Giornata internazionale del gatto
Una festa pensata per uno degli animali domestici più amati, nata principalmente per sensibilizzare sul tema della loro adozione e abbandono.
Jessica Nicotra
L’8 agosto si celebra ogni anno la Giornata internazionale del gatto, una data molto importante stabilita nel 2002 dall’organizzazione International Fund for Animal Welfare per sensibilizzare l’opinione pubblica sull’adozione responsabile, tutela e benessere dei felini e soprattutto sul pericolo dell’abbandono estivo.
In connessione ancestrale con l’uomo fin dai tempi degli antichi Egizi, amatissimi sopratutto dai bambini e sostegno emotivo per le persone che li hanno accolti, sono festeggiati anche nel nostro Paese: il 17 febbraio è infatti la Giornata nazionale del gatto.
Celebrare i gatti ma anche proteggerli
I gatti per milioni di persone sono parte integrante della famiglia e fondamentali nella vita domestica.
Questa giornata è molto importante anche per chi non ha adottato un gatto: è possibile offrire il proprio supporto a gattili con donazioni materiali e volontariato oppure un sostegno economico ad associazioni che si adoperano per i gatti.
Una ricorrenza per dimostrare affetto ai nostri piccoli amici ma non solo: infatti la data dell’8 agosto non è stata fissata a caso in quanto l’estate, periodo di vacanze, è purtroppo il momento dell’anno in cui si registrano più abbandoni di animali domestici.



Un concerto dedicato a Gatto Rossini, simbolo della città di Rovigo, che celebra la genialità di Gioachino Rossini attraverso un programma ricco di fascino, ironia e spettacolarità. Le celebri ouverture di Semiramide e Guglielmo Tell, le arie più amate del repertorio rossiniano e il divertente Duetto buffo dei gatti si intrecciano con pagine di Gounod, Mascagni, Leoncavallo, Bizet, Lehár, Bernstein e Šostakovič, in un percorso musicale capace di alternare eleganza, virtuosismo e leggerezza. Ad arricchire la serata la partecipazione del Riciclato Circo Musicale.
Gatto Rossini era la celebre e amata mascotte a quattro zampe del centro storico di Rovigo, un micio tigrato rosso diventato il simbolo e il cuore affettivo della città. Era arrivato a Rovigo dalla Bosnia nel 2013, salvato da una zona distrutta e adottato in Italia. Sebbene avesse una famiglia di riferimento, amava girare in libertà per le piazze, i negozi e le vie del centro e frequentare il teatro, il tribunale, il municipio e le biblioteche affacciate su Piazza Vittorio Emanuele II diventando una vera star locale con una pagina Facebook dedicata e migliaia di foto scattate da cittadini e turisti. Gatto Rossini è morto il 14 febbraio 2026.
“Rossini non era semplicemente un gatto, ma faceva parte della quotidianità e dell’identità del nostro centro storico – dichiara l’assessore alla Cultura, Eventi e Manifestazioni Erika De Luca -. Questo concerto non vuole essere un momento di tristezza, bensì una festa di comunità per celebrare l’affetto e la gioia che questo micio ha saputo donare a tutti noi per oltre dieci anni. Unire l’eccellenza della Filarmonia Veneta alla creatività dei giovani artisti e al messaggio ecosostenibile del Riciclato Circo Musicale, ci preannuncia una serata davvero speciale. Invitiamo tutta la cittadinanza a partecipare a questo momento di grande musica e condivisione nel cuore di Rovigo”.

Concerto in memoria del gatto Rossini a Rovigo, il direttore dell’Orchestra Filarmonia Veneta: «L’affetto della città per questo micio va ricordato»
Il felino era diventato la mascotte di Rovigo. È stato investito da un’auto: l’Orchestra Filarmonia Veneta diretta da Danilo Rossi ha deciso di omaggiarlo con un concerto
Matteo Sorio
«Ricordo di aver incrociato Rossini sulla scalinata del Comune, le prime volte che sono venuto a Rovigo. Pensavo fosse un gatto qualsiasi. Poi ho scoperto la sua storia». Danilo Rossi, 60 anni, romagnolo, già prima viola al Teatro alla Scala di Milano, è da un anno e mezzo il direttore dell’Orchestra Filarmonia Veneta. La stessa orchestra che stasera, 8 agosto, a Rovigo, in Piazza Vittorio Emanuele II alle 21.15, proporrà il concerto «Rossini nel cuore». Forse uno dei primi requiem pubblici di sempre dedicati a un gatto. Musiche di Rossini Gioacchino, ma l’omaggio è a Rossini il micio, un simbolo della città, «adottato» da tutta Rovigo, già personaggio sui social, morto investito lo scorso 14 febbraio dopo dodici anni a farsi coccolare tra mille angoli del centro storico.
Rossi, lei ha ideato il concerto per Gatto Rossini, dunque anche lei è tra i tanti cui non è sfuggito il rapporto speciale di Rovigo con il suo vecchio amico a quattro zampe…
«La città è stata coinvolta in una maniera incredibile dal lutto per Rossini. Io da fuori ho visto tutto ciò, ne sono rimasto colpito e ho scritto subito alla sindaca. L’affetto che Rovigo ha dato a questo gatto, ricambiata, è qualcosa che va ricordato».
Non era scontato avere quest’idea…
«Viviamo un periodo in cui si parla di droni, guerre, crisi. Il concerto nasce per festeggiare un rapporto che ha avuto un significato profondo per la città. Spesso si lascia correre, o si pensa semplicemente che certe cose non si fanno. Invece l’importante è portare un’idea fino in fondo. Io dico: criticateci se suoniamo male, altrimenti sarebbe meglio aspettare e sentire il concerto».
Si riferisce ad alcuni messaggi comparsi sui social e non esattamente favorevoli all’iniziativa?
«Sì. È l’Orchestra Filarmonia Veneta che offre alla città di Rovigo questo concerto. La città spesso ci ospita e la nostra sede è proprio a Rovigo. Siamo un’orchestra territoriale, peraltro anche attivissima nel sociale, senza tanta pubblicità perché la beneficenza va fatta senza mettere manifesti. Per “Rossini nel cuore” non ci sono spese da parte del Comune, se non organizzare il palco e la struttura che ci accoglie, e di questo siamo grati. Se qualcuno è convinto che si dovesse fare qualcosa di diverso, lo invito a farlo. Ribadisco: attenzione a criticare a cuor leggero quando qualcuno porta fino in fondo una cosa».
«Rossini nel cuore» è probabilmente uno dei primi esempi di requiem pubblico per un gatto…
«È probabile. Ma non lo definirei un requiem. Sarà un momento di festa, ricordando l’affetto per Rossini. Ho pensato a un programma molto vario, anche divertente, compreso il Duetto buffo dei gatti, brano della prima metà ‘800. Peraltro la data non è casuale: l’8 agosto, oltre alla notte di San Lorenzo, coincide con la Giornata internazionale del gatto».
Lei che rapporto ha con i gatti, maestro?
«Ho una gattina e due cani, che convivono felicemente. Da musicista ho incrociato la figura del gatto più volte. C’è una sonata di Scarlatti nota come Fuga del gatto, c’è una citazione del mondo felino da parte di Ravel ne L’enfant et les sortilèges. Ma il discorso vale per l’arte in generale. Della rappresentazione dei gatti nella pittura, ad esempio, non ne parliamo. Spero che il concerto sarà pieno di gente».
Cos’avete preparato per omaggiare Gatto Rossini?
«Ci saranno celebri pagine rossiniane, vedi le overture di Semiramide e Guglielmo Tell, ma anche di Mascagni, Leoncavallo, Šostakovič. E poi alcuni momenti anarchici, come nello spirito dei gatti. Penso alla partecipazione speciale del Riciclato Circo Musicale dalle Marche».
Ce ne parla?
«Sono ragazzi spettacolari cui affideremo il finale della serata. Suonano strumenti costruiti con materiale di recupero. La musica è anche quello: pensiamo ai bambini quando per imitare le percussioni si costruiscono una batteria con ciò che trovano».
Un musicista americano della National Symphony Orchestra, David Teie, ha fatto squadra con alcuni studiosi del mondo animale per creare un progetto, Music for Cats, basato su musiche pensate apposta per i gatti: cosa ne pensa?
«La musica fa bene a ogni essere vivente. Dunque credo faccia bene anche ai gatti. Quando studio partiture in casa la mia gattina è sempre molto tranquilla».


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