Apre il George Lucas Museum of Narrative Art
Progettato dall’architetto cinese Ma Yansong, il museo ospita tutte le forme di narrazione visiva. Il creatore della saga di Guerre Stellari ha voluto dare un’immagine «spaziale» ai grandi spazi espositivi con ascensori futuristici, ambientazioni fantascientifiche e un ristorante dal nome «Skywalker Grill»
Enrico Maria Corno
Oltre un miliardo di dollari e 17 anni di lavoro, tra burocrazia e costruzione vera e propria: questo è costata l’eredità del regista George Lucas, creatore di «Star Wars» che, all’età di 82 anni, inaugura il museo in cui ospita oltre 40.000 opere che rappresentano le arti della narrazione in tutte le sue forme: il cinema ma anche la fotografia, le illustrazioni, i fumetti, murales e gli effetti digitali.
Lo stile del nuovo museo
«We exist at the intersection of nature and urban life» e cioè «Ci troviamo all’incrocio tra natura e vita urbana». Così viene definito il progetto dallo studio Mad Architects – che ha la sede principale a Pechino e due filiali in California e a Roma – a cui è stato commissionato il progetto. L’archistar Ma Yansong ha mantenuto la cifra stilistica che lo ha contraddistinto in grandi lavori fatti negli scorsi anni come l’Harbin Opera House in Cina che sembra scolpita dal ghiaccio e dal vento e le Absolute Towers in Canada, soprannominate «Marylin Monroe» per le loro curve sinuose. Gli edifici di Mad rifiutano le linee rette e gli angoli rigidi tipici del canone modernista occidentale. Le sue strutture presentano invece forme curvilinee e profili che ricordano colline coperte di neve, dune, nuvole o onde, e in tutto questo il bianco domina incontrastato. Gli spazi interni ed esterni dialogano costantemente attraverso grandi vetrate e danno vita ad ambienti futuristici. Queste sono definizioni che appartengono e identificano perfettamente anche il George Lucas Museum of Narrative Art e non c’è nessuno che, vedendo la struttura per la prima volta, non abbia immediatamente pensato a un’astronave di quelle che caratterizzano la narrazione del regista. Le superfici curve evocano il movimento e il flusso narrativo, ragion per cui l’edificio ha una forma fluida, morbida e allungata. Pare sollevarsi da terra, creando una grande piazza coperta. Un arco centrale lungo 56 metri attraversa il corpo dell’edificio, crea una piazza e apre la porta al pubblico.


Quali materiali e quali tecnologie?
L’edificio si sviluppa con un sistema strutturale in acciaio e calcestruzzo armato precompresso che consente spazi particolari e una assoluta fluidità dei volumi su una superficie di circa 28.000 metri quadrati, 9.000 riservati agli spazi espositivi. È strutturato su cinque livelli e si trova in un’area verde di oltre 4 ettari all’interno dell’Exposition Park, il grande parco urbano di 65 ettari nella zona sud della città, proprio di fronte al campus della University of Southern California. L’involucro esterno è composto da 1.270 pannelli curvi in polimero rinforzato con fibra di vetro, sostenibili e a zero manutenzione, uniti a dettagli in calcestruzzo. Tutti i pannelli hanno una forma unica, diversa da tutti gli altri pezzi, fabbricati da robot grazie a tecnologie digitali avanzate ma con finiture manuali. La copertura dell’edificio infine è calpestabile e interamente piantumata con giardini pensili e percorsi pedonali che offrono panorami sulla città.


Organizzazione degli spazi interni
Il Ground Floor accoglie la grande lobby d’ingresso con ascensori futuristici a tubo illuminato che richiamano un‘ambientazione fantascientifica, due sale cinematografiche, un negozio di souvenir, la caffetteria e una galleria dedicata a fotografie. Nei primi tre piani si trovano spazi di servizio, laboratori educativi e un auditorium. Il quarto piano è il principale piano espositivo, caratterizzato da oltre 30 gallerie flessibili e modulari per permettere allestimenti diversi che raccolgono opere di fumetti, illustrazioni, dipinti.


La collezione va da Artemisia Gentileschi a Frida Kahlo, da Norman Rockwell a Robert Crumb, e comprende l’intero Lucas Archives con i materiali raccolti dal padre di Guerre Stellari tra il 1971 e il 2012. Il percorso parte con riproduzioni realizzate con scansioni 3D e immagini ad altissima risoluzione di opere che non potrebbero essere spostate: dalle pitture rupestri di Altamira alla Pietra del Sole azteca, fino al soffitto della Cappella Sistina, riprodotto in collaborazione con i Musei Vaticani. Pittura e illustrazioni sono organizzate per autori, generi e temi: amore, famiglia, maternità, lavoro, sport, avventura. Ci sono van Gogh, George Bellows, Jacob Lawrence e Beatrix Potter e sale monografiche dedicate ai grandi illustratori americani del Novecento, da N.C. Wyeth a Maxfield Parrish, Frank Frazetta e Rockwell. Poi i fumetti, dai manga alle strisce di Charles Schulz o Frank Miller, la fotografia di Robert Capa e Gordon Parks.
Il quinto piano ospita la galleria dei murales, da Diego Rivera a JR e Banksy, che si estende verso il profilo del tetto e il ristorante panoramico dall’inequivocabile nome di Skywalker Grill. Completa i servizi la biblioteca. All’esterno c’è un parco con piante autoctone (200 nuovi alberi e una vegetazione resistente alla siccità), percorsi pedonali e un anfiteatro. Il biglietto costerà 25 dollari. L’ingresso sarà gratuito per i minori di 16 anni e per i residenti nell’area di South Los Angeles.




OPENING NIGHT











