Il World Wide Web compie 35 anni

nel 1991 al Cern di Ginevra il primo accesso a un sito internet

Dal progetto visionario di Tim Berners-Lee, alla nascita del primo sito, fino al raggiungimento del miliardesimo creato nel 2014. Nell’era dell’AI www è ancora colonna portante del digitale

Nicolò Marco Piemontesi

Tanti auguri World Wide Web, è il tuo compleanno. Di candeline ne spegne 35 uno degli acronimi più utilizzati e sentiti dell’ultimo secolo, il classico e indimenticabile www. È ormai storia il primo sito pubblicato dal Cern di Ginevra in quel 6 agosto del 1991: info.cern.ch l’inizio del mondo digitale per come lo conosciamo oggi.

I primi passi verso la nascita del Web

L’idea era nell’aria, tanto che già nel 1989 il suo inventore, l’informatico britannico Tim Berners-Lee, fantasticava sulla creazione di una possibile Rete digitale, un modo per connettere i computer dei ricercatori così da poter facilitare lo scambio di informazioni. Collegare tanti punti distanti senza poterli toccare fisicamente. In quello stesso anno veniva depositato il primo documento ufficiale a parlare del Www.

Bisogna però attendere due anni prima del vero compimento di quel progetto. Solo nel 1991 nasce info.cern.ch, la prima pagina internet della storia. Il contenuto? Nient’altro che istruzioni base per permettere a chiunque di creare il proprio sito. Una guida su internet per spiegare come poter sfruttare internet, quasi come fosse un manuale che spiega come scrivere manuali. A distanza di 35 anni il web resiste ed è gratuito, un fattore da non sottovalutare. Con esso vive anche quella prima pagina messa online dal Cern, che ancora oggi è visitabile.

Arrivano i browser: internet comincia a popolarsi

La prima pagina va online, ma il traffico è scarso. La prima visita arriva quasi 20 giorni dopo. A frenare la diffusione è la mancanza di veri e propri browser che siano disponibili per tutti. Berners-Lee, infatti, già dal 1990 poteva contare sul suo computer Next Cube, con cui scrive il codice sorgente della prima porta per l’online, chiamandola proprio World Wide Web, è da qui che prende origine il nome. Ma per tutti gli altri, senza agganci ai piani alti (Next Cube era stato creato da Steve Jobs), le prospettive non sono così rosee. È nel 1993 che diventa più facile accedere a Internet, il ringraziamento va all’Università dell’Illinois che rilascia il suo browser, ovvero Mosaic.

Finalmente il web è alla portata di tutti, a patto che siano dotati di computer e di capacità nel saperlo usare. Il sogno di Berners-Lee prende sempre più forma e inizia a diffondersi. Il Cern cerca di incrementare le probabilità di successo rilasciando il codice sorgente e permettendo così a tutti di creare i propri browser, server, link e tutto quello di cui il web si compone.

35 anni dopo il world wide web resiste

Da cercalo sul dizionario a cercalo su internet. Da cercalo su internet a Googlalo. Da Googlalo a chiedilo a ChatGpt. Stiamo entrando in una nuova era, il web ha mantenuto la sua mutevolezza e con essa la sua capacità di svilupparsi sempre di più. Siamo arrivati all’intelligenza artificiale, a chatbot che aiutano gli utenti a svolgere mansioni complesse. Eppure, a fare da colonna portante, a sostenere questo mondo digitale che ormai ha raggiunto dimensioni sconfinate, c’è sempre il Www, il World Wide Web. Dai 25 mila siti del 1995 al miliardo del 2014, fino a oggi, in cui si stima che ce ne siano circa un miliardo e 900mila. Certo, di questi solo un parte è ancora attiva e visitabile, ma dopo 35 anni, in uno dei settori più in evoluzione, il World Wide Web si conferma una certezza

Sir Tim Berners Lee