Un cauto ottimismo è autorizzato
La vittoria sull’Inter ha restituito alla Juventus una classifica decente non soltanto per quanto riguarda la posizione – e sappiamo bene a cosa serva il quarto posto – ma anche in termini numerici di distacco dalle prime. Tre settimane fa, dopo la sconfitta del Maradona, la Juve era dietro al Napoli di 16 punti, e adesso sono 10. L’Inter era avanti di 13, e adesso sono 8. L’Atalanta viaggiava 9 punti sopra, e adesso sono 5. Ipotizzare un rientro nella zona scudetto sarebbe troppo, perché le tre che le stanno davanti dovrebbero crollare in blocco, e invece vedrete che l’approssimarsi del traguardo ne rianimerà almeno un paio. Però stasera il passaggio di Eindhoven è la cruna dell’ago al di là della quale c’è un mondo intero, la primavera della Champions League. Se stasera Thiago Motta riuscirà a tenersi dietro il Psv, sbarcherà negli ottavi di finale come una squadra che ha già vissuto la fase problematica implicita in ogni rivoluzione tattica. Non tutte le questioni sono risolte, anzi, di molti dei grandi acquisti estivi si comincia appena adesso a scalfire la superficie. Pensate a Koopmeiners, ma anche a Nico Gonzalez, o a Douglas Luiz che alla prima prova realmente incoraggiante contro gli olandesi ha fatto purtroppo seguire l’ennesimo acciacco. Non tutto è risolto dicevamo, ma contro l’Inter si è vista la luce in fondo al tunnel, e non è successo all’improvviso perché è da un mese, dalla gara di Bergamo, che all’oscurità si alternano i bagliori. Vividi con l’Atalanta e soffusi con il Como, accesi col Milan e spenti col Benfica, ma qui va anche riconosciuto che due acquisti di gennaio, lo scoppiettante Kolo Muani e l’affidabile Fabian Veiga, sono eleggibili per la Champions soltanto dal playoff in poi. Stasera ci saranno quindi, ed è anche per questo che un cauto ottimismo è autorizzato.
Quello che la Juventus deve pensare, e quanto più continuerà a crescere tanto più automatico diventerà, è che la fase di Champions che riparte a marzo implica un totale reset. Ovviamente le favorite esistono, ma vanno in un certo senso interpretate. Per esempio non c’è squadra in stagione che abbia entusiasmato più del Liverpool, ma nell’ultimo scorcio sta andando meno forte, chissà, magari ha speso troppo in autunno. L’Arsenal lo insegue, ma una serie di infortuni l’ha privato praticamente di tutti gli attaccanti a mercato chiuso. Davanti faticherà. Stasera una fra Real Madrid o più probabilmente Manchester City saluterà la compagnia. Sono le situazioni contingenti attraverso le quali una squadra in salute può avanzare in maniera imprevedibile. Oppure pensate che il Borussia Dortmund l’anno scorso fosse la seconda formazione più forte d’Europa?
La Juve è al primo anno di una nuova gestione tecnica, al secondo di quella dirigenziale, e si sa che i fondi non sono infiniti, anzi, con gli obblighi di acquisto in scadenza occorrerà anche realizzare. Guadagnare dalla Champions già in questa stagione potrebbe fare la differenza tra dover cedere o meno un pezzo pregiato, e siccome il più pregiato in prospettiva è Yildiz – per me irrinunciabile per una questione tecnica e anche d’immagine – la cruna dell’ago di stasera è particolarmente stretta. Ma obbligata.

