Guardiola vs Luis Enrique, lo spareggio kolossal

Stasera in Champions League scontro tra Manchester City e Paris St Germain

’è una fotografia molto famosa, scattata al Barcellona nella stagione 97-98, in cui Pep Guardiola e Luis Enrique camminano a bordo campo con il vice allenatore tra loro, e quel vice è José Mourinho. Ventisette anni dopo quella foto contiene 6 Champions League e 23 scudetti divisi fra Spagna, Italia, Inghilterra, Germania, Francia e Portogallo, e stiamo contando soltanto i titoli vinti da allenatori. 

Pep e Luis, per dirne una, condividono anche la medaglia d’oro ottenuta con la Spagna alle Olimpiadi di Barcellona. La loro storia è talmente intrecciata da rendere il match-spareggio di stasera in Champions League fra il Paris St Germain e il Manchester City un autentico kolossal. Ho detto spareggio, sì: i languori autunnali del Psg e la lunga crisi del City hanno portato le due potenze sull’orlo dell’eliminazione, ed è possibile, forse anche probabile, che questo scontro diretto spinga nel vuoto la squadra sconfitta. «

Riavvolgendo il nastro al 2008, quando Pep Guardiola viene promosso dalla seconda alla prima squadra del Barcellona, come suo successore alla guida dei giovani del club catalano viene designato Luis Enrique. In quel periodo frequentavo molto Barcellona, perché era evidente che lì si stava sviluppando un’esperienza che avrebbe cambiato il calcio: pensate solo a un innovatore come Guardiola, con l’energia mentale di un 37enne, cui danno da amministrare Messi, Iniesta e Xavi, e poi Henry, Puyol, Piqué, perfino Ibrahimovic.

Ho letto molto sulla Parigi letteraria degli anni 20, quella in cui alla corte di Gertrude Stein convivevano Hemingway, Scott Fitzgerald, Faulkner e Picasso. Ecco, quella Barcellona era il corrispettivo calcistico di quella Parigi, e siccome la crescita avviene anche attraverso i conflitti, ricordo le risatine trattenute dei colleghi catalani quando saltava fuori che Luis Enrique aveva negato a Guardiola un giocatore, con suo grande scorno. Da che calcio è calcio, l’allenatore della prima squadra chiede al suo collega della Primavera i ragazzi migliori per gli allenamenti e le partite dove magari gli manca qualche titolare infortunato: è un modo per tenere alta la tensione in prima squadra, ma anche per accelerare i miglioramenti dei ragazzi in un contesto più esigente.

 Ebbene, quando succedeva al Barcellona Luis s’inventava spesso una scusa – sta male, è via in permesso, appena lo vedo glielo dico – per trattenere i suoi talenti, e con quelli vincere le partite della sua categoria. Perché con Guardiola, malgrado la vecchia consuetudine da compagni di squadra (o forse proprio per quella, amicizia e rivalità non sono in antitesi) si sentiva già in competizione. Non a caso sei anni dopo il Triplete di Pep, datato 2009, Luis Enrique ripeteva il pieno di vittorie alla guida del Barça nel 2015, e nella semifinale di Champions la squadra battuta era stata proprio il Bayern Monaco di Guardiola. Due anni dopo i due si sono riaffrontati in un girone di Champions, con Pep al City, e ciascuno vinse la sua gara casalinga. Stasera spareggio, non vedo l’ora.