Trump alla cena dei corrispondenti, tra battute e insulti. Poi indossa il cappellino rosso e dice:
«È mia intenzione candidarmi per un terzo mandato»
L’annuncio alla cena dell’associazione dei corrispondenti della Casa Bianca
VIVIANA MAZZA
«Come ho detto mesi fa, lo show deve andare avanti». Indossando un cappellino con la scritta Trump 2028, il presidente ha detto ai giornalisti che avrebbe dato loro uno scoop annunciando la sua corsa – per la quarta volta – nelle prossime elezioni presidenziali.
«Come per la mia presidenza, la seconda volta è sempre meglio. E la terza sarà ancora meglio… Sto solo scherzando», ha aggiunto Trump. Con tutta probabilità si trattava di uno scherzo (è proibito dal 22° emendamento della Costituzione), ma lo scopriremo alle prossime elezioni.

Alla Cena dei corrispondenti della Casa Bianca, riprogrammata per ieri sera dopo l’attentato che aveva costretto a sospendere l’evento lo scorso aprile, il presidente degli Stati Uniti ha detto che non avrebbe fatto il discorso aggressivo che aveva previsto tre mesi fa, e ha affermato di rispettare «la maggior parte» dei giornalisti nella sala.
Ma ha tenuto alcuni attacchi ai giornalisti e ai politici democratici per la fine del suo discorso, prendendo di mira soprattutto quelli che pensa che potrebbero correre nel 2028 come Alexandra Ocasio Cortez e Gavin Newsom e anche altri personaggi che ha spesso insultato, da Bruce Springsteen a Barack Obama, dalla deputata del Minnesota Ilhan Omar al comico Jimmy Kimmel.
Prima del suo discorso, Trump ha assistito per circa un’ora alla premiazione di una serie di giornalisti, molti dei quali sono anche persone alle quali ha fatto causa. Ha stretto la mano a tutti i premiati, inclusa Kaitlin Collins di Cnn (che spesso Trump accusa di non sorridere abbastanza e di essergli ostile) e la squadra dei giornalisti del Wall Street Journal che ha ricevuto un riconoscimento per aver raccontato i legami di Trump con Epstein.

Poi però nel suo discorso li ha accusati di fare «fake news». Uno dei premiati, Tyler Pager del New York Times, ha ricevuto anche un ordine di comparizione per aver scritto dell’aereo donato a Trump dal Qatar. Il presidente ha poi affermato che in questa cena si riunisce «davvero il gruppo più numeroso di persone che ha la sindrome da ossessione per Trump».
Ma allo stesso tempo ha spiegato che preferisce parlare con i giornalisti, nella speranza di influenzare gli articoli che scrivono, anche se per lo più sono sempre negativi. Su alcune cose, come la premiazione di Victor Gonzalez, l’agente che fermò l’attentatore che sparò contro di lui alla cena di aprile, ci sono stati ripetuti applausi bipartisan.
Gli ospiti erano 700 anziché oltre 2.000 come alla cena originale, la sicurezza era molto più stretta: all’evento mancavano tra gli altri la first lady Melania, il vicepresidente J.D. Vance e il segretario di Stato Marco Rubio. Al posto del comico c’era un «mentalista», Oz Pearlman, che indovinava i pensieri gli invitati.
Il suo show è stato lungo e noioso, il presidente lo ha seguito a malapena ma è sembrato intrattenere diversi membri del suo governo. Trump era di buonumore, forse anche perché il Waldorf Astoria che ospitava l’evento è anche un hotel che lui ha costruito (era il Trump International Hotel in passato).
Il presidente ha affermato il suo sostegno alla libertà di espressione: «Noi risolviamo le nostre divergenze non con i proiettili ma con il dibattito aperto e vigoroso, e nessun perdente con una pistola potrà cambiare questo, non permetteremo che accada». Poi Trump ha aggiunto che quando non sarà più lui il presidente i media andranno tutti in bancarotta, perché non interesserà a nessuno leggere articoli sul suo successore.



