Il caso Fauci

l’assalto finale dei Maga a Fauci

Diari e messaggi segreti: lo scienziato simbolo del Covid trasformato in un clown del luna park

Cavilli e pressioni del Congresso Usa per portare alla sbarra uno dei virologi più famosi del mondo. Il nodo della grazia di Biden con l’autopen

Matteo Persivale

Nelle vecchie fiere dell’America di provincia c’era sempre tra le varie attrazioni — l’uomo sparato dal cannone, la donna barbuta – il «dunk tank clown»: uno sventurato pagliaccio stava abbarbicato su una vasca d’acqua sporca, e pagando qualche nichelino si potevano lanciare tre palle contro un bersaglio. Chi faceva centro, faceva cedere un’asse, e il clown cadeva in acqua. 

I repubblicani al congresso — Trump è assai più cauto — hanno trasformato il dottor Anthony Fauci, uno dei virologi più famosi del mondo, direttore per 38 anni del National Institute of Allergy and Infectious Diseases (Niaid) e architetto della risposta americana al Covid, nel «dunk tank clown» della fiera di paese dell’America Maga. Il senatore repubblicano del Kentucky Rand Paul, seguito dall’ala dura del movimento, indaga su presunti abusi di potere, errori e altro, compiuti da Fauci ai tempi del Covid. Biden — o meglio la sua penna automatica — ha conferito a Fauci il «Presidential pardon» che lo protegge da procedimenti penali per le sue attività dal 2014 al gennaio 2025.

Le accuse 

Non basta però a salvare Fauci dalle indagini del Congresso, né dalla decisione di tre procuratori generali di Stati repubblicani — Florida, Louisiana e West Virginia — di andare a scavare nelle decisioni prese da Fauci ai tempi della pandemia. Gli elementi nuovi? Paul ha trovato il diario privato di Fauci, che per tre ore ha evitato di rispondere alle domande del Congresso invocando 111 volte il V emendamento della Costituzione che protegge dalla auto-incriminazione. Paul ha anche i contenuti del telefono del virologo, che sta rilasciando lentamente, in uno stillicidio che certamente durerà da adesso al voto di novembre.

Di cosa è accusato Fauci? Al di là delle invettive via social — circola la vecchia copertina di Time dedicata nel 2020 a Fauci con l’aggiunta in rosso: «Il più grande stragista del secolo» — ci sono le mail private tra colleghi che da subito ipotizzavano un’origine del Covid diversa da quella naturale, con Fauci in pubblico impegnato da subito a stroncare ogni ipotesi di fuga accidentale dal laboratorio di Wuhan. Wuhan alla quale gli americani avevano in verità subappaltato ricerche sui coronavirus dei pipistrelli per inserire «siti di taglio proteolitico della furina» capaci di rendere molto più contagiosi i coronavirus dei pipistrelli.

Adesso che il Congresso ha votato — repubblicani a favore democratici contro — Fauci colpevole di oltraggio, la domanda ovvia è: rischia il carcere? Trump non si è mai legato a Paul perché i primi 11 mesi della pandemia li ha gestiti lui, perché premiò Fauci per Warp Speed (l’operazione che accelerò i vaccini Covid), e perché sa che la questione delle origini del virus potrebbe avere conseguenze geopolitiche imprevedibili.

Trump l’altra sera dallo Studio Ovale si è limitato a ricordare che Fauci è colpevole di oltraggio al Congresso e il ministro della Giustizia di Biden incarcerò per quattro mesi per lo stesso motivo Steve Bannon e Peter Navarro (si erano rifiutati di deporre e consegnare documenti davanti al Congresso che indagava sul tentato golpe del 6 gennaio 2021).

Fauci resta vulnerabile perché la grazia di Biden non vale per l’oltraggio al Congresso commesso a agosto 2026 (le grazie presidenziali sono solo retroattive). Paul e i colleghi argomentano così: la grazia lo protegge dai procedimenti federali per la sua condotta nel 2014-2025, ergo deve parlare di quel periodo e non può schermarsi dietro il quinto emendamento. È questa la tesi legalmente più forte, perché per il resto ci sono ostacoli procedurali in abbondanza: l’avvocato di Fauci può facilmente rimandare per anni le varie accuse rivolte al suo cliente (molti reati avrebbero comunque limiti di prescrizione), gli Stati che accusano Fauci (protetto a livello federale, non statale) non hanno giurisdizione perché il suo ufficio era in Maryland (Stato democratico), e portare la questione davanti a un gran giurì per poter poi arrestare il virologo appare ai limiti dell’impossibile.

La prospettiva 

Quello che resta possibile — peraltro il ministro della Giustizia di Trump è il suo ex avvocato difensore — è fare quello che ha promesso il senatore Tommy Tuberville probabile governatore dell’Alabama: la garanzia di far passare all’86enne Fauci (l’età lo proteggerà comunque da un improbabile futuro carcere) i prossimi anni dentro e fuori dai tribunali. Coinvolgendo anche la Corte Suprema: ci sono almeno tre quesiti di rilevanza costituzionale sollevati dall’ordalia anti-Fauci, il più clamoroso dei quali è quello relativo all’«autopen». Ovvio che i padri della patria nel Settecento non potevano prevederla: se la Corte (a maggioranza conservatrice) giudicasse l’uso della penna computerizzata illegale, le conseguenze sarebbero enormi, e non soltanto per la grazia al dottor Fauci.