Lo sbarco in Europa dell’Nba: posta in palio il nostro tempo

La lega Usa si propone come partner, se necessario come avversaria, dell’Eurolega

Nella sua video rubrica, «Un centimetro alla volta», Paolo Condò commenta la ‘trasferta europea’ della Nba, che nei giorni scorsi ha giocato a Parigi due partite della sua regular season. «Da anni Adam Silvercommissioner della Nba, studia lo sbarco in Europa della sua organizzazione – spiega – Aggiungere una squadra europea alle 30 franchigie americane sarebbe impossibile per una questione di costi, ma se le squadre fossero sei, una division appunto, lo scenario cambierebbe». Per la squadra di New York, per fare un esempio, giocare di seguito a Madrid, Parigi, Milano, Londra, Berlino e Atene non sarebbe molto diverso dai giri che fa oggi a ovest affrontando in successione le dueLos Angeles, Golden State, Sacramento e Portland. «Che cosa si stanno disputando in E uropa le grandi leghe professionistiche americane? – continua Condò – Ovviamente i soldi, o meglio il margine di sviluppo che vedono nel grande sport europeo se governato con i loro metodi».