Il fratello Giovanni:
«Mettono la targa nella strada sbagliata»
Oggi la cerimonia con la sindaca Funaro e due assessori in via Sant’Antonino 23, ma lui è nato in via Rinuccini 14. Il fratello Giovanni e la zia Lina avevano avvertito per tempo e Palazzo Vecchio sapeva dell’errore ma non ha potuto correggere perché «comanda la burocrazia»
Edoardo Semmola
In una video intervista a cura dell’Istituto Luce datata 1991 (facilmente reperibile su Youtube): «Mi chiamo Francesco Nuti, sono nato a Firenze il 17 maggio del 55 in via Ottavio Rinuccini, in casa della mì nonna. Perché a quei tempi si nasceva ancora nelle case».


La targa ricordo… nella strada sbagliata
Eppure oggi, alle 11.30, giorno del 70esimo compleanno dell’attore e regista di Caruso Pascoski (di padre polacco) e altri film cult, la targa «Qui nacque…» verrà apposta in un altro luogo. Non in via Rinuccini, ma in via Sant’Antonino. E con tutta l’ufficialità istituzionale possibile a condire l’evento: ci saranno la sindaca Sara Funaro, l’assessore alla toponomastica Caterina Biti e quello alla cultura Giovanni Bettarini.
Il suo compagno di scrittura di tante sceneggiature Giovanni Veronesi in un’intervista su queste pagine l’aveva ribattezzato «il giallo di dove nacque davvero Francesco». Il fratello Giovanni Nuti taglia corto: «Ma quale giallo? È un errore». Errore che si poteva facilmente evitare visto che a Palazzo Vecchio erano perfettamente consapevoli, da tempo, di stare operando per installare la targa nella strada sbagliata. Ma «abbiamo dovuto seguire quanto riporta l’atto di nascita». Parola di assessore Biti.

Il fratello Giovanni: «In quella casa ci sono nato io, non lui»
A 24 ore dalle cerimonie pensate da Palazzo Vecchio per ricordare il tanto amato attore e regista, il fratello Giovanni pone pubblicamente la questione attraverso un lapidario post su Facebook: «Firenze, via Ottavio Rinuccini 14, qui è nato Francesco Nuti, il 17 maggio 1955. Ciao Cecco». Poi spiega: «Nella casa dove oggi appongono la targa in ricordo di Francesco in realtà ci sono nato io, non lui».
Quando il padre Renzo si dimenticò del cambio di residenza
Ma ripartiamo dall’inizio, ovvero dal 1955. Anno in cui Renzo Nuti, padre di Francesco e Giovanni, aprì il negozio di barbiere a Prato. E si portò dietro tutta la famiglia, traslocando da via Sant’Antonino, ma dimenticandosi di comunicare il cambio di residenza. La moglie Anna Giglio «per seguire le tradizioni calabresi di famiglia» volle in tutti i modi essere riportata a Firenze per partorire a casa di sua madre, nonna Raffaella. In via Rinuccini appunto.
«Sono contento che Firenze dedichi questa giornata a Francesco — premette, con sincera gratitudine, il fratello Giovanni — Mi sembra tra l’altro che Firenze si spenda più di Prato per ricordare mio fratello. Ma che la casa era sbagliata lo abbiamo detto per tempo all’amministrazione, eppure alle nostre obiezioni hanno risposto di avere un documento che attesta come luogo di nascita via Sant’Antonino, e quindi la targa la mettono lì».
Il vano intervento della zia Lina di 93 anni
Come se non bastasse, ci si era messa anche la zia Lina, 93 anni compiuti, invano pure lei. «La zia è testimone diretta della nascita di Francesco, sa dove è avvenuta — prosegue Giovanni — E ha scritto alla sindaca Funaro per avvisarla che stavano sbagliando. Per quanto ne so l’errore nasce da mio babbo che quando ci trasferì a Prato si dimenticò di comunicare il cambio di residenza. E quando all’anagrafe gli chiesero dove fosse nato il bambino avrebbe risposto “è nato a casa”. Solo che per l’anagrafe fiorentina quel “a casa” non era via Rinuccini ma la precedente via Sant’Antonino».



Il Comune sapeva, ma la burocrazia…
Le email di Giovanni e della zia Lina erano giunte a destinazione. «Ho scritto alla toponomastica dicendo che la targa andava messa in via Rinuccini — racconta Mirko Rufilli, presidente del Quartiere 1 e regista dell’operazione Buon compleanno Francesco Nuti — Ma la toponomastica ha scritto all’anagrafe e l’anagrafe le ha risposto che se i documenti ufficiali dicono un luogo, la toponomastica non può che prendere atto. E se pensi che fino a non molto tempo fa su Wikipedia trovavi scritto che Nuti fosse nato a Prato…». Rufilli alza le braccia. Lui in fondo ci ha provato. «Ma abbiamo dovuto fare come diceva l’ufficio anagrafe».
E allora, una seconda targa…
Anche l’assessore Biti era perfettamente al corrente del problema. E anche lei, come Rufilli, è dovuta soccombere al tetragona inscalfibilità della burocrazia anagrafica: «Nel dubbio abbiamo seguito l’atto di nascita ufficiale dell’anagrafe — commenta — Comunque ho intenzione nei prossimi tempi di apporre un’altra targa anche alla casa natale giusta: certo, non ci potremo scrivere “qui nacque” altrimenti sembriamo matti. Scriveremo qualcos’altro».
E poi una terza, a Prato
E considerando che anche la città di Prato ha avuto la stessa idea e inaugurerà presto una targa ricordo in via Carraia, dove Nuti è cresciuto, ecco che le targhe per Nuti da una diventeranno presto tre: quella di nascita dove non è nato, quella senza nascita dove in realtà è nato, e quella dove è cresciuto: una grande abbuffata di targhe. «P.S: amo talmente tanto Nuti – chiosa sorridendo Caterina Biti – che tre targhe alla fine mi sembrano anche poche».



