimana sarà la visita di Papa Leone XIV, atteso nel pomeriggio di sabato 22 agosto alle ore 15. L’arrivo del Pontefice rompe un digiuno durato oltre quattro decenni: l’ultima presenza papale risale infatti al 1982 con l’allora Pontefice Giovanni Paolo II, mentre Joseph Ratzinger vi partecipò nel 1990 da prefetto della Congregazione per la dottrina della fede.

La visita di Leone XIV, teologo agostiniano, si intreccia profondamente con il percorso culturale dell’edizione, che dedica ampio spazio alla figura di Sant’Agostino. Ad accompagnare e arricchire la dimensione spirituale ed ecclesiale del Meeting sarà presente una nutrissima delegazione di alti prelati. Prenderanno parola il cardinale Matteo Maria Zuppi, presidente della Conferenza Episcopale Italiana e arcivescovo di Bologna, il cardinale José Tolentino de Mendonca, prefetto del Dicastero per la Cultura e l’Educazione, e il cardinale Claudio Gugerotti, prefetto del Dicastero per le Chiese Orientali. Una forte attenzione sarà rivolta ai territori di conflitto in Medio Oriente, con gli interventi del cardinale Pierbattista Pizzaballa, patriarca latino di Gerusalemme, di Francesco Ielpo, frate e Custode di Terra Santa, e di padre Gabriel Romanelli, parroco latino di Gaza che interverrà in collegamento diretto dalla Striscia. A esplorare i legami interreligiosi interverrà inoltre il cardinale Jean-Paul Vesco, arcivescovo metropolita di Algeri.

CHI C’È DEL GOVERNO

Nonostante l’assenza confermata della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il governo sarà ampiamente rappresentato. La delegazione vede la presenza di entrambi i vicepresidenti del Consiglio: Matteo Salvini, ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, che si confronterà sui grandi cantieri nazionali, e Antonio Tajani, ministro degli Affari Esteri, impegnato in un focus sulla ricostruzione del Libano.

Nutrita la presenza dei ministri, con 13 titolari di dicastero oltre ai due vicepremier: Anna Maria Bernini, ministra dell’Università e della Ricerca, Giuseppe Valditara, ministro dell’Istruzione e del Merito, Alessandro Giuli, ministro della Cultura, Francesco Lollobrigida, ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Gilberto Pichetto Fratin, ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Adolfo Urso, ministro delle Imprese e del Made in Italy, Andrea Abodi, ministro per lo Sport e i Giovani, Paolo Zangrillo, ministro per la Pubblica amministrazione, Nello Musumeci, ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare, Maria Elvira Calderone, ministra del Lavoro e delle Politiche sociali, e Giancarlo Giorgetti, ministro dell’Economia e delle Finanze. Completano la rappresentanza istituzionale Alessandra Locatelli, ministra per le Disabilità, e Matteo Piantedosi, ministro dell’Interno.

Numerosa anche la schiera di viceministri e sottosegretari, tra cui spiccano Lucia Albano, sottosegretario all’Economia, Francesco Paolo Sisto, viceministro della Giustizia, Maria Teresa Bellucci, viceministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, e Claudio Durigon, sottosegretario al Lavoro.

GLI ALTRI POLITICI E LA DELEGAZIONE EUROPEA

Di primissimo piano risulta essere la delegazione europea che approderà in Romagna. Le istituzioni comunitarie saranno rappresentate ai massimi livelli da Roberta Metsola, politica maltese e presidente del Parlamento Europeo, e da Raffaele Fitto, vicepresidente esecutivo della Commissione Europea. A loro si affiancheranno Antonella Sberna Pina Picierno, entrambe vicepresidenti del Parlamento Europeo. Presenti anche gli europarlamentari Giorgio GoriCarlo Fidanza e Massimiliano Salini.

Sul fronte della politica interna, si registra l’assenza dei principali leader dell’opposizione, Elly Schlein e Giuseppe Conte. Il tradizionale confronto interpartitico vedrà comunque la partecipazione trasversale di numerosi dirigenti: Stefano Bonaccini, presidente del Partito Democratico ed europarlamentare, Maria Elena Boschi, parlamentare di Italia Viva, Stefania Craxi, senatrice di Forza Italia, Giovanni Donzelli, responsabile organizzazione di Fratelli d’Italia, Maurizio Lupi, leader di Noi Moderati, Stefano Patuanelli, capogruppo al Senato del Movimento Cinque Stelle, Matteo Richetti, capogruppo di Azione, e Massimiliano Romeo, capogruppo della Lega al Senato.

L’amministrazione dei territori sarà raccontata dai presidenti di Regione Marco Bucci (Liguria), Michele de Pascale (Emilia-Romagna), Attilio Fontana (Lombardia), Stefania Proietti (Umbria), Francesco Rocca (Lazio) e Alberto Stefani (Veneto). Significativa anche la rappresentanza dei sindaci delle grandi aree metropolitane con Roberto Gualtieri, primo cittadino di Roma, Gaetano Manfredi, sindaco di Napoli e presidente dell’ANCI, e Giuseppe Sala, sindaco di Milano.

GLI ALTRI OSPITI

La manifestazione darà ampio respiro ai temi economici, finanziari e mediatici grazie a una fitta rete di esperti e accademici. Il mondo dell’informazione vedrà protagonisti Luciano Fontana, direttore del Corriere della Sera, Enrico Mentana, direttore del telegiornale di La7, Bruno Vespa, storico giornalista e conduttore televisivo, e Marco Girardo, direttore di Avvenire.

L’architettura macroeconomica sarà analizzata da Piero Cipollone, membro del comitato esecutivo della Banca Centrale Europea, Renato Brunetta, accademico e presidente del CNEL, Giorgio Vittadini, professore di statistica e presidente della Fondazione per la Sussidiarietà, Enrico Giovannini, economista e direttore scientifico dell’ASVIS, e Stefano Zamagni, rinomato economista e docente universitario.

Le sfide del diritto e dell’assetto geopolitico internazionale saranno al centro dei dibattiti con Giuliano Amato, giurista e già presidente del Consiglio dei Ministri, Luca Antonini e Massimo Luciani, entrambi giudici della Corte Costituzionale, Lucio Caracciolo, fondatore e direttore della rivista Limes, Joseph Weiler, giurista e professore alla New York University, e Olivier Roy, noto politologo e orientalista francese.

Il mondo accademico e dell’educazione sarà invece guidato da Elena Beccalli, rettrice dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. Infine, il cartellone artistico e culturale proporrà gli interventi di Davide Rondoni, poeta e scrittore, Paolo Ruffini, attore e conduttore televisivo, Filippa Lagerbäck, presentatrice e attivista televisiva, e Giovanni Caccamo, cantautore impegnato nel concerto serale con la Sicily Symphony Orchestra.

‘Trovare l’energia contro l’odio al diverso e allo straniero’

Il messaggio del presidente della Repubblica al Meeting

Tornare all’umanità, all’amicizia, alla solidarietà, in un tempo in ci invece sembra prevalere il rifiuto dell’altro. E’ in sintesi il messaggio che il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha inviato al Meeting di Comunione e Liberazione che ha aperto i battenti alla Fiera di Rimini.

Sabato 22 è atteso Papa Leone XIV ed è immaginabile che nelle sue parole emergerà la stessa preoccupazione per un mondo dove la pace tra i popoli e l’accoglienza dell’altro sono sempre più in secondo piano.

“Solidarietà, amicizia sociale, gratuità dell’amore possono aprire orizzonti inediti alla politica, all’economia, alla vita civile. Viviamo un tempo in cui si combattono guerre scellerate, crescono diseguaglianze mentre ristrettissime oligarchie accumulano poteri superiori a quelli di molti Stati sovrani. È dall’umanità delle donne e degli uomini che si possono trarre le energie per rifiutare l’omologazione, la passività, l’odio, l’avversione al diverso, allo straniero, per educare alla pace”, ha scritto Mattarella nel messaggio inviato al presidente del Meeting Bernhard Scholz e che è stato letto in Fiera proprio nell’apertura dei lavori. Parole, quelle del Capo dello Stato, che non suonano di circostanza ma evidenziano al contrario una sintonia con questa fetta del mondo cattolico che, con la sua presenza nella società, cerca di mettere in primo piano l’umano. Là dove invece interessi di parte, sia economici che politici, rischiano di fare perdere questa dimensione. “Auguro al Meeting, a tutti coloro che parteciperanno alle giornate di Rimini, di continuare a costruire con generosità orizzonti di umanità”, è l’auspicio espresso da Mattarella. Intanto alla Fiera di Rimini tutto è pronto per l’arrivo di Papa Leone XIV. Un momento, quello con il popolo di Cl, incastonato in una lunga giornata tra San Marino, Pennabili e Rimini.

Sarà il Titano la prima tappa del Pontefice, a partire dalle 8, poi il pranzo con le monache agostiniane a Pennabili, quindi, a partire dalle 15 Rimini. Dopo il Meeting, il Papa vivrà l’abbraccio con la città: prima l’incontro in cattedrale con le persone più fragili di Rimini, e poi, il momento conclusivo, la messa al porto con i fedeli sulla spiaggia. Si annunciano numeri record sia per il Meeting che per la visita in città. Uno dei momenti più toccanti della giornata sarà l’incontro con le persone più fragili. Saranno presenti anche persone che hanno cambiato la loro vita grazie alla vicina Comunità di San Patrignano. Come Cristina, bergamasca di origine, a ‘SanPa’ dal 1990. Ha iniziato a fare uso di eroina a 15 anni. Poi l’incontro con Vincenzo Muccioli. “Quel giorno è stato l’inizio della mia seconda vita”. A sottolineare che la visita del Papa a Rimini può assumere anche un “valore civile” è il vescovo di Rimini, monsignor Nicolò Anselmo. “Penso al dramma dei migranti, alle loro condizioni di vita, ai viaggi disperati, alle morti anonime nei nostri mari; sono nostri fratelli e nostre sorelle. Quando l’altro diventa una minaccia – sottolinea il vescovo – prim’ancora di essere un volto, la nostra umanità si impoverisce”.

“Per questo la presenza del Papa a Rimini assume anche un valore civile: una città visitata ogni estate da milioni di turisti può diventare luogo nel quale uomini e donne di vari popoli e nazioni imparano nuovamente a dialogare, a conoscersi e a stare insieme”, sottolinea il vescovo che domani accoglierà Leone XIV. Monsignor Anselmo annuncia anche delle opere che resteranno come ‘segno’ di questa giornata: tra queste anche il rifacimento del campo di calcio per i detenuti del carcere della città.