Farmaci israeliani buttati nel cestino

Una dottoressa e un’infermiera buttano nel cestino i farmaci dell’azienda israeliana e si filmano: scoppia la polemica. Poi le sanitarie si scusano

Giulio Gori

Una dottoressa e un’infermiera si filmano mentre fanno il gesto di gettare nel cestino della spazzatura i farmaci dell’azienda israeliana Teva, oggetto in questi giorni di una campagna di boicottaggio internazionale. 

Le due, una è un medico di famiglia, l’altra un’infermiera, lavorano alla casa della salute di Pratovecchio Stia, nell’aretino. Non è chiaro se si tratti solo di un gesto fatto con scatole vuote o se dei farmaci siano stati effettivamente gettati, né se quelle medicine siano di proprietà delle interessate o dell’Asl Toscana Sud Est. Ma il fatto che le due sanitarie lavorino in una struttura pubblica ha scatenato le polemiche sul web.

Si tratterebbe della dottoressa R. S.  – che in quanto medico di famiglia è una libera professionista, ma lavora comunque in convenzione con l’Asl – e dell’infermiera, assunta da una cooperativa, G. C. 

«Buttano nel cestino, ridono, e pubblicano il video dal posto di lavoro, in orario di servizio, in divisa – si legge tra le contestazioni sui social – I farmaci che gettano li paghiamo noi. Con le nostre tasse. Sono beni sanitari pubblici, e loro li trattano come immondizia per fare like».

La deputata Deborah Bergamini, vice segretaria nazionale di Forza Italia, attacca: al di là del dubbio sul fatto che i farmaci siano stati gettati o no, parla di «smanie da attivismo ideologico» e aggiunge che «ci auguriamo che l’Asl e le autorità preposte chiariscano l’accaduto e assumano provvedimenti esemplari».

Da parte sua, l’azienda sanitaria «precisa di essersi già attivata per ricostruire l’accaduto e si riserva di intraprendere ogni azione utile a tutela della propria immagine e del personale che, ogni giorno, opera con impegno, dedizione e correttezza. La Asl Toscana Sud Est sottolinea inoltre che le riprese effettuate all’interno di un ambiente aziendale non sono state in alcun modo né autorizzate né condivise».

Le due sanitarie si sono poi scusate:
 «Chiediamo scusa da parte nostra per tutte le persone che si sono sentite offese dal nostro video. Era un gesto simbolico volto alla pace. Non volevamo offendere nessuno, né coinvolgere l’azienda», dice la dottoressa in un nuovo video girato assieme all’infermiera. «Ci dispiace veramente tanto», aggiunge la seconda.

Il medico di famiglia spiega inoltre che i farmaci non sono stati buttati: si trattava di campioni gratuiti – quindi non acquistati dall’Asl – di salviette e di integratori che sono stati messi nei cestini, ma subito ritirati fuori. «Non li butteremmo mai via». E che inoltre i video incriminati sono stati girati dopo l’orario di lavoro.