DAVIDE CONTRO GOLIA – CHAPSVISION, PICCOLA AZIENDA INFORMATICA FRANCESE, SFIDA IL COLOSSO PALANTIR NELLA GESTIONE DEI DATI PUBBLICI: HA VINTO A GIUGNO UN CONTRATTO CON IL GOVERNO DI PARIGI PER SOSTITUIRE IL GIGANTE AMERICANO DI PETER THIEL PER L’INTELLIGENCE INTERNA FRANCESE – A CREARE SPAZIO PER CHAPSVISION SONO I TIMORI SULLA SOVRANITÀ TECNOLOGICA E LE PERPLESSITÀ SUI LEGAMI POLITICI E SUL MODELLO OPERATIVO DI DEL “CAVALIERE NERO” DELLA TECNODESTRA…

L’Europa punta alla sovranità tecnologica e cerca di limitare la dipendenza della gestione dei big data da Palantir. ChapsVision è cresciuta rapidamente soprattutto attraverso quasi 30 acquisizioni e oggi genera circa 200 milioni di euro di ricavi annui.
Emily Capozucca
Non gode ancora della stessa notorietà della statunitense Palantir ma già punta a spodestarla per creare un’alternativa europea. Fondata da Olivier Dellenbach nel 2019 ha sede a Parigi e si chiama ChapsVision. Cresciuta rapidamente soprattutto attraverso quasi 30 acquisizioni, oggi genera circa 200 milioni di euro di ricavi annui. Così mentre diversi governi del vecchio Continente cercano di svincolarsi progressivamente dal colosso americano di software per la gestione dei big data, la società guidata dal franco-italiano Silvano Sansoni, fa incetta di commesse in Europa. L’obiettivo è la sempre più citata sovranità tecnologica, adottando un atteggiamento di prudenza, per mantenere il controllo autonomo su dati sensibili nella difesa, della polizia e della sanità, senza dipendere da poteri esterni.
I contratti
Lo scorso giugno la società ha chiuso un importante contratto con il governo francese per sostituire Palantir nei servizi di intelligence interna, un progetto che coinvolgerà anche l’infrastruttura dati dei ministeri e di circa 50 agenzie pubbliche. Un caso che potrebbe diventare, come riportato dal Financial Times, un banco di prova ampio per capire se una soluzione sovrana possa essere implementata su questa scala. L’azienda punta ora ad altri grandi contratti: sta competendo con la società a stelle e strisce in Germania per progetti che riguardano polizia e Bundeswehr e tratta con altri governi europei.
La trasparenza
La spinta verso una maggiore autonomia tecnologica arriva in un momento in cui Palantir incontra una crescente diffidenza in alcune parti d’Europa. Berlino ha escluso il gruppo americano da alcuni contratti, mentre in Danimarca e nei Paesi Bassi sono emerse posizioni favorevoli a ridurre la dipendenza dalla società. Anche la Svizzera ha scelto di non adottarne il software. In Spagna, inoltre, il premier Pedro Sanchez ha chiesto alle aziende controllate dallo Stato di non assegnare nuovi contratti a Palantir mentre la Gran Bretagna sta valutando di non rinnovare il contratto da 330 milioni di sterline con il Servizio sanitario nazionale in scadenza a febbraio 2027. È proprio sulle perplessità legate al modello di Palantir che ChapsVision costruisce parte della propria strategia. Tra le dichiarazioni riportate dal quotidiano britannico Sansoni sottolinea che ChapsVision non vuole essere una scatola nera: algoritmi, architettura e codice sono concepiti per essere trasparenti e accessibili al cliente. Anche il modello di business punta a una maggiore autonomia delle amministrazioni: l’azienda vuole trasferire le proprie competenze al cliente e poi passare a nuovi progetti, evitando di creare una dipendenza di lungo periodo dalla presenza dei propri ingegneri. Un approccio che, secondo Sansoni, rappresenta una differenza sostanziale rispetto al modello di Palantir.
La sfida al rivale non è comunque facile. Sansoni riconosce che la sfida con Palantir è impari: il gruppo americano ha una capitalizzazione di circa 418 miliardi di dollari e nel 2025 ha registrato 4,5 miliardi di dollari di ricavi, ben oltre quelli della rivale francese. Ma ritiene che ChapsVision possa conquistare un suo spazio puntando su fattori distintivi per i clienti, soprattutto nei settori nei quali Palantir è considerata meno efficace.






