Posta e risposta del 25 aprile 2025
Caro Merlo, due cose mi hanno colpito: Putin domani non partecipa ai funerali di Francesco perché rischia di essere arrestato (quando invece, al massimo, lo rimpatriano a gratis). La seconda, una riga che ho letto: “Trump, come si sa, è presbiteriano”. E no: io non lo sapevo e non so nulla dei presbiteriani. Per capirci: uno, guardando e ascoltando Trump, dovrebbe pensare: “Oh, ma è proprio un presbiteriano, ha tutte le caratteristiche”? Ma che razza di “religione” è? Predestinazione a parte, Donald è un “presbiteriano modello e coerente”?
Luca C. (Perugia)
A suo modo ci sarà anche Putin, nelle sembianze di Trump. Provate, domani mattina, ogni volta che, nel recinto blindato di potenti che stanno allestendo sul sagrato, la tv inquadrerà Trump, provate, dicevo, a sovrapporre, come in dissolvenza, il viso dell’assente a quello del presente, a vedere Putin in Trump. A unirli non basta la violenza che insieme stanno infliggendo all’aggredito Zelensky, al più debole, allo sconfitto, e neppure bastano la Trump Tower a Mosca e gli altri affari che il dittatore russo sta offrendo al palazzinaro presidente degli americani. A sovrapporli è un patto antropologico, una somiglianza tra capi che la storia conosce già. Ci sono identità del passato che finiscono con il confondersi, Trujllo e Franco, Pinochet e Videla, Ceausescu e Enver Hoxha, Pol Pot e Kim il Sung, Berlusconi e Gheddafi, e oggi Erdogan e Orbán, Al Sisi e Kaïs Saïed, Milei e Bukele…Non è l’ideologia a renderli somiglianti, ma l’idea del potere, quello stesso appunto che Trump invidia a Putin perché non ha limiti, non combatte contro il giornalismo, le università, i giudici, i governatori, la democrazia del proprio paese. In quanto alla religione, quando gli chiesero quale fosse il passo della Bibbia con il quale si identificava, Trump disse:
“occhio per occhio”.



