Come 50 anni di cambiamenti climatici hanno alterato il volto della Terra
Mezzo secolo dopo l’iconica «Blue Marble» scatta dallo spazio, un’altra immagine del nostro pianeta Terra scattata dalla stessa distanza mostra una Terra con meno ghiaccio e superfici desertiche più estese
Cristina Marrone
Era il 7 dicembre del 1972 quando l’umanità vide per la prima volta la Terra nel suo insieme in una foto a colori scattata dallo spazio dall’equipaggio dell’Apollo 17 in orbita verso la Luna. «The Blue Marble», l’iconica immagine che fece il giro del mondo ci mostrò un’enorme «biglia blu» sospesa nel vuoto diventata da allora il simbolo della bellezza e della fragilità del nostro pianeta. Quell’immagine, una splendida sfera blu, è una delle poche che ritraggono la Terra completamente illuminata perché al momento dello scatto il Sole era alle spalle della navicella spaziale ed è anche l’unica che sia mai stata scattatata da un essere umano alla distanza di circa 29 mila chilometri. Quell’immagine offre una vista della Terra dall’area del Mar Mediterraneo alla calotta polare sud dell’Antartide. Una fitta coltre di nubi incombe sull’emisfero australe e si può vedere quasi tutta la costa africana.



Cinquanta anni dopo, grazie alle immagini inviate dalla Earth Polychromatic Imaging Camera (Epic) a bordo della missione DSCOVR della NASA è stato possibile confrontare l’icononica Blue Marble con nuove fotografie ad altissima risoluzione. In particolare, in occasione del 50° anniversario del Blue Marble il 7 dicembre 2022 una serie di immagini scattate a 15 minuti di distanza rivelano i notevoli cambiamenti sulla superficie del nostro pianeta, frutto di 50 anni di riscaldamento globale. Il confronto è impietoso.
Tra le modifiche più evidenti l’avanzata del deserto del Sahara con l’arretramento della foresta fluviale africana verso sud. Intere aree che un tempo erano ricoperte di boschi oggi sono dertificate o urbanizzate. È anche molto evidente la riduzione delle dimensioni della calotta glaciale antartica, chiaro indicatore del riscaldamento globale. La criosfera, la superficie terrestre coperta di ghiaccio, si è ridotta in modo molto significativo e questo ha avuto conseguenze sul livello dei mari e del clima. La nuova immagine appare anche meno brillante rispetto a quella di 50 anni fa, come se ci fosse meno rifrazione di luce.


Oggi, grazie alle nuove tecnologie satellitari disponibili si possono catturare immagini in 10 lunghezze d’onda, dall’ultravioletto all’infrarosso. «Da queste fotografie ad altissima risoluzione possiamo monitorare il buco dell’ozono, i movimenti delle nuvole e dell’acqua. Possiamo osservare le proprietà degli aerosol, la dimensione delle particelle, la loro quantità. Riusciamo persino a individuare la forma dei cristalli di ghiaccio nelle nuvole usando il riflesso del Sole» ha detto alla BBC Alexander Marshak, scienziato del progetto per la missione satellitare Deep Space Climate Observatory della Nasa.



Con questi dati gli scienziati possono monitorare la Terra 24 ore su 24 , osservare le conseguenze dei cambiamenti climatici come l’intensificarsi degli eventi meteorologici estremi, la fusione dei ghiacci, le desertificazioni, la quantità di foglie sulla Terra, il colore degli oceani, la copertura delle nuvole, gli incendi boschivi, che sono raddoppiati solo negli ultimi venti anni. E i cambiamenti (in peggio) sono sotto gli occhi di tutti.

