Ma l’America non premia i nuovi partiti
Federico Rampini analizza la decisione di Elon Musk di fondare un nuovo partito politico negli Stati Uniti, interpretandola come una reazione di rivalsa dopo una serie di sconfitte politiche. Musk, già costretto a lasciare il suo incarico nel governo Trump per la sua posizione intransigente contro gli sprechi della spesa pubblica, ha subito la sconfitta più recente sulla legge di bilancio voluta da Trump. Questa manovra, secondo Musk, è troppo dispendiosa e non prevede i tagli profondi che lui auspicava, soprattutto in settori come pensioni e sanità pubblica, che Trump invece ha voluto tutelare per non alienarsi l’elettorato popolare e operaio.
Nonostante le minacce di Musk di usare la sua influenza mediatica contro i parlamentari repubblicani favorevoli alla manovra, questi hanno comunque approvato la legge, facendo aumentare deficit e debito pubblico. Sentendosi politicamente isolato, Musk ha quindi annunciato la creazione di un proprio partito, gesto che l’articolo definisce “disperato”, sottolineando come negli Stati Uniti i tentativi di creare un terzo partito abbiano storicamente avuto scarso successo.

