Colbert e la crisi della tv americana
Cancellare il Late Show di Stephen Colbert, un programma di satira televisiva che era il più guardato, il più ascoltato di tutti. Due leader dell’ala sinistra del partito democratico, Bernie Sanders e Elizabeth Warren, hanno parlato di una decisione politica da parte della rete CBS, evidentemente per compiacere Donald Trump, visto che Stephen Colbert spesso faceva della satira proprio su di lui, contro di lui, contro il Presidente. Ma in realtà Trump non ha bisogno di liquidare coloro che nel mondo dello spettacolo sono contro di lui, perché ha imparato che in genere gli portano più voti di quanti gliene tolgano.
La verità è più amara, il programma di Stephen Colbert andava male, ha perso pensate il 30% dell’audience in pochi anni, ormai lo guardavano 2 milioni e 400 mila telespettatori, che rapportati alla popolazione americana vuol dire il meno dell’1% degli abitanti adulti che possono guardare la televisione, molto poco, era un programma ormai di nicchia e perdeva un sacco di soldi, 40 milioni di dollari di perdite nell’ultimo esercizio, quindi è stata una decisione logica, razionale dettata da motivi economici.
La ragione politica per preoccuparsene rimane, è di altra natura e cioè quando si vede appunto che un programma era quello di maggior successo nella tarda serata, i programmi satirici come appunto il Late Show di Stephen Colbert non arrivava all’1% dei telespettatori, significa che non esiste più la televisione di una volta, ma non esiste più neanche uno spazio pubblico condiviso dove tutti gli americani possano confrontarsi e confrontare le loro opinioni.
Ormai la televisione generalista in America è defunta già da tanto, tanto tempo, c’è la cable che l’ha sostituita ed è vero che una rete di destra come Fox fa più ascolta, una share superiore ad altre, ma in realtà il panorama televisivo è completamente frammentato, polverizzato, si potrebbe dire che l’unica rete veramente generalista è YouTube, ma YouTube è un modello per cui ciascuno va a scegliersi il proprio segmento, microsegmento di nicchia di televisione che lo interessa e quindi ognuno consuma dei pezzetti, dei frammenti atomizzati di un mondo televisivo sempre più balcanizzato, polverizzato, non c’è più uno spazio unico della democrazia americana dove tutti prima o poi debbano passare, non c’è più quella cosa che è stata, un tessuto connettivo del discorso pubblico negli Stati Uniti, quindi questo è un problema che va al di là della figura di Donald Trump, non è un problema di censura, però è un problema di democrazia.


