La squadra di Conte brilla
Nell’elenco dei 30 candidati al Pallone d’oro 2023 stilato dalla redazione di France Football e inviato per il voto ai membri della giuria internazionale, c’erano tre giocatori del Napoli campione d’Italia: Victor Osimhen, Khvicha K’varatskhelia e Kim Min -Jae.
Quando la lista venne resa nota, il coreano se n’era già andato. Era arrivato a Napoli l’estate precedente con una clausola di rescissione elevata, ma che il suo eccellente rendimento aveva derubricato in fretta ad accettabile.
S’era capito a primavera che se ne sarebbe andato al Bayern. Che io sappia, non venne fatto alcun tentativo di trattenerlo. Venne poi Osimhen e lo sfibrante tira e molla sul nuovo contratto. Firmato infine con le modalità più strane di sempre. Uno stipendio talmente enorme da non poter essere in alcun modo sostenuto dal Napoli e dunque o lo si vendeva, clausola pesante ma trattabile, o lo si congelava con un prestito, come è successo con il Galatasaray. In attesa di tempi di mercato migliori. Ma in nessun caso poteva restare agli ordini di Conte. Infine, è cronaca di questi giorni il lungo addio a K’varatskhelia, il colpo più esaltante di De Laurentiis o di Giuntoli o di chissà chi. Un affare così clamoroso non poteva non avere molti padri pronti a intestarsi la squadra.
Era quasi uno sconosciuto, quasi. E nessuno al mondo quell’anno, se non Messi al Mondiale, mostrò un’abilità paragonabile nel saltare l’uomo. Il corollario dell’essere quasi uno sconosciuto, fu la ragionevolezza del suo contratto (Oh, stiamo parlando di calciatori) ovvero 1.000.000 all’anno per cinque anni. Cosa succede in questi casi? Che il presidente saggio chiama subito il giocatore, consapevole che il suo procuratore sta ricevendo proposte dieci volte superiori e fa una di queste due cose: lo vende subito ricavandone un sacco di denaro oppure gli alza lo stipendio per farlo restare soddisfatto. Non lo trattiene lasciandolo a bagnomaria come invece è successo.
La seconda stagione del georgiano è stata pessima come quella di tutto il Napoli. Quella in corso si è risollevata appena un po, mentre la squadra con Conte ha ripreso a volare. E dunque l’uomo che De Laurentis sta trattando con il Paris Germain non è più un titolare.
David ha preso il suo posto e le giocate viste anche ieri sera col Verona lo giustificano ampiamente. E’ difficile provare tristezza per storie che da qualsiasi parte le rigiri, hanno i soldi come motore e spiegazione. Però la sera del 4 maggio 2023, mentre il Napoli coglieva a Udine l’ultimo punto necessario per lo scudetto, ero in piazza del Plebiscito a vivere e raccontare la gioia della città.
Ed è un ricordo che mi tengo stretto. Mesi dopo giudicai mio dovere indicare un giocatore azzurro fra le cinque preferenze per il Pallone d’oro che dovevo esprimere. E dopo lungo travaglio, scelsi Kvara per Oshimen. Perché i dribblatori sono per convenzione i poeti del calcio e la gente di Napoli, chiamandolo Kvaradonna, aveva scelto per me.

