I viaggi, la laurea in Storia delle religioni, il suicidio
Nasce a New York nel 1954. È il primogenito di Gianni Agnelli e Marella Caracciolo. Maria Sole, la sorella di Gianni, lo ricorda come «un ragazzo molto intelligente che non voleva avere niente a che fare con la famiglia e la Fiat»
Dario Basile per

È la mattina del 15 novembre del 2000 quando sull’autostrada Torino-Savona, all’altezza di Fossano, qualcuno nota una Fiat Croma con le luci accese, accostata al parapetto di un viadotto di ottanta metri. Un operatore del servizio stradale si accorge che quell’auto è abbandonata. Si affaccia dal cavalcavia e vede in basso un corpo inerme, capisce che si tratta di un suicidio. Mai quell’uomo avrebbe pensato che l’autore del gesto estremo fosse Edoardo Agnelli, il figlio dell’Avvocato, l’uomo più potente del Paese.
Edoardo nasce a New York nel 1954. È il primogenito di Gianni Agnelli e di Marella Caracciolo. La sua infanzia coincide con gli anni del boom economico, della motorizzazione di massa e la Fiat e Torino sono al centro della vita del Paese.

Del padre, l’Avvocato, sappiamo quasi tutto. Di Edoardo si sa molto poco. Studia al liceo classico Massimo D’Azeglio di Torino, frequenta l’Atlantic College nel Regno Unito e l’Università di Princeton negli Stati Uniti d’America.
Delle sue relazioni non si conosce quasi nulla e pochissime sono le interviste da lui rilasciate. Provando a unire i puntini di quella vita fragile sembra apparire l’immagine di una persona che ha lottato tutta la vita per allontanarsi dall’enorme ombra dell’albero paterno, senza mai riuscirci. Il primo indizio lo ricaviamo dalla sua scelta di laurearsi in «Storia delle religioni».
Edoardo viaggia tanto: in Iran (dove si avvicina all’Islam sciita), in India (dove incontra il maestro Sathya Sai Baba), in Kenya (dove viene arrestato perché trovato in possesso di eroina e poi assolto dalle autorità locali). Lo chiamano «Crazy Eddie», è un soprannome affettuoso. I parenti e chi lo ha conosciuto lo descrivono come un ragazzo puro con la testa piena di teorie filosofiche.
Edoardo vive in un altro mondo rispetto a quello del padre, il re dell’automobile.

Nel documentario «Gianni Agnelli, in arte l’Avvocato», Maria Sole, la sorella di Gianni, ricorda: «Edoardo è stato un ragazzo molto intelligente, che non voleva avere niente a che fare con la famiglia e con la Fiat. Si occupava di altre cose e questo a Gianni disturbava».
Edoardo trascorre la vita viaggiando, si dedica ai suoi studi teologici e poi scrive. Scrive lettere ai Capi di Stato, al Papa, ai direttori dei giornali. Vuole far conoscere la sua visione del mondo che però non in molti prenderanno in considerazione. E alle sue spalle c’è sempre la grande ombra del padre.
Edoardo è sepolto nella monumentale tomba di famiglia che sovrasta il cimitero di Villar Perosa accanto al cugino Giovanni Alberto Agnelli e agli zii Umberto e Giorgio e di fronte ai genitori Gianni e Marella.









