
Netanyahu,richieste Hamas non sono accettabili per Israele
(ANSA) – “Le modifiche richieste da Hamas alla proposta ci sono state trasmesse ieri sera e non sono accettabili per Israele.
Dopo una valutazione della situazione, il primo ministro Benyamin Netanyahu ha dato istruzioni di accogliere l’invito ai colloqui indiretti e di proseguire i negoziati per il ritorno dei nostri ostaggi, sulla base della proposta del Qatar alla quale Israele ha già dato il suo assenso. La delegazione negoziale partirà domenica per i colloqui a Doha”. Lo ha dichiarato il premier israeliano in una nota diffusa dal suo ufficio.
Gaza:Meloni sente Emiro Qatar e Netanyahu,ora cessate fuoco
(ANSA) – ROMA, 05 LUG – Nel quadro dei contatti avviati sin dal Vertice G7 di Kananaskis a sostegno di un cessate il fuoco a Gaza, il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha intensificato il dialogo con diversi leader internazionali.
Dopo aver avuto ieri un colloquio con il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, il Presidente Meloni ha avuto conversazioni telefoniche con l’Emiro del Qatar, Tamim bin Hamad al Thani, e con il Primo Ministro dello Stato d’Israele, Benjamin Netanyahu. In tutti i colloqui il Presidente Meloni ha richiamato l’urgenza di giungere a un cessate il fuoco a Gaza che permetta il rilascio degli ostaggi ancora in vita e l’accesso pieno e senza ostacoli della popolazione civile all’assistenza umanitaria

MUSK ANNUNCIA NASCITA UN TERZO PARTITO, L’AMERICA PARTY
(ANSA) -Elon Musk annuncia la nascita dell’America Party. “Con un rapporto di 2 a 1, volete un nuovo partito politico, lo avrete.
Quando si tratta di mandare in bancarotta il nostro Paese con sprechi e corruzione, viviamo in un sistema monopartitico, non in una democrazia.
Oggi, l’America Party è nato per restituirvi la libertà”, afferma il miliardario su X. Il 4 luglio Musk aveva indetto un sondaggio per chiedere agli americani se volevano un nuovo partito: il 65% ha risposto sì, il 35% no.
MUSK, CON AUMENTO DEL DEFICIT GLI USA IN BANCAROTTA
(ANSA) – NEW YORK, 05 LUG – “Un aumento del deficit da una cifra già folle di 2.000 miliardi di dollari sotto Biden a 2.500 miliardi. Questo farà fare al paese bancarotta”. Elon Musk risponde così a un utente su X che gli chiedeva come mai fosse passato dall’amore per Donald Trump alle critiche.

Khamenei riappare in pubblico dopo fine guerra con Israele
(ANSA-AFP) – La Guida Suprema iraniana, l’ayatollah Ali Khamenei, ha partecipato oggi a una cerimonia religiosa a Teheran, secondo quanto riportato dai media statali. Si tratta della prima apparizione pubblica del leader iraniano dopo il cessate il fuoco con Israele del 24 giugno.
Un video trasmesso dalla televisione di Stato mostra Ali Khamenei che saluta i fedeli in una moschea durante una cerimonia in occasione dell’anniversario del martirio dell’Imam Hussein, una data importante per i musulmani sciiti. L’ultima apparizione dell’ayatollah risale al 18 giugno, durante un discorso registrato durante la guerra contro Israele.
L’ottantenne leader è apparso in un video trasmesso dalla televisione di Stato mentre salutava il popolo e veniva acclamato in una moschea, mentre i fedeli celebravano l’anniversario del martirio dell’Imam Hussein, una data importante per i musulmani sciiti. Khamenei, 86 anni, è stato visto sul palco vestito di nero mentre la folla davanti a lui, con i pugni alzati, cantava “Il sangue nelle nostre vene per il nostro leader!”.
La televisione di Stato ha affermato che il filmato è stato girato nella moschea Imam Khomeini, nel centro di Teheran, intitolata al fondatore della repubblica islamica. Khamenei, al potere dal 1989, ha parlato la scorsa settimana in un video preregistrato, ma non era più apparso in pubblico da quando Israele aveva iniziato il conflitto con un’ondata di attacchi aerei a sorpresa il 13 giugno. La sua ultima apparizione pubblica risale a due giorni prima.
Idf, lo Yemen lancia un missile verso Israele
(ANSA) – Le forze di difesa israeliane hanno identificato un missile lanciato dallo Yemen verso Israele e i sistemi di difesa stanno lavorando per intercettare la minaccia. Lo riportano i media, citando il portavoce delle Idf, che aggiunge: “I cittadini dovrebbero seguire le istruzioni del Comando del Fronte Interno”.
Media, Idf intercetta missile lanciato dallo Yemen
(ANSA) – Le forze di difesa israeliane affermano di aver intercettato con successo un missile lanciato dallo Yemen verso Israele. Lo riportano i media israeliani. Le sirene hanno suonato nelle zone del Mar Morto e del deserto della Giudea.
In Cisgiordania bulldozer Israele spianano campi profughi
(ANSA-AFP) – Nella città di Tulkarem, in Cisgiordania, il paesaggio è stato trasformato dopo che i bulldozer dell’esercito israeliano hanno sgomberato i suoi due campi profughi in quella che l’esercito ha definito una “caccia ai militanti palestinesi”.
L’esercito ha concesso a migliaia di sfollati solo poche ore per recuperare i propri effetti personali dalle loro case prima di demolire gli edifici creando ampi spazi di transito tra le macerie. Ora i residenti temono che gli sgomberi cancelleranno non solo gli edifici, ma anche il loro stesso status di rifugiati da terre abitate da generazioni dei loro antenati in quello che oggi è Israele.
Il “diritto al ritorno” a quelle terre, rivendicato dai rifugiati palestinesi fin dalla creazione di Israele nel 1948, rimane una delle questioni più spinose del conflitto israelo-palestinese.
L’esercito ha dichiarato che questa settimana avrebbe demolito altri 104 edifici nel campo di Tulkarem, nell’ultima fase di un’operazione lanciata a gennaio durante la tregua nella guerra di Gaza, definendola un intenso giro di vite nelle roccaforti dei gruppi armati palestinesi che combattono contro Israele. “Siamo tornati al campo e abbiamo trovato la nostra casa demolita. Nessuno ci ha informato, nessuno ci ha detto nulla”, ha detto Abd al-Rahman Ajaj, 62 anni, che sperava di recuperare i suoi averi mercoledì.

Wsj, sceicchi Hebron vogliono Emirato e Accordi di Abramo
(ANSA) – Un gruppo di cinque importanti sceicchi del distretto di Hebron, in Cisgiordania, ha inviato una lettera al governo israeliano esprimendo il desiderio di aderire agli Accordi di Abramo e di raggiungere la pace con Israele. Lo riporta il Wall Street Journal.
La missiva esprime il desiderio degli sceicchi di staccarsi dall’Autorità nazionale palestinese (Anp) e di costituire Hebron come Emirato che “riconosca Israele Stato del popolo ebraico, quindi Israele riconoscerà l’Emirato come rappresentante dei residenti arabi”. Secondo il Wsj, altri sceicchi che sostengono l’iniziativa hanno mantenuto l’anonimato per motivi di sicurezza.

Prandini, ‘dazi al 17% un danno enorme per i coltivatori’
(ANSA) – L’obiettivo iniziale era arrivare a un’intesa in grado di garantire zero dazi, ma adesso “meglio chiudere l’intesa al 10%”. Lo dice, alla Stampa, Ettore Prandini, presidente di Coldiretti, che è realista e pensa che un accordo sul modello di quello stretto tra Usa e Regno Unito sarebbe gestibile per l’Italia.
“Con dazi al 10% abbiamo stimato che potremmo comunque raggiungere il risultato record delle esportazioni di 9 miliardi in termini di valore nel 2025”, sottolinea. Mentre con il 17% “il rischio sarebbe pesantissimo perché si rifletterebbe anche sulla popolazione statunitense.
Ovvero: perdita di capacità di acquisto, aumento dell’inflazione e perdita del valore del dollaro – prosegue -. Se andiamo a sommare tutto questo al 17% avremmo un effetto quasi insostenibile per la nostra economia, visto che per l’agroalimentare il mercato Usa è il secondo per importanza a livello globale”.
L’Unione europea potrebbe varare una risposta commerciale dello stesso livello. “Non bisogna cadere nella provocazione e dire ‘risponderemo in eguale maniera’.
Rispondere ai dazi con i dazi vuol dire fare il gioco di Trump, bisogna essere intelligenti e mantenere la trattativa – sottolinea -.
Occorre scongiurare una spirale di ritorsioni che finirebbe per danneggiare quei settori che rappresentano l’eccellenza del Made in Italy. Detto ciò, l’Europa deve capire cosa vuole fare anche al suo interno”, conclude


Dazi: Bessent, progressi con Ue, vicini a chiudere diversi accordi a breve
(Il Sole 24 Ore Radiocor) – “Siamo vicini a chiudere diversi accordi commerciali, ci aspettiamo grandi annunci nei prossimi giorni”. E’ quanto dichiarato dal segretario al Tesoro americano Scott Bessent, in un’intervista alla Cnn, dopo che ieri il presidente Donald Trump aveva anticipato l’invio (previsto per domani) di 12 lettere ai principali Paesi partner con accordi “prendere o lasciare” in vista della scadenza del 9 luglio: in assenza di accordi l’alternativa è tornare ai maxi dazi annunciati nel Liberation Day del 2 aprile.
Per quanto riguarda la Ue, secondo Bessent le trattative procedono e dopo un avvio lento ci sono stati dei progressi.
Inoltre, ha precisato il segretario al Tesoro, l’amministrazione Trump invierà anche lettere a 100 Paesi più piccoli con cui gli Stati Uniti non intrattengono molti scambi commerciali, informandoli che si troveranno ad affrontare tariffe doganali più elevate, cioè quelle inizialmente stabilite il 2 aprile e poi sospese fino al 9 luglio.
Quindi, ha concluso, “penso che vedremo molti accordi molto rapidamente”, facendo notare come in ogni caso gli Usa siano “concentrati su 18 paesi che rappresentano il 95% del deficit” commerciale e che la strategia utilizzata nei negoziati è quella della “massima pressione”.
Bessent, senza accordo i dazi scatteranno dall’1 agosto
(ANSA) – I dazi americani torneranno ai livelli del 2 aprile se non ci sarà un accordo commerciale: le tariffe scatteranno l’1 agosto. Lo ha detto il segretario al Tesoro Scott Bessent a Cnn in merito alle lettere annunciate da Donald Trump e indirizzate a 12 partner commerciali che dovrebbero partire domani.
Bessent, cda aziende Musk non contenti del nuovo partito
(ANSA) – “I consigli di amministrazione delle società” di Elon Musk “vogliono che torni a guidarle. Probabilmente non sono contenti dell’annuncio” di un nuovo partito. Lo ha detto il segretario al Tesoro Scott Bessent in un’intervista a Cnn.
