Jared Wise

(ANSA) – NEW YORK, 02 LUG – Un ex agente dell’Fbi accusato di aver istigato la folla che ha assaltato il Campidoglio il 6 gennaio a uccidere agenti della polizia è stato nominato consigliere della task force del dipartimento di giustizia istituita dal presidente per vendicarsi contro i suoi nemici politici. Lo riporta il New York Times, sottolineando che Jared Wise è stato scelto come consigliere di Ed Martin, il direttore del cosiddetto Weaponization Working Group. Wise è stato accusato nel 2023 di aver detto che polizia fuori dal Campidoglio il 6 gennaio era come la Gestapo e di aver incitato a uccidere gli agenti. Wise è stato graziato da Donald Trump.

Randolph Moss

(ANSA) – WASHINGTON, 02 LUG – Un giudice federale americano ha bloccato la direttiva di Donald Trump che impedisce ai migranti che attraversano il confine tra Stati Uniti e Messico di chiedere asilo, infliggendo un duro colpo al presidente. Lo riporta la Cnn. Per il giudice Randolph Moss il tycoon “ha abusato della propria autorità aggirando la legge sull’immigrazione”. “Il presidente non può adottare un sistema di immigrazione alternativo che sostituisca le leggi emanate dal Congresso”, ha scritto Moss.

Ieri un giudice federale di New York aveva dato un altro colpo all’amministrazione impedendo la revoca dello status di protezione temporanea per oltre 500.000 haitiani che si trovano già negli Stati Uniti. Il giudice distrettuale Brian M. Cogan ha stabilito che anticipare di almeno cinque mesi la scadenza della tutela per gli haitiani, alcuni dei quali vivono negli Stati Uniti da oltre un decennio, è illegale.

Mike Johnson

STALLO FRA I REPUBBLICANI ALLA CAMERA SUL ‘BIG BEAUTIFUL BILL’

Johnson rassicura i deputati frustrati

(ANSA) – NEW YORK, 02 LUG – I repubblicani alla camera restano spaccati e il voto sul ‘big beautiful bill’ ritarda. Lo speaker della Camera Mike Johnson continua a lavorare dietro le quinte per rassicurare i deputati frustrati dal budget approvato dal Senato e che si trovano ora a esaminare. L’obiettivo di Johnson è quello di un via libera rapido in modo che il provvedimento possa arrivare sul tavolo di Donald Trump per il 4 luglio, come chiesto dal presidente.

TRUMP, ‘CAMERA PRONTA A VOTARE BUDGET, REPUBBLICANI UNITI’

Ma è stallo fra i conservatori

(ANSA) – NEW YORK, 02 LUG – “La Camera è pronta a votare” il ‘big beautiful bill’: “la maggioranza repubblicana alla camera è unita per il bene del paese”. Lo afferma Donald Trump sul suo social Truth prevedendo un voto a breve sul suo budget. Al momento le trattative dietro le quinte continuano e sembra esserci uno stallo che ha già continua a far ritardare il voto. I deputati conservatori sono infatti divisi sul budget approvato al Senato e che ora si trovano a esaminare con l’obiettivo di farlo arrivare sul tavolo di Trump per la firma entro il 4 luglio.

‘BEAUTIFUL BILL’ ALLA CAMERA, BUFERA TRA I REPUBBLICANI

Trump in pressing per il via libera, vuole chiudere per il 4

(di Benedetta Guerrera) (ANSA) – WASHINGTON, 02 LUG – Pochi istanti dopo che un Senato diviso è riuscito a superare la ribellione repubblicana e approvare la legge più importante per l’agenda di Donald Trump, tutti gli occhi sono rivolti alla Camera, dove il presidente deve fare i conti con una crescente opposizione interna. The Donald vuole il ‘big, beautiful bill’ sulla sua scrivania nello Studio Ovale entro la festa dell’indipendenza, il 4 luglio, ma non è detto che ci riesca.

Anche perché proprio per via della settimana di festa molti deputati erano già rientrati nei loro Stati e sono dovuti scapicollarsi a Washington in tutta fretta sfidando le insidie del maltempo che hanno provocato la cancellazione di centinaia di voli. A maggio, quando la House aveva votato la legge per la prima volta, lo speaker Mike Johnson era riuscito a convincere i repubblicani riluttanti e portare a casa il risultato voluto dal presidente.

Dopo le modifiche significative apportate dal Senato la strada è più impervia. Il numero magico per l’approvazione è sempre lo stesso: tre, senza neanche la carta del vice presidente J.D. Vance, che con il suo voto ha determinato l’approvazione della legge al Senato.

Due mesi fa alla Camera furono due i repubblicani dissidenti, oltre a tutti i democratici, Warren Davidson dell’Ohio e Thomas Massie del Kentucky, entrambi contrari al considerevole aumento del deficit pubblico che la legge di Trump rischia di causare per riuscire ad ottenere un taglio delle tasse di migliaia di miliardi. Il grand old party non può permettersi altre defezioni ma il gruppo di deputati ultraconservatorei House of Freedom ha pubblicato in queste ore un documento di tre pagine che illustra le numerose obiezioni sollevate dai suoi membri alle modifiche apportate dal Senato.

Gli ultraconservatori si sono particolarmente irritati per le disposizioni che, a loro avviso, non hanno posto fine ai sussidi per alcune tecnologie verdi istituiti durante l’amministrazione di Joe Biden e a quelli alimentari. Il tycoon continua a chiedere l’unità su Truth e ha convocato alla Casa Bianca i leader repubblicani della Camera per compattare le fila e superare lo scetticismo dei più conservatori.

“Il ‘big, beautiful bill’ si occupa di crescita economica. Se approvato, l’America vivrà una rinascita economica come mai prima d’ora. Sta già accadendo: deficit dimezzato, investimenti record, liquidità, fabbriche, posti di lavoro in arrivo negli Usa”, ha scritto il presidente sul suo social media.

La deputata Stephanie Bice ha pubblicato un video che la mostra assieme al collega Dusty Johnson fuori dalla Casa Bianca dopo il colloquio con il commander-in-chief. “Penso che ce la faremo, anche se ci vorrà un po’ di tempo”, ha detto Johnson. I democratici continuano a insistere che la legge rischia di tagliare l’assicurazione sanitaria statale a circa 17 milioni di americani e chiedono ai repubblicani di consentire il voto su un emendamento che proteggerebbe Medicaid e il programma di assistenza alimentare, il Supplemental Nutrition Assistance Program. Naturalmente l’emendamento è spacciato ma i dem cercano di guadagnare tempo.

Orban, ‘Kiev aggressiva, accetti nostro no a adesione Ue’

(ANSA) – “L’Ucraina sta attaccando l’Ungheria con crescente aggressività perché a Bruxelles abbiamo bloccato la loro adesione all’Ue.

Devono capire che l’Ungheria, per ragioni fondamentali e strategiche, non sostiene l’adesione dell’Ucraina all’Ue.

Non vogliamo la guerra e non permetteremo la distruzione dell’economia europea, compresa quella ungherese”. Così il primo ministro ungherese, Viktor Orban, citato in un tweet dal portavoce del governo Zoltan Kovacs. “Kiev – aggiunge – deve accettare che non spetta a loro dire al popolo ungherese cosa pensare”

Mikhail Gudkov

CON LO STOP AGLI AIUTI MILITARI AMERICANI, ALL’UCRAINA RESTANO SOLO GLI OMICIDI MIRATI IN STILE MOSSAD – IL VICE COMANDANTE DELLA MARINA MILITARE RUSSA, MIKHAIL GUDKOV, È STATO UCCISO NELLA REGIONE RUSSA DEL KURSK – NON SONO CHIARE LE CIRCOSTANZE DEL DECESSO: GUDKOV ERA UN PEZZO GROSSO: ERA STATO PROMOSSO VICE A MARZO. CON LUI SONO MORTI UN ALTRO UFFICIALE E UN NUMERO IMPRECISATO DI SOLDATI…

Governatore, vice capo della Marina russa ucciso nel Kursk

(ANSA) –  Il vice comandante della Marina militare russa, il generale Mikhail Gudkov, è rimasto in ucciso nella regione di Kursk.

Lo ha reso noto Oleg Kozhemyako, il governatore della regione di Primorye, in estremo oriente, della quale era originario l’alto ufficiale. Kozhemyako non precisa le circostanze della morte di Gudkov, ma nei giorni scorsi canali Telegram militari russi avevano parlato di un missile ucraino che aveva colpito una postazione nella regione russa uccidendo il generale e altri militari.

Gudkov, già comandante della 155/a Brigata dei fanti di Marina, era stato promosso vice comandante dell’arma nel marzo scorso. Kozhemyako ha confermato che con lui sono rimasti uccisi un altro ufficiale, Nariman Shikhaliev, e un numero imprecisato di soldati. “Esprimo le mie profonde condoglianze alle famiglie, amici e colleghi di Mikhail Gudkov, Nariman Shikhaliev e tutti gli altri soldati che sono morti nella regione di Kursk”, ha scritto il governatore di Primorye sul suo canale Telegram, citato dall’agenzia Tass.

PUTIN, OGGI AVRÒ UNA TELEFONATA CON TRUMP

(ANSA-AFP) – Il presidente russo Vladimir Putin annuncia che avrà oggi una conversazione telefonica con Donald Trump.

UCRAINA: FT, DOMANI TELEFONATA TRUMP-ZELENSKY, DISCUTERANNO STOP ARMI

(LaPresse) – Donald Trump e Volodymyr Zelensky dovrebbero discutere della sospensione dell’invio di alcune armi dagli Usa a Kiev in una telefonata domani.

È quanto riporta il Financial Times (FT), citando persone che hanno familiarità con la pianificazione della chiamata. Secondo le fonti, il presidente ucraino solleverà anche potenziali future vendite di armi. Il giornale sottolinea che la tempistica del colloqui potrebbe cambiare.

UCRAINA: ZELENSKY, ‘FIRMATO ACCORDO CON AZIENDA USA PER PRODUZIONE CONGIUNTA DRONI’

(Adnkronos) – In visita in Danimarca, da due giorni presidente di turno dell’Unione Europea, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha annunciato un accordo di cooperazione con gli Stati Uniti per la produzione congiunta di droni.

In un post su X Zelensky ha scritto: “La visita in Danimarca inizia con un passo importante per la nostra difesa. È stato raggiunto un accordo sulla cooperazione ucraino-americana nella produzione di droni, compresi i droni intercettori: una priorità assoluta”.

Il presidente ha precisato di aver firmato “un accordo con la solida azienda americana Swift Beat, che prevede la produzione di centinaia di migliaia di droni solo quest’anno, con il potenziale di aumentare significativamente la produzione nel prossimo anno.

Intercettori per distruggere droni e missili nemici, quadricotteri per la ricognizione e la regolazione del tiro, e droni da attacco a lungo raggio: tutti questi saranno prodotti in numero molto maggiore per aiutarci a raggiungere i nostri obiettivi di difesa e proteggere la vita degli ucraini”.

“Oggi continueremo il nostro lavoro in Danimarca e su nuovi accordi di questo tipo, incentrati su produzione congiunta, sviluppo congiunto e difesa congiunta. Ringrazio tutti coloro che ci stanno aiutando!”, ha concluso Zelensky.

WASHINGTON BLOCCA TUTTE LE FORNITURE DI ARMI ALL’UCRAINA: THE ECONOMIST RIVELA TENSIONI TRA TRUMP E ZELENSKY

(Agenparl) – Gli Stati Uniti hanno interrotto tutte le spedizioni di armi all’Ucraina, inclusi proiettili, missili e pezzi di ricambio. Lo riporta The Economist, citando funzionari ucraini, secondo cui la decisione potrebbe essere legata a un tentativo dell’amministrazione Trump di ottenere concessioni politiche da Kiev.

 La sospensione, secondo il Pentagono, sarebbe motivata dalla necessità di “preservare la prontezza militare e le priorità di difesa” degli Stati Uniti. Tuttavia, la portata del blocco – sebbene negata pubblicamente da Washington – appare significativa, con fonti ucraine che parlano di un arresto totale delle forniture. Dietro la sospensione: tensioni politiche?

Secondo The Economist, Kiev collega la sospensione a dinamiche politiche interne statunitensi.

In particolare, al tentativo del presidente Donald Trump di fare pressione su Zelensky, come già accaduto a marzo, quando vi fu una temporanea interruzione della cooperazione militare e di intelligence in seguito a uno scontro televisivo tra i due leader.

Il Dipartimento di Stato e il Pentagono negano qualsiasi intento coercitivo, ma non hanno fornito dettagli precisi sulla quantità e sulla tipologia di armamenti attualmente inviati.

“Le forniture continuano”, ha dichiarato il portavoce del Pentagono Sean Parnell, senza però elencare i sistemi attualmente in transito.

Armi bloccate: Patriot, GMLRS, Hellfire e Stinger Il New York Times aveva già segnalato in precedenza che gli Stati Uniti stavano sospendendo l’invio di sistemi chiave, tra cui: Missili intercettori per sistemi Patriot Razzi guidati GMLRS Missili aria-terra Hellfire Missili terra-aria portatili Stinger Altre munizioni ad alta precisione La notizia ha provocato forte preoccupazione a Kiev, tanto che il Ministero degli Esteri ucraino ha convocato l’incaricato d’affari statunitense, John Ginkel, per chiedere chiarimenti.

Conseguenze sul campo L’interruzione delle forniture arriva in un momento particolarmente delicato, con l’Ucraina che accusa gravi carenze di armamenti e personale, mentre l’offensiva russa continua ad avanzare sul campo.

Se confermato, il blocco potrebbe compromettere la capacità dell’Ucraina di difendersi e avere ripercussioni su tutta la strategia occidentale di contenimento della Russia nella regione.

Manolis Pilavov

Media, i servizi ucraini hanno ucciso ex sindaco Lugansk

(ANSA) – ‘Sbu, i servizi segreti ucraini, hanno ucciso l’ex sindaco di Lugansk, Manolis Pilavov, morto in seguito all’esplosione di un ordigno esplosivo.

Lo riportano i media ucraini aggiungendo che l’uomo è stato vittima di un’esplosione.

Scott Bessent

USA: 147 MILA NUOVI POSTI DI LAVORO A GIUGNO, DISOCCUPAZIONE IN CALO AL 4,1 PER CENTO

(Agenzia_Nova) – L’economia degli Stati Uniti ha registrato l’apertura di 147 mila nuovi posti di lavoro nel mese di giugno. Lo indicano i dati diffusi oggi, 3 luglio, dal dipartimento del Lavoro.

Il dato supera le previsioni degli analisti interpellati dal “Wall Street Journal”, che stimavano un aumento di 110 mila unita’. Il tasso di disoccupazione, calcolato su un’indagine separata condotta tra le famiglie, e’ sceso dal 4,2 al 4,1 per cento.

L’economia Usa resta tuttavia esposta a un quadro incerto sul fronte commerciale. Sebbene la Casa Bianca abbia concluso accordi con Regno Unito, Cina e Vietnam, manca ancora un’intesa con il principale partner commerciale degli Stati Uniti, l’Unione europea.

L’amministrazione del presidente Donald Trump ha minacciato a maggio l’imposizione di dazi del 50 per cento sulle importazioni dall’Ue, rinviando pero’ la misura al 9 luglio.

RICHIESTE SUSSIDI DISOCCUPAZIONE USA CALANO A 233.000 UNITÀ

(ANSA) – Le richieste di sussidi alla disoccupazione negli Stati Uniti la scorsa settimana sono calate di 4.000 unità a quota 233.000. Il dato è sotto le attese degli analisti, che scommettevano su 241.000 unità.

Ucraina: Zelensky, contiamo su sostegno Usa, ci sono armi che Ue non ha

(LaPresse) – “Ovviamente, contiamo sulla continuazione del supporto americano, ma ci sono alcuni elementi che l’Europa non ha a disposizione oggi, soprattutto quando parliamo dei missili e i sistemi Patriot.

Questo è cruciale, sì, e anche quando parliamo di sistemi, contiamo anche sulla nostra produzione ucraina. Abbiamo bisogno di maggiori finanziamenti, più fondi per questo. Ne abbiamo parlato anche oggi. Abbiamo ottimi rapporti quando contiamo sull’UE e sulla Danimarca e sulle nostre relazioni”.

Lo afferma il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, in un punto stampa ad Aarhus, in Danimarca, con la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa e la premier danese Mette Frederiksen per l’avvio della presidenza danese del Consiglio Ue.

Ucraina: Zelensky, sentirò Trump domani o nei prossimi giorni

(LaPresse) – Quanto allo stop all’invio di armi, “spero domani, o nei prossimi giorni, di parlarne con il Presidente Trump”. Lo afferma il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, in un punto stampa ad Aarhus, in Danimarca, con la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa e la premier danese Mette Frederiksen per l’avvio della presidenza danese del Consiglio Ue.

Ucraina: Zelensky, Trump e Putin hanno poco da dirsi, serve incontro leader

(LaPresse) – Nella telefonata prevista per oggi, “non so se Putin e Trump abbiano argomenti comuni di cui parlare, perché si tratta di persone molto diverse. Ma se parliamo dell’Ucraina, abbiamo sostenuto fin dall’inizio l’idea di un cessate il fuoco incondizionato da parte del presidente Trump.

Non ho detto una sola volta che siamo pronti per qualsiasi tipo di incontro. E penso che in Russia, solo Putin sia il vero decisore. Ecco perché abbiamo bisogno di un incontro a livello di leader se vogliamo davvero la pace”.

Lo afferma il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, in un punto stampa ad Aarhus, in Danimarca, con la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa e la premier danese Mette Frederiksen per l’avvio della presidenza danese del Consiglio Ue.

Ucraina: Zelensky, sostegno resti prevedibile, produrremo armi con Ue

(LaPresse) – “Oggi abbiamo anche discusso del finanziamento della difesa, ed è molto importante che il sostegno resti prevedibile. Vi sono anche chiari progressi nella produzione congiunta di armi.

E questo non riguarda solo l’ottimo modello danese di investimenti in Ucraina. Stiamo anche preparando accordi per la produzione congiunta in Danimarca.

Naturalmente, ci aspettiamo che l’Ucraina sia un partner a pieno titolo nei programmi europei, come lo strumento SAFE, e dobbiamo continuare a destinare i profitti dei beni russi congelati al sostegno della nostra difesa, anche investendo tali fondi nell’industria della difesa ucraina”.

Lo afferma il presidenza ucraino, Volodymyr Zelensky, in un punto stampa ad Aarhus, in Danimarca, con la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa e la premier danese Mette Frederiksen per l’avvio della presidenza danese del Consiglio Ue.

CREMLINO, CONCLUSO DOPO QUASI UN’ORA COLLOQUIO TRUMP-PUTIN

(ANSA) – Si è conclusa dopo quasi un’ora la telefonata tra Vladimir Putin e Donald Trump, durante la quale il presidente russo ha detto a quello americano di volere continuare a cercare una soluzione negoziata al conflitto in Ucrina e che la Russia non abbandonerà i suoi sforzi per eliminare le cause di fondo del conflitto. Lo ha detto il consigliere presidenziale russo Yuri Ushakov, citato dall’agenzia Ria Novosti.

CREMLINO, TRUMP E PUTIN HANNO PARLATO ANCHE DELL’IRAN

(ANSA) – Vladimir Putin e Donald Trump hanno discusso anche della situazione riguardante l’Iran e hanno convenuto di continuare i contatti tra loro su questo tema. Lo riferisce l’agenzia Ria Novosti citando il Cremlino. 

“La situazione intorno all’Iran e in Medio Oriente nel suo complesso è stata discussa in modo piuttosto approfondito”, ha dichiarato il consigliere di Putin per la politica estera, Iuri Ushakov, secondo cui “la parte russa ha sottolineato l’importanza di risolvere questioni controverse, divergenze e conflitti esclusivamente con mezzi politico-diplomatici”. Lo riporta l’agenzia Interfax.

PUTIN A TRUMP, ‘NON RINUNCEREMO AI NOSTRI OBIETTIVI’

(ANSA) –  Vladimir Putin ha detto a Donald Trump che la Russia è pronta a “continuare il processo negoziale” diretto con l’Ucraina dopo le due tornate tenute a Istanbul, ma che “non rinuncerà ai suoi obiettivi”, vale a dire “l’eliminazione delle cause di fondo conosciute a tutti che hanno portato all’attuale situazione, una situazione di scontro acuto”. Lo ha detto il consigliere del presidente russo per la politica estera, Yuri Ushakov, citato dall’agenzia Interfax.

Usa-Russia, Cremlino: Putin-Trump interessati a realizzare progetti su energia e Spazio

(GEA) – “Nel corso dello scambio di opinioni sulle questioni bilaterali è stato confermato il reciproco interesse alla realizzazione di una serie di progetti economici promettenti, in particolare nel settore energetico e nella ricerca spaziale”.

E’ quanto si legge nella nota diffusa dal Cremlino, con le dichiarazioni di Yuri Ushakov, assistente di Vladimir Putin, al termine della conversazione telefonica tra il presidente della Federazione russa e il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump.

Il colloquio tra i presidenti si è svolto, come sempre, in un clima di sintonia, franchezza, concretezza e professionalità – conclude -. I presidenti continueranno naturalmente i loro contatti anche nel prossimo futuro”.

Russia-Usa: Cremlino, Putin e Trump non hanno discusso un possibile faccia a faccia

(Agenzia_Nova) – I presidenti di Russia e Stati Uniti, Vladimir Putin e Donald Trump, non hanno discusso specificamente di un loro possibile incontro. Lo ha detto il consigliere presidenziale russo Yuri Ushakov dopo il colloquio telefonico tra i due capi di Stato. “Non c’e’ stata una discussione specificamente sulla possibilita’ di un incontro. L’idea viene tenuta a mente. Se necessario si raggiungera’ un accordo specifico”, ha detto Ushakov. 

Scott Bessent

BESSENT, CON UE VEDREMO COSA SUCCEDE, DECISIONE È DI TRUMP

(ANSA) –  “Vedremo cosa possiamo fare con l’Ue: non voglio precedere il presidente, sarà una sua decisione. Ho incontrato la mia controparte europea questa mattina. L’ambasciatore” Jamieson Greer “lavorerà diligentemente durante il fine settimana. Vedremo cosa possiamo fare”.

Lo ha detto il segretario al Tesoro Scott Bessent in un’intervista a Cnbc rispondendo a chi gli chiedeva se un accordo con l’Ue fosse possibile per il 9 luglio.

BESSENT, AVREMO ALTRI ACCORDI COMMERCIALI ENTRO 9 LUGLIO

(ANSA) – “Avremo altri accordi commerciali entro il 9 luglio”. Lo ha detto il segretario al Tesoro, Scott Bessent, in un’intervista a Cnbc.

DAZI: BESSENT, ‘ACCORDI CON 10-12 PAESI ENTRO IL 9 LUGLIO’

(Adnkronos) – Entro la deadline del 9 luglio “ci potrebbero essere accordi commerciali” con 10-12 Paesi sui dazi. Lo ha detto alla Cbnc il segretario al Tesoro Scott Bessent, citando la cifra indicata ieri dal segretario al Commercio Howard Lutnick.

BESSENT, RISPETTO MUSK SUI RAZZI, LASCI A ME LA FINANZA

(ANSA) – “Ho grande rispetto per Elon Musk sui razzi, ma la finanza dovrebbe lasciarla a me”. Lo ha detto il segretario al Tesoro Scott Bessent in un’intervista a Cnbc, rispondendo a chi gli chiedeva di replicare alle critiche di Musk al ‘big beautiful bill’. Il budget – ha spiegato – realizza uno dei tre pilastri dell’agenda di Trump, quello delle tasse. Sugli altri due, il commercio e la deregulation, l’amministrazione è al lavoro, ha aggiunto.