Al tecnico della Roma il premio della Legacome allenatore del mese di febbraio
Claudio Ranieri ha ricevuto ieri, prima della partita con il Como, il premio della Lega come allenatore del mese di febbraio. Solo a febbraio? sono stati stretti. Ranieri è subentrato a Ivan Juric alla 13.ª giornata. Prima partita il 24 novembre. E se consideriamo che perse le prime due contro Napoli e Atalanta nel breve periodo necessario per capire le caratteristiche della sua rosa, possiamo dire che il premio di febbraio andrebbe retrodatato anche a dicembre e a gennaio.
Da quando Ranieri allena 15 gare di campionato, con quella di ieri la Roma ha fatto 30 punti e nel segmento è terza, dietro l’Inter 33 e Napoli 31. Non è un rendimento da Champions League,è un rendimento da scudetto. Ci sono due verità incontrovertibili in questa storia. La prima è che l’organico della Roma è di ottimo livello, senza l’esonero isterico di De Rossi.
L’errore nella scelta del primo sostituto e lo sfibrante dibattito sotterraneo sul contratto di Dybala che Ranieri ha risolto in 1 minuto fregandosene delle clausole, avrebbe garantito da subito una stagione ambiziosa a questo organico. La seconda verità riguarda Ranieri, che ha 73 anni e ride in ogni intervista post-partita. Quando gli viene chiesto se davvero pensa di trasformarsi a fine stagione in dirigente. Se lo chiediamo è perché conosciamo il suo cuore. Ranieri non è un uomo misterioso per chi lo frequenta da tempo.
È un libro aperto e chiaro che continuerebbe volentieri a fare l’allenatore, ma non è lui a doverlo proporre.

