Le gelide battute di Hamilton. Ci vorrebbe Mister (Toto) Wolff

Senza una vettura realmente competitiva, il rischio di conflitti interni tra i piloti del Cavallino cresce

Il Gran Premio di Miami ha reso evidente la complessità della convivenza in Ferrari tra Charles Leclerc e Lewis Hamilton, dice Paolo Condò. Quando dai box hanno avvisato Hamilton dell’arrivo di Carlos Sainz e lui ha risposto sarcastico «volete che faccia passare anche lui?», è emersa tutta la tensione interna: la gestione lenta delle strategie ha scontentato entrambi i piloti, con Hamilton frustrato per la mancata rapidità nel dargli strada e Leclerc costretto a reclamare la restituzione della posizione.

Leclerc rappresenta il talento cresciuto in casa, paziente e fedele al Cavallino, mentre Hamilton è la leggenda in cerca di gloria immediata prima del tramonto della carriera. Entrambi hanno mantenuto un atteggiamento sportivo nelle dichiarazioni pubbliche, ma la vera prova è la pista: senza una vettura realmente competitiva, il rischio di conflitti interni cresce, perché quando non ci sono vittorie da spartire, la rivalità rischia di esplodere.