Battersi e consolarsi

Nella sua video rubrica, «Un centimetro alla volta», Paolo Condò commenta il beffardo destino dietro il debutto milanista di Sergio Conceiçao in Supercoppa, che lo vede giocare contro la squadra del figlio Francisco: «Il ragazzo è una delle opzioni offensive più valide della Juve – nota -, quindi il padre dovrà guardarsi dal figlio». Ma quello dei figli d’arte è un tema forte quest’anno: «Pensate solo a Juve-Fiorentina di domenica, due gol di Kephren Thuram, figlio di Lilian e fratello di Marcus, uno di Riccardo Sottil, figlio di Andrea. Pensate a Diego Simeone che ha tre figli maschi e sono tutti professionisti. O alla famiglia Maldini, che ha giocato in Nazionale con tre generazioni diverse». Ma il più astuto è Carlo Ancelotti, «che affida al figlio Davide, suo eccellente, il compito di tenerlo sempre al passo con l’evoluzione del calcio. Così, ben conoscendo ogni rivoluzione, vince da conservatore come richiede il Real»

