Il «Pentagon Pizza Index» è schizzato nel weekend: cosa ci dice la pizza su un’anomala attività militare Usa
L’indicatore basato su un algoritmo misura l’aumento anomalo e improvviso del numero di pizze ordinate la sera nelle zone intorno al Pentagono: dagli anni Ottanta viene usato come spia di attività militare straordinaria
Fausta Chiesa
Un segnale indiretto, ma con un che di suggestivo e indicativo, dà l’idea dell’attivismo militare Usa. Domenica 28 settembre intorno alle 21.45 e sabato alle 23.40 è schizzato il cosiddetto «Pentagon Pizza Index»: un indicatore informale nato durante la Guerra Fredda, basato sull’idea che un improvviso aumento degli ordini di pizza nelle ore serali (e un calo nell’afflusso ai bar) nella contea di Arlington (Virginia) dove ha sede il Pentagono possa riflettere attività e orari straordinari dei militari americani. Non è uno indice ufficiale e non sarà certo dal numero di pizze ordinate durante la notte a far presumere che qualcosa a livello bellico accadrà, ma negli anni è stato usato da analisti e osservatori come spia di movimenti anomali. A giugno, proprio mentre Israele colpiva l’Iran, un ristorante del brand Domino’s ad Arlington aveva registrato un boom di ordini.
Il Pentagon Pizza Report
A monitorare l’andamento anomalo di ordini di pizza è un account di X, il Pentagon Pizza Report (PPR) che posta gli aggiornamenti sull’attività delle pizzerie inforno alla sede della Difa Usa. Il PPR raccoglie automaticamente i dati Popular Times e Live Visit di Google Maps relativi ai locali che vendono pizza nel raggio di un miglio dal Pentagono. L’algoritmo segnala quando il traffico pedonale in tempo reale o l’interesse di ricerca di un negozio supera di due deviazioni standard la sua media mobile su 30 giorni.
I raid su Isfahan in Iran
L’ultimo caso in ordine di tempo è avvenuto il 12 giugno 2025 alle 20.15 (orario della costa Est degli Stati Uniti) quando il PPR ha emesso un alert segnalando un aumento del 300% in due sedi Domino’s vicino alla Joint Base Myer-Henderson Hall. Circa un’ora dopo, fonti di intelligence open source hanno confermato attacchi aerei israeliani mirati contro impianti nucleari iraniani nella regione di Isfahan. Allo stesso modo, il 21 giugno alle 19.05, PPR ha rilevato attività anomale presso un Papa Johns e una pizzeria indipendente locale; meno di due ore dopo, la Nato ha rilasciato una dichiarazione in cui riconosceva gli attacchi di precisione delle forze statunitensi contro i siti di arricchimento iraniani nella provincia di Esfahan.
L’operazione Urgent Fury
L’indice a livello meno «scientifico» è nato nei primi Anni 80, quando i giornalisti di Washington e i delivery iniziarono a segnalare un volume insolito di ordini durante le notti che precedevano un intervento militare statunitense. Una delle prime segnalazioni – segnala il sito Modern Diplomacy – venne da Frank Meeks, proprietario di un franchising Domino’s vicino al Pentagono, che osservò che il 25 ottobre 1983, alla vigilia dell’operazione Urgent Fury a Grenada, il numero normale di 40-50 pizze prima di mezzanotte era raddoppiato tra le 23 e le 2 di notte. Meeks raccontò in seguito di un aumento ancora più drammatico nel dicembre 1989, poco prima dell’operazione Just Cause a Panama, quando i fattorini di tre pizzerie indipendenti riferirono che il volume degli ordini era triplicato.
Le coincidenze degli Anni ’90
Altre «coincidenze» seguirono negli Anni 90. Durante l’operazione Desert Fox (16-19 dicembre 1998), in coincidenza con l’acuirsi delle tensioni politiche legate all’impeachment del presidente Clinton, le pizzerie di Washington hanno registrato vendite record nelle ore serali. Un responsabile di franchising ha osservato che nella notte del 15 dicembre le consegne agli uffici vicino alla Casa Bianca sono aumentate del 250% rispetto al normale, un dato che il Washington Post ha paragonato alle cifre precedenti della guerra del Golfo.


