«la filosofia non è una barba»

Il docente: «La filosofia è un atto di ribellione, ci ha regalato il pensiero. Sono per la difesa di una scuola democratica, che mette al centro la persona e stimola la partecipazione e il pensiero critico. Non è una scuola parcheggio»

Silvia Morosi

Cosa ci fanno Socrate e Nietzsche su YouTube e Instagram? Conoscere Kant è utile per riparare la ruota di una bicicletta? E ancora, in che modo la vita di Ipazia ci aiuta a compilare un curriculum vitae? Matteo Saudino, classe 1974, professore di storia e filosofia a Torino noto come “BarbaSophia”, racconta sui social i grandi pensatori, spiega come la loro lezione può essere utile nella vita di tutti i giorni e quali strumenti fornisce per ragionare sulla società. «Come è iniziata questa avventura? Nel 2015 ho deciso di riprendere una mia lezione su Pitagora, ricca di aneddoti: c’erano pochi ragazzi presenti in classe, impegnati nelle Olimpiadi di matematica, e non volevo la perdessero. Ho preso il telefonino, l’ho appoggiato sui libri e ho iniziato a riprendere. Un ragazzo mi ha detto: “Professore, anziché mandare il file via mail comprimendolo, perché non lo carica su YouTube? È facile aprire il canale, ci vuole veramente poco”», racconta al Corriere della Sera.
Un’idea nata per caso, come spesso per caso nascono le cose belle della vita: «Io – aggiunge – sono un gran curiosone: non appena ho caricato il video, i ragazzi hanno cominciato a guardarlo e a suggerire di farne altri. Con il Covid, poi, il canale è diventato un punto di riferimento per tanti studenti e anche per tante persone che volevano nel tempo libero, obbligatoriamente libero, approfondire la filosofia. Cos’è per me? La filosofia è un atto di ribellione, ci ha regalato il pensiero: serve recuperare quella spinta a cambiare le cose, per andare verso un mondo più giusto», chiarisce.

Un argomento approfondito anche nel suo ultimo libro “La filosofia non è una barba”, dove parla di una disciplina pungente, «che da sempre interroga. E quando ci interroghiamo e abbiamo dei dubbi, vuol dire che stiamo pungendo la nostra stessa vita e la realtà circostante, non accontentandoci  di ciò che appare ai nostri occhi. Come ci dice Socrate la verità non è davanti a noi, va cercata, spesso sotto terra, addirittura spesso in cielo. Abbiamo bisogno di essere ortiche nel giardino del re, non delle rose o dei fiori di plastica nel giardino dei potenti», spiega, ricordando l’importanza di discutere, confrontarsi tra persone che hanno idee diverse,  guardare il mondo in modo critico, prendere posizione di fronte alle cose che accadono nel mondo.

Insegnando da oltre 25 anni, una cosa che ha a cuore Saudino è anche la difesa di una scuola democratica, «che mette al centro la persona e l’educazione umana, stimola la partecipazione e il pensiero critico: non è una scuola parcheggio, non è una scuola della burocrazia, non è una
scuola solo dei voti, ma è una scuola che valuta per far crescere i ragazzi, che dà ampio spazio alla discussione e che parla di politica, che non vuol dire “vota Peppone”, “vota Giovanni”, ma vuol dire ovviamente ragionare sulle grandi tematiche del mondo come ambiente, guerra, pace, diritti umani, clima, flussi migratori, inclusione. Se la scuola non fa politica, la scuola non serve a nulla».

Un filosofo che l’ha particolarmente colpito e consiglierebbe di rileggere, oltre i pregiudizi? «Sono molti i filosofi che hanno tanto tanto da dirci: Platone, che ci ricorda che per essere felici non basta una vita privata, ma si è felici sempre in una comunità politica, dunque la felicità non è appunto individuale, ma è collettiva e politica. Oppure Spinoza che ci ricorda che l’uomo e la natura non sono separati, ma sono profondamente uniti e amare e conoscere la natura significa poi anche amare e conoscere l’uomo. Non esistono quindi guerre in nome di Dio. Spinoza ci insegna a guardare il mondo non con i pregiudizi del finalismo o dell’antropocentrismo. Il mondo, la natura, gli animali non sono stati creati per l’essere umano: l’essere umano deve rispettare l’ambiente in cui è perché non è il dominatore, ma vuole esserlo. Scatenando la natura contro di sé».

Saudino tornerà nelle librerie con «Anime fragili» (Einaudi), un saggio attraverso le fragilità del nostro tempo, dalla solitudine alla crisi della politica, dalle inquietudini della tecnologia al tabù della morte, con due compagni di viaggio eccezionali: Platone e Aristotele.