Capogruppo al Senato, il sabato infila i jeans e va alle manifestazioni. La gentilezza diventa stato d’animo per trovare una mediazione e l’astuzia è il suo dono di natura
FABRIZIO RONCONE
Il Mister Wolf del Pd è Francesco Boccia. Risolve problemi. Non perde mai la calma. Freddo, lucido, pragmatico. Ha sempre il controllo totale della scena. E, se necessario, la ripulisce. Non indossa lo smoking nero del personaggio creato da Quentin Tarantino nel suo film cult Pulp Fiction, interpretato da un magnifico Harvey Keitel: però il ruolo di Boccia è identico. Anzi, no: è molto più complicato. Perché i casini politici provocati dai dem – spaccati su tutto: Ucraina, Trump, Putin – sono ormai quotidiani e la segretaria Elly Schlein è spesso costretta a dire: chiamate Mister Wolf. Cioè: chiamate Boccia. Che arriva sfoggiando un sorriso rassicurante, da democristiano che aggiusta, la gentilezza che diventa stato d’animo per trovare una mediazione oppure organizzare subito un inciucio, l’eloquio pacato è da incantatore di cobra, l’astuzia è il suo dono di natura, formazione da economista, wikipedia di rango assoluto: deputato, senatore, ministro, Boccia è stato dalemiano, prodiano, lettiano di ferro, poi renziano («Io, amico di Letta, scelgo Renzi: è la sintesi tra Ulivo e futuro») e, infine, fu pure tra i primi ad accogliere Elly. La quale gli affida subito lavori che il vero Mister Wolf avrebbe, probabilmente, rifiutato. Troppo complicati.
Impossibile parlare con certa gente. Sullo stomaco non basta avere qualche pelo: serve un tappeto persiano. Ma Boccia ce l’ha. Infatti va dai 5 Stelle e dice: trattiamo? Tarantino manderebbe i titoli di coda. E, invece, Boccia sta lì che non molla. E così accrocca compromessi, lima e smussa con strepitosi bizantinismi, esercita il ruolo di capogruppo al Senato anche il sabato: infila i jeans e va alle manifestazioni dove Elly preferisce essere accompagnata (tipo quella di piazza del Popolo, a Roma, ideata da Michele Serra), oppure va proprio da solo, guida la delegazione in territori ostili. Come al corteo filo putiniano organizzato da Giuseppe Conte. Le masse grilline l’avrebbero sbranato (metafora) il gruppetto dem. Però Boccia – 57 anni molto atletici – era lì che riusciva persino a sorridere. Certo bisognerebbe farsi raccontare dalla moglie Nunzia De Girolamo, ex ministra berluscones, ora gran conduttrice tv, cosa le racconta quando poi torna a casa. Ma anche un duro come Tarantino direbbe adesso basta, chiudiamola qui.




