Ingerenza, senza decenza – Trump entra a gamba tesa sugli affari interni di Israele per difendere Netanyahu, sotto inchiesta per corruzione

(ANSA) – WASHINGTON, 25 GIU – “Sono rimasto scioccato nell’apprendere che lo Stato di Israele, che ha appena vissuto uno dei suoi momenti più grandi della storia ed è guidato con forza da Bibi Netanyahu, sta continuando la sua assurda caccia alle streghe contro il suo primo ministro!”. Lo scrive Donald Trump su Truth, difendendo l’amico che è sotto processo per corruzione. “Bibi ed io abbiamo appena attraversato l’inferno insieme, combattendo un nemico di Israele tenace e di lunga data: l’Iran. Bibi non avrebbe potuto essere migliore, più acuto o più forte nel suo amore per l’incredibile Terra Santa”, ha aggiunto il presidente Usa.

“Bibi Netanyahu è stato un guerriero come forse nessun altro guerriero nella storia di Israele, e il risultato è stato qualcosa che nessuno avrebbe mai pensato possibile: la completa eliminazione di una delle armi nucleari potenzialmente più grandi e potenti al mondo”, prosegue Trump.

“Stavamo lottando, letteralmente, per la sopravvivenza di Israele, e non c’è nessuno nella storia di Israele che abbia combattuto più duramente o con più competenza di Bibi Netanyahu. Nonostante tutto questo, ho appena saputo che è stato convocato in tribunale lunedì per la continuazione di questo lungo processo – uno spettacolo dell’orrore da maggio 2020”, ha attaccato il presidente Usa. “Una tale caccia alle streghe, per un uomo che ha dato così tanto, è impensabile per me”, ha sottolineato Trump usando un’espressione con la quale era solito riferirsi ai processi a suo carico.

TRUMP, ANNULLARE SUBITO IL PROCESSO A NETANYAHU 
(ANSA) – WASHINGTON, 25 GIU – “Il processo a Bibi Netanyahu dovrebbe essere annullato immediatamente, o dovrebbe essere concessa la grazia a un grande eroe, che ha fatto così tanto per il suo Stato”. Lo scrive Donald Trump su Truth a proposito del processo per corruzione a carico del premier israeliano. “Forse non conosco nessuno che avrebbe potuto lavorare in migliore armonia con il presidente degli Stati Uniti di Bibi Netanyahu. Sono stati gli Usa a salvare Israele, e ora saranno gli Usa a salvare Bibi Netanyahu. Non possiamo permettere questo paradosso della giustizia”, ha incalzato il tycoon.

(ANSA) – WASHINGTON, 25 GIU – L’esasperazione di Donald Trump nei confronti di Jerome Powell lo sta spingendo ad accelare la nomina del successore alla guida della Federal Reserve entro settembre o perfino in estate. Lo riferiscono fonti informate al Wall Street Journal. Per la successione il presidente Usa sta valutando l’ex governatore della Fed Kevin Warsh e il direttore del Consiglio economico nazionale Kevin Hassett. Tra i candidati ci sarebbe il segretario al Tesoro Scott Bessent, l’ex presidente della Banca mondiale David Malpass e Christopher Waller. Poiché il nuovo presidente della Fed non entrerà in carica prima del prossimo maggio, annunciare la sua nomina quest’estate o in autunno avverrebbe molto prima del tradizionale periodo di transizione di tre-quattro mesi.

Trump apre a Zelensky sui Patriot: “Deluso da Putin, è mal consigliato”

Tra i due incontro molto positivo, anche se sparisce l’adesione all’Alleanza atlantica. Poi l’allarme sulle possibili mire territoriali dello zar: “Potrebbe andare oltre l’Ucraina”

È possibile che Putin abbia mire territoriali in Europa oltre l’Ucraina», che poi vorrebbe dire minacciare i Paesi membri della Nato. Di sicuro però è «mal consigliato», o sbaglia il giudizio sulla guerra scatenata nel cuore del Vecchio continente.

La lenta marcia di avvicinamento alla verità di Donald Trump ha fatto un altro passo in avanti, durante la conferenza stampa che ieri ha concluso la sua partecipazione al vertice dell’Alleanza atlantica in Olanda. In passato non sono mancate giravolte e marce indietro, e infatti il presidente si era opposto alla condanna della Russia nel documento finale, perciò anche stavolta è lecito sospettare che il presidente sia pronto a sorprendere ancora amici e alleati, col debole per il collega del Cremlino sempre in agguato. Però è anche vero che se dietro le quinte avesse fatto sul serio un accordo di scambio con lui, dandogli via libera a Kiev in cambio della complicità nell’offensiva contro Teheran, probabilmente avrebbe usato un tono diverso all’Aja. A meno di non possedere un talento davvero straordinario per la finzione, peraltro già messo in mostra con gli ayatollah.

Il punto di partenza dell’analisi dovrebbe stare nella scelta di accettare come una straordinaria vittoria americana l’impegno degli altri membri Nato ad investire il 5% del Pil nella difesa. Il compromesso parla in realtà del 3,5% di spese propriamente militari, più il 1,5% di altre elargizioni. Per non parlare poi dell’impuntatura della Spagna, che offrirebbe anche a Paesi come l’Italia l’opportunità di tentare la scappatoia di aver raggiunto le capacità belliche previste, pur evitando di sborsare la percentuale completa dei soldi promessi. Tutto ciò avrebbe dato a Trump la scusa per rifiutare l’intesa e attaccare ancora gli alleati, come nel primo vertice del primo mandato, quando aveva minacciato di abbandonare la Nato. Invece ha deciso di scagliarsi solo contro Madrid, incassando e rivendicando il compromesso inventato dal segretario generale Rutte come enorme successo Usa.

Il senatore democratico Chris Coons, parlando con Repubblica, ha sottolineato come ciò gli tolga ogni alibi: «Se gli europei ti hanno dato quanto volevi, significa che il problema con la Nato è risolto. Ora quindi devi dimostrare di essere un sincero atlantista, partendo proprio dall’impegno a proseguire la difesa di Kiev».

Trump sembra averlo ascoltato, almeno in parte, quando rispondendo alla domanda accorata della collega ucraina Myroslava Petsa, si è dichiarato disponibile a considerare la vendita dei missili Patriot a Zelensky, per aiutarlo a proteggere le città e gli altri obiettivi civili presi di mira senza ritegno da Putin.

Infatti l’incontro col presidente che a febbraio aveva cacciato dall’Ufficio Ovale è andato molto meglio del previsto: «Non poteva essere più gentile». I due hanno discusso il rilancio della cooperazione militare, incluso lo sviluppo dei droni, diventati così efficaci e cruciali per la Difesa del paese aggredito da Mosca. Il capo della Casa Bianca non ha poi escluso di tornare ad aprire il rubinetto degli aiuti economici e bellici. «Staremo a vedere», ha detto, lasciando almeno aperto uno spiraglio. Ha ribadito che era sarcastico, quando aveva promesso di chiudere la guerra in 24 ore, anche perché se non fosse stato così, dovrebbe ammettere di aver fallito una promessa centrale della sua campagna elettorale.

Nello stesso tempo però ha ripetuto di essere deluso dall’amico Putin e di volergli parlare. Considerando quanto appena fatto in Iran con i bombardamenti, Trump ha acquistato almeno un po’ di credibilità, se decidesse di iniziare davvero a comportarsi da duro col collega del Cremlino. E se ha fatto sul serio pace con la Nato, inclusi gli obblighi per la difesa comune basati sull’Articolo V, non si capisce come potrebbe poi lasciarla in balia delle “mire territoriali” di Putin oltre l’Ucraina.

Zelensky al vertice Nato «strappa» aiuti agli Usa (e la promessa di nuovi Patriot)

Il leader ucraino ha preso atto che con Trump sia iniziata una fase diversa, molto complicata. Ma, pragmaticamente, sta cercando di ottenere comunque dei risultati utili per il suo Paese

A leggere il comunicato finale, il vertice dell’Aia ha segnato un netto arretramento per Volodymyr Zelensky. Nel 2024, a Washington, praticamente gli stessi capi di Stato e di governo avevano giurato e messo per iscritto che il percorso dell’Ucraina verso l’ingresso nella Nato fosse «irreversibile». Ma lo scorso anno a capotavola era seduto Joe Biden; ieri c’era Donald Trump. E, come previsto, il cambio di prospettiva è stato netto: la Nato, almeno per i prossimi tre anni, sparirà dall’orizzonte dell’Ucraina.

Sempre nel documento conclusivo è stato eliminato anche ogni riferimento all’invasione russa dell’Ucraina. Certo, resta il «sostegno» alla resistenza di Kiev, ma senza alcun collegamento diretto con le responsabilità di Putin.

Zelensky sapeva che cosa lo aspettasse all’Aia, ma alla fine ha deciso di venire ugualmente. Il leader ucraino ha preso atto che con Trump sia iniziata una fase diversa, molto complicata. Ma, pragmaticamente, sta cercando di ottenere comunque dei risultati utili per il suo Paese. Per prima cosa, quindi, Zelensky ha deciso di non mollare la presa su Trump. Prima di presentarsi all’Aia, ha chiesto un incontro bilaterale a Trump. Accordato. I due si sono visti per una quarantina di minuti. Il leader ucraino, come ha poi scritto sui social, ha iniziato la conversazione «congratulandosi per il successo dell’operazione in Medio Oriente». Non sono complimenti di maniera. Per Kiev è molto importante che l’Iran venga indebolito il più possibile. Negli ultimi anni il regime degli ayatollah ha fornito armi a Mosca con continuità. Zelensky ha poi spiegato perché non vede segnali per un vero negoziato con il Cremlino. Al momento gli incontri tra russi e ucraini a Istanbul si stanno concentrando soprattutto sullo scambio di prigionieri e di salme dei soldati morti in battaglia. «Putin non sta vincendo la guerra — scrive ancora Zelensky — ho illustrato al presidente Trump i fatti e ciò che sta realmente accadendo sul campo».

Gli ucraini, dunque, sono tuttora convinti di poter difendere il territorio. Ma servono con urgenza mezzi militari. In particolare i missili per la contraerea. Zelensky ha chiarito che non chiede regali: «Siamo pronti a comprarli». Il presidente Usa ha risposto che il Pentagono non è per ora in condizione di inviare altri missili Patriot a Kiev: «ne abbiamo dati molti a Israele e ci vorrà del tempo per fabbricarne altri». In ogni caso le industrie americane e ucraine collaboreranno per la costruzione di droni sempre più sofisticati.

Zelensky, comunque, ha messo a segno due punti positivi. Primo: l’intelligence americana ha ripreso a fornire agli ucraini informazioni complete sui movimenti delle forze armate russe. Secondo: nel 2025 il deficit dello Stato ucraino ammonterà a 38 miliardi di dollari; il Tesoro Usa si è impegnato a versare circa la metà dei fondi mancanti, circa 16 miliardi, quindi. Per il prossimo anno si vedrà: il ministero delle Finanze di Kiev prevede un ammanco di circa 20 miliardi.

Dopo aver visto il numero uno americano, Zelensky si è incontrato con Giorgia Meloni, Emmanuel Macron, il cancelliere tedesco Friedrich Merz, il premier britannico Kier Starmer, quello polacco, Donald Tusk. Insieme hanno fatto il punto sul flusso di aiuti militari e su come rafforzare le sanzioni contro Mosca. Tema al centro del Consiglio europeo in programma oggi. Nei primi sei mesi del 2025 gli europei, più il Canada, hanno già trasferito circa 35 miliardi di euro a Kiev. Lo scorso anno le risorse ammontarono a 50 miliardi. I Paesi Nato potranno conteggiare anche il valore delle armi consegnate agli ucraini per raggiungere l’obiettivo di spesa per la difesa, che dovrà essere pari al 5% sul Prodotto interno lordo.

(ANSA) – PECHINO, 26 GIU – Il conflitto tra Israele e Iran spinge la Cina a riconsiderare il progetto Power of Siberia 2 sui timori dell’affidabilità del petrolio e del gas provenienti dal Medio Oriente. Lo riporta il Wall Street Journal, in base a fonti vicine al potere decisionale di Pechino.

Power of Siberia 2 è stato al centro di disaccordi sui prezzi e sui termini di proprietà, nonché delle preoccupazioni mandarine riguardo all’eccessiva dipendenza dalla Russia per le sue forniture energetiche.

Tuttavia la guerra in Medio Oriente ha dato a Pechino motivo di rivedere le sue valutazioni, hanno affermato le fonti, nonostante un fragile cessate il fuoco tra Israele e Iran. La Cina importa circa il 30% del suo gas sotto forma di gnl da Qatar ed Emirati Arabi Uniti attraverso lo Stretto di Hormuz, strozzatura marittima che l’Iran ha minacciato di chiudere.

Le raffinerie indipendenti cinesi, note come ‘teiere’, negli ultimi anni si sono impossessate del greggio iraniano a basso costo. Oltre il 90% delle esportazioni di petrolio iraniano va in Cina, nelle stime degli analisti, a dispetto delle sanzioni imposte dagli Usa per impedire a Teheran di vendere il suo greggio all’estero.

Martedì il presidente americano Donald Trump ha fatto un insolito riconoscimento dell’import cinese di petrolio iraniano, dopo aver annunciato un cessate il fuoco tra Israele e Iran. “La Cina può ora continuare ad acquistare petrolio dall’Iran. Speriamo che ne acquisti in abbondanza anche dagli Stati Uniti”, ha scritto il tycoon in un post sui social dalla portata sibillina.

I colloqui tra Russia e Cina su Power of Siberia 2, il raddoppio di Power of Siberia, si trascinano da anni. Una delle ragioni addotte da Pechino è che limita l’importazione di petrolio e gas da un singolo Paese al 20%.

“La volatilità e l’imprevedibilità della situazione militare hanno dimostrato alla leadership cinese che un approvvigionamento stabile tramite oleodotti terrestri offre vantaggi geopolitici – ha notato Alexander Gabuev, direttore del Carnegie Russia Eurasia Center ed esperto di relazioni Cina-Russia -. La Russia potrebbe trarne beneficio”.

GABBARD, PER L’INTELLIGENCE I SITI IRANIANI SONO STATI DISTRUTTI

(ANSA) – NEW YORK, 25 GIU – “Nuove informazioni di intelligence confermano quanto detto più volte dal presidente Donald Trump: i siti nucleari iraniani sono stati distrutti. Se gli iraniani decideranno di ricostruirli avranno bisogno di anni”. Lo afferma la direttrice della intelligence Tulsi Gabbard su X. Gabbard è finita nei giorni scorsi nel mirino di Trump per aver detto, durante l’audizione per la sua conferma, che l’Iran non stava costruendo un’arma nucleare.

CIA, ABBIAMO PROVE CHE I SITI NUCLEARI IRAN SONO DEVASTATI

(ANSA) – WASHINGTON, 25 GIU –“Abbiamo raccolto prove che indicano che i siti nucleari dell’Iran sono stati devastati e ci vorranno anni per ricostruirli”. Lo ha detto il direttore della Cia John Ratcliffe che era presente nella Situation Room con Donald Trump al momento dell’attacco. “Abbiamo nuove informazioni provenienti da una fonte storicamente affidabile e accurata secondo cui diversi importanti impianti nucleari iraniani sono stati distrutti e dovranno essere ricostruiti nel corso degli anni”, ha affermato Ratcliffe in una nota.

(AGI) – L’euro continua a guadagnare terreno nei confronti del dollaro superando quota 1,17 e raggiungendo un nuovo massimo dal 2021, sostenuto da una generale debolezza del dollaro.

Il cessate il fuoco tra Iran e Israele sta tenendo, e favorisce il sentimento di rischio, mentre le preoccupazioni sull’indipendenza della Federal Reserve sono emerse dopo le notizie secondo cui il presidente Trump starebbe valutando una nomina anticipata del prossimo presidente della Fed, mettendo sotto pressione il biglietto verde.

Parallelamente, la decisione della Nato di aumentare la spesa per la difesa dal 2% al 5% del Pil entro il 2035 ha suscitato l’aspettativa che i Paesi, in particolare la Germania, aumentino i prestiti per raggiungere questi obiettivi. La moneta unica passa di mano a 1,1729 dollari (+0,60%) ma arretra a 168,67 yen (-0,39%). Il biglietto verde perde terreno anche nei confronti della divisa giapponese a 143,82 (-0,98%).

(ANSA) – “Un importante messaggio televisivo dell’imam Khamenei sarà pubblicato presto”. Lo si legge in un post su X sull’account attribuito alla Guida Suprema iraniana.

(ANSA) – Mistero sulla sorte di Ali Khamenei. Il silenzio e l’assenza dell’ayatollah dalla scena pubblica, che oramai dura da oltre una settimana, sta creando allarme in Iran, sia nel mondo politico che nell’opinione pubblica.

“La gente è molto preoccupata per il leader supremo”, ha ammesso un conduttore televisivo sulla tv di Stato iraniana, come riporta il New York Times, “dall’elite politica alle persone in strada. Potete dirci dov’é?”, ha chiesto a un alto funzionario che non ha risposto.

Secondo Hamzeh Safavi, analista politico e figlio del generale Yahya Safavi, comandante del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica e principale consigliere militare di Khamenei, la Guida Suprema sarebbe ancora nascosta perché “Israele potrebbe ancora tentare di ucciderlo, anche durante un cessate il fuoco”.

Quindi, ha detto, si stanno applicando protocolli di sicurezza estremi, inclusi contatti limitati con il mondo esterno. Safavi si è però detto “certo che Khamenei sta governando il Paese e prendendo decisioni a distanza”.

KHAMENEI, MA CHE GUERRA HAI VISTO? – DOPO AVERE PASSATO 12 GIORNI NEL BUNKER PER SFUGGIRE AI MISSILI ISRAELIANI, L’AYATOLLAH DIFFONDE UN VIDEO REGISTRATO, PIENO DI DELIRANTI PROCLAMI. RIVENDICA “LA VITTORIA SUL REGIME ISRAELIANO, QUASI CROLLATO E SCHIACCIATO SOTTO I COLPI DELLA REPUBBLICA ISLAMICA”. E SOSTIENE DI AVERE RIFILATO “UN DURO SCHIAFFO IN FACCIA ALL’AMERICA, CHE NON HA OTTENUTO NULLA DA QUESTO CONFLITTO…”

TV IRAN TRASMETTE PRIMO VIDEO KHAMENEI DA CESSATE IL FUOCO

(ANSA-AFP) – TEHERAN, 26 GIU – La televisione iraniana trasmette la prima dichiarazione video della Guida Suprema iraniana Ali Khamenei dal cessate il fuoco con Israele.

Khamenei in messaggio scritto, ‘dato uno schiaffo a Usa’

(ANSA) – ISTANBUL, 26 GIU – “Le seconde congratulazioni sono per la vittoria del nostro caro Iran sul regime americano. Il regime americano è entrato in guerra aperta perché sentiva che, se non l’avesse fatto, il regime sionista sarebbe stato completamente distrutto. Tuttavia, non ha ottenuto nulla da questa guerra.

Anche in questo caso, la Repubblica Islamica è uscita vittoriosa e, in cambio, ha dato un duro schiaffo in faccia all’America”, ha affermato la Guida suprema della Repubblica islamica, Ali Khamenei, in un comunicato scritto pubblicato dall’agenzia Iran e su X.

KHAMENEI, ‘ISRAELE SCHIACCIATO, ABBIAMO VINTO’

(ANSA) – ISTANBUL, 26 GIU – “Ritengo necessario porgere alcune congratulazioni alla grande nazione iraniana, innanzitutto, congratulazioni per la vittoria sul regime israeliano. Nonostante tutto quel clamore, nonostante tutte quelle affermazioni, il regime israeliano, sotto i colpi della Repubblica Islamica, è quasi crollato ed è stato schiacciato”. Lo ha affermato Ali Khamenei, la Guida suprema della Repubblica islamica, in un messaggio riportato dall’agenzia Isna.

IRAN, KHAMENEI: ATTACCHI USA A SITI NUCLEARI DEL TUTTO IRRILEVANTI
(GEA/AFP)
 – Gli attacchi Usa ai siti nucleari iraniani sono stati “del tutto irrilevanti”. Lo ha detto la Guida suprema dell’Iran, l’Ayatollah Khamenei, in un messaggio alla nazione.

KHAMENEI: USA IN GUERRA SENZA OTTENERE NULLA, IRAN HA VINTO

 (askanews) – La Guida suprema iraniana, l’ayatollah  Ali Khamenei, ha rivolto oggi le sue “congratulazioni” all’Iran  per “la vittoria” ottenuta “sul regime americano”.”Il regime americano è entrato direttamente in guerra perché  riteneva che, se non fosse entrato, il regime sionista sarebbe  stato completamente distrutto.

Tuttavia, non ha ottenuto nulla da  questa guerra. Anche in questo caso la Repubblica Islamica ha  vinto, assestando di rimando un duro schiaffo all’America”, ha  detto Khamenei in un messaggio alla nazione, il primo dopo la  fine del conflitto con Israele.

IRAN: AIEA,CENTRIFUGHE FORDOW NON PIU’ OPERATIVE DOPO RAID USA

(AGI) – Le centrifughe di Fordow, uno dei piu’ importanti impianti di arricchimento nucleare dell’Iran, “non sono piu’ operative” a seguito degli attacchi statunitensi. Lo dice Rafael Grossi, direttore generale dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica.

“Sulla base delle immagini satellitari, possiamo trarre conclusioni abbastanza precise sulle conseguenze del bombardamento”, ha dichiarato il numero uno dell’Aiea all’emittente radiofonica francese Radio France Internationale.

“Data la potenza di queste bombe e le caratteristiche tecniche delle centrifughe, sappiamo che non sono piu’ operative, semplicemente a causa delle vibrazioni, che causano danni fisici considerevoli e significativi”, ha affermato Grossi.

“Conosco molto bene l’impianto, e’ una rete di tunnel con diversi tipi di attivita’”, ha detto Grossi. “Quello che abbiamo visto nelle immagini corrisponde piu’ o meno alla sala di arricchimento, e’ quella che e’ stata colpita”.

IRAN: DIRETTRICE INTELLIGENCE USA, SITI NUCLEARI SONO STATI DISTRUTTI

(Agenzia_Nova) – La direttrice per l’intelligence nazionale statunitense, Tulsi Gabbard, ha ribadito che i siti nucleari iraniani di Fordow, Natanz e Isfahan sono stati “distrutti” a seguito dei bombardamenti effettuati dagli Usa nel fine settimana.

In un messaggio pubblicato sui social, la direttrice ha scritto che “nuove informazioni di intelligence confermano quanto detto piu’ volte dal presidente Donald Trump: i siti nucleari iraniani sono stati distrutti”.

Il post arriva dopo che i principali organi di stampa statunitensi hanno pubblicato un rapporto preliminare preparato dall’Agenzia per l’intelligence della difesa (Dia) dopo gli attacchi, nel quale si afferma che i bombardamenti degli Usa avrebbero rallentato “solo di alcuni mesi” il programma nucleare di Teheran, senza riuscire a distruggere le strutture sotterranee per l’arricchimento dell’uranio.

L’immigrazione non cala in Gb, il Sun dà la colpa a Putin

(ANSA) – Il flusso migratorio verso il Regno Unito stenta a calare, a dispetto di anni di promesse su una stretta post Brexit ai confini sbandierate a suo tempo dai governi conservatori e riproposte ora dal premier laburista moderato Keir Starmer, e il Sun ha un nemico esterno da additare come colpevole: Vladimir Putin, denunciato quanto meno nei panni di sospetto corresponsabile del fenomeno.

Il tabloid della destra populista britannica, di proprietà di Rupert Murdoch, lancia la sua accusa in prima pagina, “in esclusiva”.

E si richiama ai sospetti di fonti anonime interne agli apparati di sicurezza dell’isola: sospetti che vanno ad aggiungersi alle accuse ricorrenti sui mancati controlli della Francia, Paese alleato da dove parte il grosso delle ‘piccole imbarcazioni’ di scafisti nell’ultima tappa delle traversate della Manica verso l’Inghilterra.

Il titolo si regge sul solito gioco di parole: “From Russia with shove”, a ricordare il “From Russia with love” di uno dei film più noti della saga di James Bond, l’agente 007.

Mentre nel testo si avanza la tesi che Mosca, direttamente o indirettamente, lavori sotto traccia per favorire il flusso migratorio clandestino verso Paesi sgraditi al Cremlino rendendo disponibili ai trafficanti documenti falsi, trasporti e persino scorte su alcune rotte: con l’obiettivo di mettere sotto pressione “le difese di confine” e di “seminare le divisioni” nelle società delle nazioni ‘nemiche’.

Il Sun cita in particolare un misterioso “alto funzionario della sicurezza” che peraltro si esprime in modo più vago, imputando genericamente a “Stati ostili e attori maligni di usare l’immigrazione illegale per testare le difese di frontiera, causare perturbazioni e destabilizzare Paesi come la Gran Bretagna”. Non senza aggiungere che è per questo che “la Nato sta ora mettendo la questione dei confini al centro della difesa collettiva”.

TRUMP, L’IRAN NON HA SPOSTATO IL NUCLEARE DAI SITI

(ANSA) – WASHINGTON, 26 GIU – “L’Iran non ha spostato il nucleare dai siti” prima dell’attacco degli Stati Uniti. Lo dice Donald Trump. “Nulla è stato portato fuori dalla struttura. Ci vorrebbe troppo tempo, sarebbe troppo pericoloso, molto pesante e difficile da spostare!”, ha scritto Trump in un post sul Truth riferendosi al sito Fordow colpito dai bombardieri americani B-2.

Trump ha affermato che le foto satellitari di un gran numero di camion fuori dal sito prima del raid statunitense mostravano solo squadre che cercavano di proteggere Fordow con del cemento “per coprire la parte superiore dei pozzi”.

IRAN: FT, URANIO ARRICCHITO SPOSTATO DA FORDOW PRIMA DEI RAID USA

Londra, 26 giu. (Adnkronos) – Le valutazioni preliminari di intelligence fornite ai governi europei indicano che le riserve di uranio dell’Iran arricchito ad alti livelli rimangono sostanzialmente intatte dopo gli attacchi statunitensi ai suoi principali siti nucleari. Lo hanno riferito due funzionari al Financial Times, sottolineando che per l’intelligence i 408 chilogrammi di uranio arricchito al 60%, prossimo al livello per uso militare, non fossero concentrati nel sito di Fordow al momento dell’attacco americano dello scorso fine settimana. 

Le fonti hanno precisato che i governi dell’Ue sono ancora in attesa di un rapporto di intelligence completo sugli effetti dei raid sull’impianto di Fordow, che è stato costruito in profondità sotto una montagna vicino alla città santa di Qom. Un rapporto iniziale indicava “danni estesi, ma non una completa distruzione strutturale”. Funzionari iraniani hanno ipotizzato che le scorte di uranio siano state spostate prima del bombardamento dell’impianto. 

Queste valutazioni mettono in discussione quanto sostenuto dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, secondo cui il bombardamento con le Moab condotto nella notte tra sabato e domenica scorsi ha “annientato” il programma nucleare iraniano.

GENERALE USA, SOLO 44 SOLDATI LASCIATI A DIFESA DI BASE IN QATAR

(ANSA) – WASHINGTON, 26 GIU – La grande maggioranza del personale militare e civile, 10mila persone, della base americana di Al Udeid, in Qatar, era stato evacuato prima dell’attacco dell’Iran. Lo ha detto il capo degli Stati Maggiori Riuniti, il generale Dan Caine, in una conferenza stampa al Pentagono. Solo 44 soldati sono rimasti per difendere l’intera base, ha aggiunto precisando che il più “vecchio era un capitano di 28 anni e il più giovane un soldato semplice di 21”.

GENERALE USA, L’ATTACCO IN IRAN CULMINE DI 15 ANNI DI LAVORO

(ANSA) – WASHINGTON, 26 GIU – L’operazione ‘Midnight Hammer’ contro l’Iran è stata il “culmine” di 15 anni di lavoro. Lo ha il capo di stato maggiore americano, il generale Dan Caine, sottolineando che le bombe utilizzate, le potentissime ‘bunker-buster bombs’, sono state “progettate” per colpire il sito nucleare di Fordow.

GENERALE USA SVIA LA DOMANDA SUI DANNI AI SITI NUCLEARI

(ANSA) – WASHINGTON, 26 GIU – Il Capo degli stati maggiori riuniti, il generale Dan Caine, non ha mai risposto alle domande sui danni effettivi ai siti nucleari iraniani durante una conferenza stampa al Pentagono sugli attacchi Usa. Caine si è limitato a dire che l’esercito non effettua una “valutazione dei danni in battaglia” e lascia questo compito all’intelligence. Anche il segretario alla Difesa Pete Hegseth ha insistito che questo è il compito della Cia.

HEGSETH ATTACCA I MEDIA, ‘L’ODIO PER TRUMP È NEL VOSTRO DNA’

(ANSA) –  “L’odio per Trump è nel vostro Dna”. Lo ha detto il segretario alla Difesa americana, Pete Hegseth, in una conferenza stampa attaccando duramente i media.

Il capo del Pentagono ha accusato Cnn e Nyt di avere un “piano” contro il presidente “per far sembrare che l’attacco americano alle strutture nucleari iraniane non avesse causato danni ingenti”.

Il rapporto filtrato, ha attaccato Hegseth, “era preliminare e comunque parlava di attacchi devastanti”.

TRUMP, ‘CNN E NYT CACCERANNO REPORTER DELLE FAKE SU IRAN’

(ANSA) – “Si vocifera che il New York Times e la Cnn, in fallimento, licenzieranno i giornalisti che hanno inventato storie false sui siti nucleari dell’Iran perché sono così sbagliate. Vediamo cosa succede”. Lo afferma Donald Trump sul suo social Truth.

(LaPresse) – La Corte Suprema ha stabilito che gli Stati possono tagliare i finanziamenti Medicaid a Planned Parenthood, il più grande fornitore di servizi per l’aborto degli Stati Uniti. Si tratta di una vittoria per i Repubblicani, che premono per il taglio dei fondi all’organizzazione.

Il caso riguarda il finanziamento di altri servizi sanitari forniti da Planned Parenthood in Carolina del Sud, ma la sentenza potrebbe avere implicazioni più ampie per i pazienti Medicaid. La Carolina del Sud ha sostenuto che nessun finanziamento pubblico dovrebbe essere destinato all’importante fornitore di servizi per l’aborto, anche se quei soldi non sono destinati alle interruzioni di gravidanza.

Planned Parenthood ha sostenuto che i pazienti si rivolgono all’organizzazione per servizi come contraccezione e screening oncologici, in parte perché può essere difficile trovare un medico che accetti l’assicurazione finanziata con fondi pubblici. 

(Adnkronos) – E’ fuga dai Treasury bond a 30 anni per i timori dell’alto debito Usa che offusca l’attrattività di uno dei mercati più importanti del mondo. come mai era avvenuto dai tempi del Covid.

Secondo un articolo del Financial Times, gli investitori stanno abbandonando i fondi obbligazionari statunitensi a lungo termine al ritmo più rapido dalla fase peggiore del Covid-19 di cinque anni fa per i timori legati all’alto debito americano.

I deflussi netti dai fondi obbligazionari statunitensi a lunga scadenza che comprendono il debito pubblico e societario hanno raggiunto quasi 11 miliardi di dollari nel secondo trimestre, secondo i calcoli del Financial Times basati sui dati dell’Epfr.

Un esodo quello del secondo trimestre che risulta il più consistente dopo le gravi turbolenze dai tempi della pandemia e che segna un forte cambiamento rispetto alla media degli afflussi dei 12 trimestri precedenti, pari a circa 20 miliardi di dollari, scrive FT.

Questa dipartita “è sintomo di un problema molto più grande. C’è molta preoccupazione a livello nazionale e da parte della comunità degli investitori stranieri riguardo al possesso della parte lunga della curva dei Treasury”, sottolinea su FT Bill Campbel, analista di DoubleLine.

A pesare sarebbe il Piano fiscale del presidente Donald Trump, attualmente all’esame del Congresso, che – secondo gli analisti indipendenti – aggiungerà trilioni di dollari al debito statunitense nel prossimo decennio.

Il deflusso “riflette le preoccupazioni sulle prospettive di sostenibilità fiscale a lungo termine”, osserva Lotfi Karoui, chief credit strategist di Goldman Sachs. Per contro il denaro ha continuato a riversarsi nei fondi che detengono obbligazioni statunitensi con scadenza a breve termine, con oltre 39 miliardi di dollari che si sono riversati nelle strategie a breve scadenza in questo trimestre, secondo i dati dell’Epfr.

Gli investitori potrebbero optare per una maggiore diversificazione internazionale delle loro partecipazioni obbligazionarie ma “non pensiamo che sia la fine del mercato dei Treasury e del ruolo dei Treasury come investimento principale nei portafogli globali a reddito fisso”, segnala Andrzej Skiba, responsabile del BlueBay US fixed income di Rbc global asset management, osservando che anche se non c’è “un terremoto in arrivo, potremmo vedere delle scosse”

CASA BIANCA INSISTE, IRAN A SETTIMANE DALLA BOMBA ATOMICA

(ANSA) – “L’Iran era a poche settimane dal fabbricare la bomba atomica”. Lo ha ribadito la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, sottolineando che “il mondo è più sicuro grazie ai raid degli Usa”.

USA: CASA BIANCA, LEAK RAPPORTO INTELLIGENCE SU IRAN E’ ILLEGALE, FBI STA INDAGANDO

 (Agenzia_Nova) – La condivisione con i principali organi di stampa statunitensi di un rapporto preliminare classificato preparato dall’Agenzia per l’intelligence della difesa (Dia) sugli attacchi Usa contro i siti nucleari iraniani, in cui si afferma che i raid hanno rallentato “solo di qualche mese” il programma nucleare di Teheran, e’ “un atto illegale”. Lo ha detto la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, durante un briefing con la stampa. “Il Federal Bureau of Investigation (Fbi) sta indagando”, ha aggiunto.

IRAN: CASA BIANCA, INTELLIGENCE CONFERMA ANNIENTAMENTO SITI

 (AGI) – New York, 26 giu. – La Casa Bianca ha ribadito che l’intelligence americana ha confermato il “totale annientamento” dei siti nucleari dopo il raid americano dello scorso weekend. Il messaggio arriva in risposta alle rivelazioni dei media che avevano parlato di dubbi nell’intelligence sulla riuscita completa dell’operazione.

IRAN: CASA BIANCA FRENA SU NEGOZIATI CON TEHERAN DA SETTIMANA PROSSIMA

(Adnkronos) – La Casa Bianca frena sulle tempistiche dei colloqui tra Stati Uniti e IRAN annunciati da Donald Trump, previsti per la prossima settimana.

In conferenza stampa, la portavoce Karoline Leavitt ha chiarito che “al momento non c’è nulla in agenda”, ma ha sottolineato che l’inviato per il Medio Oriente Steve Witkoff è in “stretto contatto” con Teheran grazie alla mediazione del Qatar, definito da Leavitt un “alleato e partner straordinario” degli Stati Uniti.

Alla domanda su eventuali ritardi nell’organizzazione del vertice, Leavitt ha invitato alla calma: “Abbiamo appena effettuato un attacco sabato notte. Il presidente ha ottenuto un cessate il fuoco. È successo molto nell’ultima settimana, ci arriveremo”. 

IRAN: PUTIN, ‘CONFLITTO CON ISRAELE E’ UN RICORDO DEL PASSATO’

(Adnkronos) – “La situazione in Medio Oriente ora si sta calmando e anche il conflitto tra Israele e IRAN, grazie a Dio, possiamo considerarlo un ricordo del passato”.

Lo ha dichiarato a Minsk il presidente russo, Vladimir Putin, nel suo intervento al Forum economico eurasiatico, stando a quanto riferito dall’agenzia di stampa Ria Novosti. “Ciò significa che sarà possibile sviluppare relazioni con tutti i Paesi della regione”, ha aggiunto Putin.

IRAN: MEDIA,KHAMENEI NON E’ STATO COINVOLTO NEL CESSATE IL FUOCO

 (AGI) – Roma, 26 giu. – L’Ayatollah Ali Khamenei non e’ stato coinvolto nel processo decisionale relativo al cessate il fuoco con Israele. Lo ha riferito il sito web vicino all’opposizione iraniana Iran International.

NETANYAHU,VITTORIA OPPORTUNITÀ STORICA PER ACCORDI DI PACE

(ANSA)  -“Il Signore darà forza al suo popolo, il Signore benedirà il suo popolo con la pace. Abbiamo combattuto con forza contro l’Iran, e abbiamo ottenuto una grande vittoria. Questa vittoria apre un’opportunità storica per un’espansione significativa degli accordi di pace”.

Lo dice il premier israeliano Benyamin Netanyahu in un video in ebraico appena pubblicato. “Stiamo lavorando con impegno su questo fronte. Accanto alla liberazione dei nostri ostaggi e alla sconfitta di Hamas, si apre una finestra di opportunità che non possiamo permetterci di perdere. Non possiamo sprecare nemmeno un solo giorno”, aggiunge.

IRAN: CASA BIANCA, KHAMENEI STA CERCANDO DI “SALVARE LA FACCIA”

(AGI/AFP) – Washington, 26 giu. – La Casa Bianca ha accusato l’ayatollah Ali Khamenei di cercare di “salvare la faccia”. A seguito della prima apparizione di Khamenei dopo gli attacchi israeliani in cui la guida suprema ha minimizzato l’impatto degli attacchi statunitensi sul programma nucleare di Teheran, la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt in un briefing con i giornalisti, ha affermato: “Abbiamo visto il video dell’Ayatollah, e quando hai un regime totalitario, devi salvare la faccia”.