Il Brasile travolto dall’Argentina, solo Ancelotti può risollevarlo

La Seleção ha subito una pesante sconfitta per 4-1 contro l’Argentina

Fra i segnali inquietanti di un mondo in crisi, la mancata qualificazione del Brasile ai Mondiali di calcio sarebbe stato un indizio inequivocabile, dice Paolo Condò. Fortunatamente, non siamo ancora a quel punto. Grazie all’allargamento del torneo a 48 squadre, il Brasile, pur in difficoltà, non dovrebbe mancare l’appuntamento con il Mondiale 2026. Tuttavia, la situazione non è rosea. Il Sudamerica qualifica sei squadre e mezza (la settima gioca uno spareggio), e il Brasile, attualmente quarto, ha un margine di sei punti sul Venezuela, settimo.

Ma il calcio brasiliano non brilla. L’altra notte, la Seleção ha subito una pesante sconfitta per 4-1 contro l’Argentina al Monumental di Buenos Aires, un risultato che conferma il momento buio del calcio verdeoro. Questa batosta arriva dopo che, un anno e mezzo fa, gli argentini avevano già trionfato al Maracana.

In quel frangente, il pressing su Carlo Ancelotti per assumere il ruolo di commissario tecnico del Brasile divenne furioso. Figure influenti come Ronaldo e il presidente della Federcalcio brasiliana lo tempestarono di chiamate, mentre i suoi ex pupilli al Real Madrid, Vinicius e Rodrygo, fecero di tutto per convincerlo. Ancelotti, però, declinò l’offerta, preferendo rimanere nella perfezione del Real Madrid, dove vive come un re, circondato da strutture e umanità che difficilmente troverebbe altrove.

Ora, con Dorival Junior in panchina, il Brasile naviga in acque agitate. Il gioco è incerto, i risultati deludenti, e la squadra sembra lontana dallo splendore del passato. Nonostante ciò, il talento c’è: Vinicius, Rodrygo, Raphinha e Neymar (seppur spesso assente) rappresentano un potenziale enorme. Ma per risollevarsi, servirà qualcosa di più della semplice qualità individuale.

La storia è pronta a scrivere un nuovo capitolo. Ancelotti potrebbe tornare alla ribalta, ma il Brasile deve prima risolvere i suoi problemi interni. Per ora, la qualificazione ai Mondiali sembra sicura, ma senza orgoglio né allegria. Un Brasile triste, che va contro tutte le consuetudini del calcio.