Il regalo della Champions. Due notti con Mourinho

Il Como contro le grandi Barcellona, Paris Saint-Germain e Manchester United. Lo Special One ritrova Inter e Roma, mentre il Napoli con City e Arsenal

L’immagine più bella di questo sorteggio per la fase a gironi della Champions Leagueci arriva da Como la squadra di Fabregas al debutto assoluto in Europa, si è ritrovata allo stadio per seguire tutti assieme. Un altro dei momenti storici che da qualche anno abbondano in riva al lago. Il sorteggio, appunto, per conoscere le otto avversarie internazionali con cui dovrà cimentarsi da settembre a gennaio.
Si vedono un paio di lunghe tavolate. Fabregas siede sorridente in prima fila. La telecamera si accende nel momento in cui la televisione annuncia che il primo rivale del Como sarà il Barcellona. Un’avversaria tremenda, piena di campioni del mondo, da Yamal a Rodri, il club in cui Fabregas ha imparato buona parte del suo modo di vedere il calcio. Sarebbero normali i volti delusi, per non dire impauriti.
E invece i ragazzi del Como ridono. Qualcuno esulta. Sono chiaramente felici della prova che li aspetta e il loro allenatore mette su quell’espressione ironica del tipo «lo sapevo che avremmo trovato il Barcellona». Ma divertita, non tremebonda. E comunque andrà a finire quella partita terribile, e poi l’intero girone, comunque vada, come affronterà la prova? Con lo spirito giusto che è quello di volersi misurare con gli avversari migliori senza dare nulla per scontato.
E’ la bellezza intrinseca. La Champions League non è facile. Le otto rivali del Como che però ospiterà allo stadio Sinigaglia, tirato a lucido, il Psg e il Manchester United. Corazzate che mai e poi mai avremmo immaginato sul lago, se non magari in qualche amichevole estiva. 

Sarà complicato anche il cammino della Roma, che ha ricevuto dall’urna quattro trasferte su campi bollenti: Parigi, Manchester, Old Trafford, Istanbul, Fenerbahce e Atene. Servirà tutta la personalità in possesso del gruppo di Gasperini. In ogni caso il traguardo di Roma e Como e la fettuccia degli undici punti, quella che dovrebbe garantire l’approdo ai playoff in febbraio. Ci vogliono tre vittorie e due pareggi in otto partite. Non è impossibile. 

Il Napoli, e soprattutto l’Inter, sono più ambiziosi. Aspirano ai 16 punti che dovrebbero dare la qualificazione diretta agli ottavi e il particolare che Allegri affronterà in casa le due norvegesi Bodo e Viking è benaugurante. Non ci sono squadre il cui rendimento interno diverge così decisamente da quello esterno, anche se il botto l’anno scorso a San Siro (contro il Bodo ndr.), lo so, lo so, ma il privilegio di ospitarli al Maradona non andrà sprecato. Cinque vittorie e un pareggio sono comunque un target molto impegnativo per il Napoli, meno per l’Inter, nel cui elenco di avversarie il calendario arriva domani.

Le cinque vittorie potenziali e pure il pareggio sono abbastanza visibili, ma per i calcoli ci sarà tempo. Adesso è il momento di immaginare come saranno il ritorno di José Mourinho all’Olimpico contro la Roma in uno stadio, quello del re, e il ricevimento dell’Inter al Bernabeu. Uno stadio dove assieme scrissero l’ultima pagina gloriosa del calcio italiano in Champions. E ditemi voi se il sorteggio non ha confezionato un capolavoro.

Abbiamo già segnalato Fabregas al Camp Nou contro il Barcellona, la squadra che inevitabilmente un giorno allenerà e la trasferta del Napoli in casa del Manchester City. Sarà il primo slalom parallelo fra Allegri e Conte. Oggi tocca a Europa League e Conference League. E notizia ottima, perché stavolta non era scontata, è che l’Atalanta ieri sera si è qualificata per la terza coppa, aggiungendosi a Milan e Juve nella pattuglia del giovedì. Se in Champions giocheremo per avanzare, negli altri due tornei l’obiettivo è vincere.