La «Big, Beautiful Bill» di Trump tra tagli e debito

chi ci guadagna e chi perde

I democratici criticano la «grande, bella legge» per i tagli per i poveri, Musk attacca l’eccessiva spesa pubblica.

E i repubblicani rigoristi ora sono in rivolta

MASSIMO GAGGI

Per il capo dei deputati progressisti, Hakeem Jeffries, il Big Beautiful Bill di Trump è pieno di provvedimenti impopolari, soprattutto tagli dei sostegni per i più poveri: basterà da solo per proiettare il partito democratico verso il successo nelle elezioni di midterm del 2026. Anche per Elon Musk questa legge sarà la tomba dei repubblicani, ma per motivi opposti: troppa spesa pubblica che farà schizzare il già elevatissimo debito federale a livelli insostenibili.

In realtà la legge di bilancio licenziata martedì dal Senato e ora all’esame finale della Camera, anche se spinge le finanze pubbliche verso il dissesto e contiene molte iniquità e fa vittime, soprattutto tra i più bisognosi, nell’immediato potrebbe avere l’effetto desiderato dal presidente: conquistare il favore del suo elettorato tradizionale — l’America «affluente», quella del ceto medio bianco e anche alcune fasce di lavoratori a basso reddito — grazie, soprattutto, ai tagli delle tasse.

Mance e straordinari

Confermata la riduzione delle aliquote introdotta da Trump nel primo mandato e ora in scadenza. Benefici per tutti, ma soprattutto per i benestanti: chi guadagna 200 mila dollari risparmierà tasse per 12.500 dollari l’anno. Per chi sta sotto i 35 mila, e già paga poco, il beneficio è ridotto a 150 dollari. Ma Trump ha trovato il modo di fare contenti anche molti contribuenti a basso reddito rendendo esentasse le mance ricevute dal personale di ristoranti, alberghi e altri servizi (fino a un massimo di 25 mila dollari l’anno per chi ha un reddito non superiore ai 150 mila dollari) ed eliminando il prelievo fiscale sulle ore di lavoro straordinario (fino a 12.500 dollari l’anno).

Il buco nero dei conti

A fronte di questi benefici fiscali, la legge di bilancio introduce tagli del welfare concentrati soprattutto sul Medicaid (la copertura sanitaria per i poveri) che perderà quasi mille miliardi in dieci anni: secondo gli analisti indipendenti del Cbo, l’ufficio che valuta l’impatto economico delle leggi, col Beautiful Bill 12 milioni di americani a basso reddito perderanno l’assistenza sanitaria da qui al 2034. Nonostante questi tagli, l’effetto finanziario complessivo della manovra sarà, sempre secondo il Cbo, un aumento di 3.300 miliardi di dollari del debito pubblico che, già ora a quota 36.200 miliardi, sfiorerebbe i 40 mila, cioè il 150% del Pil. Trump nega che la sua legge farà crescere deficit e debito: dice che il Cbo sottostima la straordinaria crescita (6% o addirittura 9% l’anno) che il sistema produttivo americano registrerà grazie alla sua legge. Nessun economista serio sottoscrive simili stime. Per di più, grazie al caos dei dazi, l’economia Usa sta rallentando e quest’anno, se non andrà in recessione (come si è già verificato nel primo trimestre), resterà, secondo tutte le analisi, molto al di sotto del 2,4% del 2024.

Che i conti siano destinati a peggiorare non lo dicono solo Elon Musk e i democratici: lo stesso Senato ha licenziato una versione della legge che prevede un deficit superiore di mille miliardi rispetto a quella ricevuta dalla Camera. Dove ora deputati rigoristi repubblicani come Chip Roy e Keith Self sono in rivolta (Self ha definito la legge approvata dal suo partito al Senato «fiscalmente criminale»). Implicitamente lo ammette lo stesso governo che aveva chiesto al Congresso di alzare il tetto del debito pubblico di 4.000 miliardi (il Senato ne ha aggiunti altri mille).

Difesa e migranti

La nuova legge destina 150 miliardi in più in 10 anni alla lotta contro gli immigrati clandestini: 46 miliardi per completare il muro al confine col Messico, 45 per i centri di detenzione degli illegali, 30 per aumentare il personale dell’Ice, la polizia delle frontiere, circa 15 per sostenere le campagne anti clandestini negli Stati. 157 miliardi in più per il Pentagono (25 per il cosiddetto Golden Dome, la protezione antimissili, 29 per la flotta della Navy). Incentivi anche per sostenere la produzione di energia, ma vanno soprattutto all’industria petrolifera e al carbone (se destinato alla siderurgia), mentre quelli per i parchi eolici e solari introdotti da Biden vengono tagliati in modo drastico e azzerati dal 2028.

Tagli al welfare

I 71 milioni di americani poveri che ricevono cure mediche attraverso il programma Medicaid caleranno, come detto, drasticamente per il taglio dei fondi agli Stati e per l’introduzione di requisiti come lavorare o fare volontariato per almeno 80 ore al mese se non si è disabili e l’obbligo di ripetere le procedure di arruolamento al programma ogni sei mesi anziché una volta l’anno. Tagli anche ai sussidi alimentari, i cosiddetti food stamps dei quali beneficiano 42 milioni di americani. Introdotti anche qui requisiti lavorativi minimi per chi non è disabile e non ha più di 65 anni e una quota (dal 5 al 15%) della spesa, oggi tutta a carico del governo federale, trasferita agli Stati, a meno che non registrino un tasso di errori nella distribuzione dei buoni-pasto inferiore al 6%.