“LA CIA SI È TRASFORMATA IN UNO ZIMBELLO INTERNAZIONALE” – LA CINA ACCUSA I SERVIZI SEGRETI AMERICANI DI AVERE COMPIUTO UN “ASSURDO” TENTATIVO DI RECLUTARE SUOI CITTADINI TRAMITE DUE VIDEO DIFFUSI SUI SOCIAL LO SCORSO MAGGIO – PER PECHINO, LA PUBBLICAZIONE SU X DI “ANNUNCI DI LAVORO” DA PARTE DELLA CIA È STATO “UNO STRATAGEMMA AMATORIALE” PER CONVINCERE LE PERSONE A FARE LA SPIA PER GLI AMERICANI: “QUESTO METTE A NUDO LA LOGICA ASSURDA E LA PARANOIA DEI DELIRI DELLE AGENZIE DI INTELLIGENCE AMERICANE…”

(ANSA) – La Cina ha accusato l’intelligence americana, la Central Intelligence Agency (Cia), di aver compiuto un “assurdo” tentativo di reclutare suoi cittadini tramite i video diffusi sui social media. Il ministero della Sicurezza di Stato ha affermato che la pubblicazione su X di quelli ritenuti essere annunci di lavoro andavano valutati come uno “stratagemma amatoriale” per convincere le persone a fare la spia per gli americani.

“Questi due annunci di lavoro meticolosamente elaborati, pieni di goffa retorica e affermazioni diffamatorie, mettono a nudo la logica assurda e la paranoia dei deliri delle agenzie di intelligence americane”, ha affermato il ministero in una nota pubblicata sul suo account WeChat.

“Ancora una volta, l’autoproclamata ‘massima potenza di intelligence al mondo’ si è trasformata in uno zimbello internazionale a causa della sua sconcertante incompetenza”, ha aggiunto.

Il direttore della Cia John Ratcliffe ha chiarito che i video pubblicati a maggio, che imploravano la condivisione di segreti di Stato, miravano a “reclutare funzionari cinesi per aiutare gli Stati Uniti”. All’epoca, Pechino ha condannato i post definendoli “una palese provocazione politica”.

Oggi, tuttavia, il ministero ha promesso di “proteggere con determinazione gli interessi strategici e i segreti fondamentali della nazione”, avvertendo la Cia che “qualsiasi tentativo di incitare al tradimento nel popolo cinese è destinato a fallire e qualsiasi complotto per infiltrarsi in Cina a scopo di intelligence si rivelerà vano”.

Il tema, come prevedibile, è diventato virale su Weibo, l’X cinese, tra ironia e incredulità. Pechino e Washington hanno iniziato da tempo a scambiarsi accuse incrociate di spionaggio. Ad aprile, ad esempio, i funzionari della sicurezza di Pechino hanno segnalato la regia di tre “agenti segreti” americani negli attacchi informatici rlevati durante i Giochi asiatici invernali di febbraio 2025 nella città di Harbin. 

Keir Starmer

(ANSA-AFP) – LONDRA, 24 GIU – Il Regno Unito ripristinerà il deterrente nucleare aereo all’interno della Nato, integrando l’attuale deterrente basato su sottomarini, con l’acquisto di 12 jet F-35 in grado di trasportare testate nucleari. Lo ha annunciato Downing Street in un comunicato.

Il primo ministro britannico Keir Starmer annuncerà domani al vertice dell’Aja questo acquisto, descritto come “il più grande rafforzamento della posizione nucleare del Regno Unito da una generazione”, che gli consentirà di aumentare il suo contributo alla missione di deterrenza dell’Alleanza.

NYT, PER 007 USA IRAN HA TRASFERITO URANIO IN SITI SEGRETI

(ANSA) – I bombardamenti americani sui siti nucleari iraniani non hanno causato il crollo degli edifici sotterranei ma hanno bloccato gli ingressi di due delle strutture.

Lo riporta il New York Times citando le valutazioni preliminari dell’intelligence americana, secondo le quali le scorte di uranio arricchito dell’Iran sono state spostate, prima dell’attacco, in siti segreti.

Le indiscrezioni confermano quelle di Cnn sul fatto che il programma nucleare iraniano è stato ritardato di qualche mese. Le valutazioni preliminari, osserva il Nyt,sembrano suggerire che le dichiarazioni di Donald Trump sulla distruzione totale dei siti sia esagerata. 

Il rapporto della Defense Intelligence Agency, riporta il New York Times, indica che i siti nucleari colpiti non sono stati danneggiati quanto alcuni funzionari dell’amministrazione avevano sperato e che l’Iran mantiene il controllo di quasi tutto il suo materiale nucleare.

Questo significa che se Teheran decide di costruire un’arma nucleare potrebbe essere ancora in grado di farlo in tempi relativamente brevi. Gli attacchi hanno gravemente danneggiato il sistema elettrico di Fordow e non è chiaro quanto ci vorrà all’Iran per accedere agli edifici sotterranei e poi riparare gli impianti elettrici e reinstallare le apparecchiature che erano state spostate. (ANSA).

CNN, RAID USA HANNO RITARDATO NUCLEARE IRAN SOLO DI MESI

(ANSA) –  I raid Usa contro tre impianti nucleari iraniani lo scorso fine settimana non hanno distrutto i componenti principali del programma nucleare iraniano e probabilmente ne hanno solo ritardato l’avvio di mesi: lo riferisce in esclusiva la Cnn in base ad una prima valutazione dell’intelligence americana descritta da tre persone informate in merito.

La valutazione è stata prodotta dalla Defense Intelligence Agency (Dia), il braccio operativo dell’intelligence del Pentagono. Si basa su una valutazione dei danni di battaglia condotta dal Comando Centrale degli Stati Uniti in seguito agli attacchi statunitensi, ha affermato una delle fonti.

L’analisi dei danni ai siti e dell’impatto degli attacchi sulle ambizioni nucleari dell’Iran è in corso e potrebbe cambiare con l’aumentare delle informazioni di intelligence disponibili.

Tuttavia, i primi risultati sono in contrasto con le ripetute affermazioni del presidente Donald Trump secondo cui gli attacchi hanno “completamente e totalmente annientato” gli impianti di arricchimento nucleare iraniani. Due delle persone a conoscenza della valutazione hanno affermato che le scorte di uranio arricchito dell’Iran non sono state distrutte. Una di queste ha affermato che le centrifughe sono in gran parte “intatte”. “Quindi la valutazione (della Dia) è che gli Stati Uniti hanno ritardato i loro lavori di circa qualche mese, al massimo”, ha aggiunto questa fonte.

WITKOFF, QUASI IMPOSSIBILE PER IRAN RILANCIO PROGRAMMA NUCLEARE

(ANSA) – Steve Witkoff, l’inviato speciale del presidente americano Donald Trump, respinge le indiscrezioni dei media sui danni causati dai bombardamenti americani in Iran, che avrebbero ritardato il programma nucleare di Teheran di qualche mese.

In un’intervista a Fox, Witkoff afferma che “le informazioni che suggeriscono che non abbiano raggiunto il nostro obiettivo sono false”. L’inviato di Trump ha quindi spiegato che è “quasi impossibile” per l’Iran rilanciare sul programma nei prossimi anni. (ANSA).

Trump: “Siti nucleari completamente distrutti, le notizie contrarie sono fake news”

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha criticato le “fake news della Cnn” e il “fallimentare New York Times“, accusando – in un post su Truth Social – le testate giornalistiche di tentare di “sminuire uno degli attacchi militari di maggior successo della storia”. Sia il New York Times che la Cnn avevano riferito, citando funzionari anonimi dell’intelligence statunitense, che gli attacchi americani contro l’Iran hanno solo fatto ritardare di mesi il programma nucleare della Repubblica islamica, anziché distruggerne completamente i siti.
Trump, tuttavia, ha insistito dicendo che “i siti nucleari in Iran sono completamente distrutti!” e ha aggiunto che entrambe le testate giornalistiche “sono state attaccate duramente dal pubblico!”. I suoi commenti sono in linea con le recenti affermazioni dell’inviato speciale degli Stati Uniti in Medio Oriente, Steve Witkoff, secondo cui l’impianto di arricchimento iraniano di Fordow è stato “distrutto” e che la missione di eliminare la capacità nucleare dell’Iran è stata portata a termine.
Intervenendo alla Fox News, Witkoff ha affermato che la distruzione della capacità di arricchimento nucleare dell’Iran era uno degli obiettivi principali della recente campagna militare statunitense, obiettivo che, a suo dire, è stato raggiunto. “Abbiamo piazzato 12 bombe bunker buster su Fordow. Non c’è dubbio che abbiano violato la copertura… e non c’è dubbio che i siti siano stati distrutte”, ha detto Witkoff, rispondendo direttamente ai resoconti giornalistici che suggeriscono che gli attacchi abbiano rallentato il programma nucleare iraniano solo di mesi.

ALLE ARMI! NEL SECONDO GIORNO DEL VERTICE NATO, IL SEGRETARIO MARK RUTTE AVVERTE CHE L’OBIETTIVO DEL 5% DEL PIL IN SPESE MILITARI NON È TRATTABILE: “I POLITICI DEVONO TROVARE I SOLDI, SONO CERTO CHE CI ARRIVEREMO. DATE LE MINACCE DEI RUSSI E LA SITUAZIONE DELLA SICUREZZA INTERNAZIONALE, NON C’È ALTERNATIVA” – RUTTE ALLISCIA IL CIUFFO A TRUMP, CHE IERI HA PUBBLICATO UN SUO MESSAGGIO PRIVATO OSSEQUIOSO (“L’EUROPA PAGHERÀ E SARÀ UNA TUA VITTORIA”): “NON È IMBARAZZANTE, NEL MIO MESSAGGIO ENUNCIAVO UN FATTO, NON SAREMMO DOVE SIAMO ORA SE TRUMP NON FOSSE STATO ELETTO NUOVAMENTE PRESIDENTE” – IL GROSSO PROBLEMA DI GIORGIA MELONI: TROVARE I MARGINI DI BILANCIO PER FINANZIARE L’AUMENTO DELLE SPESE MILITARI IMPOSTO DALL’AMICO DONALD

RUTTE, ‘DECISIONI DURE, POLITICI DOVRANNO TROVARE SOLDI’

(ANSA) – L’AJA, 25 GIU – “I politici devono prendere delle scelte (con bilanci in sofferenza), devono trovare i soldi e questo non è facile. Ma sono certo che ci arriveremo”. Lo ha detto il segretario generale della Nato Mark Rutte aprendo il secondo giorno del vertice, negando che il nodo della Spagna sarà un problema.

“I miei colleghi al tavolo delle trattative sono assolutamente convinti che, date le minacce dei russi e la situazione della sicurezza internazionale, non ci sia alternativa”.

RUTTE, ‘GLI USA SONO FEDELI ALL’ARTICOLO 5 DELLA NATO’

(ANSA) – L’AJA, 25 GIU – “È assolutamente chiaro che gli Stati Uniti sono totalmente impegnati nei confronti della Nato e dell’articolo 5. E sì, c’è anche un’aspettativa, che sarà soddisfatta oggi, ovvero che i canadesi e gli europei accelerino la loro spesa, assicurando non solo che siamo in grado di difenderci dai russi e da altri, ma anche di raggiungere la parità.

Ed è giusto che spendiamo quanto spendono gli Stati Uniti”. Lo ha detto il segretario generale della Nato Mark Rutte aprendo il secondo giorno del vertice.

RUTTE, ‘NESSUN IMBARAZZO PER IL MIO MESSAGGIO POSTATO DA TRUMP’

(ANSA) – L’AJA, 25 GIU – “Non è imbarazzante, nel mio messaggio enunciavo un fatto, non saremmo dove siamo ora se Donald Trump non fosse stato eletto nuovamente presidente”. Lo ha detto il segretario generale della Nato Mark Rutte, aprendo il secondo giorno del vertice, a proposito del messaggio postato su Truth da Trump. “Non ho problemi che l’abbia pubblicato”, ha aggiunto.

Armi, l’Europa si inchina a Donald Trump: le spese militari salgono al 5% del Pil

La Nato verso l’accordo: “La Russia è una minaccia”. E Donald pubblica un messaggio ossequioso di Rutte: “Straordinario, solo tu”

L’Europa pagherà il suo contributo in modo consistente, come è giusto che sia, e sarà una tua vittoria. Non è stato facile, ma siamo riusciti a far sì che tutti si impegnino a raggiungere il 5%». Nel messaggio privato che il segretario generale della Nato Mark Rutte ha inviato a Donald Trump, e che il presidente americano ha immediatamente reso pubblico, sono racchiusi almeno tre elementi che ben descrivono il senso del vertice dell’Alleanza atlantica, iniziato formalmente ieri sera all’Aja nel momento in cui il capo della Casa Bianca ha fatto il suo ingresso nel Palazzo Reale verso le 20.30. Un vertice che darà il “la” a uno storico piano di riarmo basato su due presupposti: la Russia è una minaccia per l’Europa e la protezione sin qui fornita dagli Stati Uniti non è più garantita, tanto che Trump ha fatto capire di voler mettere in discussione l’articolo 5 della Nato, quello che prevede la reciproca difesa in caso di attacco.

Al netto delle ironie circolate in ambienti diplomatici sull’atteggiamento «totalmente sdraiato» di Rutte nei confronti di Trump, il primo elemento-chiave nel suo messaggio è che l’Europa «pagherà il suo contributo come è giusto che sia»: detto da un leader europeo suona come un’ammissione del fatto che il Vecchio Continente ha sin qui goduto di un servizio di sicurezza senza versare la giusta quota.

Il secondo è che lo farà in modo «consistente» (Rutte ha usato la formula “BIG”, in maiuscolo), impegnandosi a portare le spese per la Difesa e la Sicurezza al 5% del Pil nel giro dei prossimi dieci anni. Il terzo aspetto è che «non è stato facile» farlo digerire a tutti: le resistenze si sono fatte sentire fino all’ultimo minuto e hanno costretto Rutte a giocare la partita negoziale ai tempi supplementari.

Il triplice fischio arriverà soltanto oggi e quindi la prudenza suggerisce di aspettare il via libera definitivo alla dichiarazione prima di decretare il risultato. Teoricamente resta il nodo della Spagna, con il premier Pedro Sanchez che ha cercato – e in qualche modo ottenuto – lo scontro mediatico prima con Rutte e poi con lo stesso Trump, utilissimo ai fini interni.

«C’è un problema con la Spagna che non è d’accordo, il che è molto ingiusto nei confronti degli altri alleati» ha avvertito il presidente Usa mentre attraversava l’Atlantico a bordo dell’Air Force One. È vero che il testo del comunicato conclusivo non è ancora chiuso al 100%, ma ieri sera l’ottimismo tra le delegazioni era palpabile. E lo stesso Rutte è convinto di aver trovato il giusto compromesso che permetterà di salvare la capra del 5% e al tempo stesso gli amarissimi cavoli del premier spagnolo.

Innanzitutto, perché il compromesso trovato con gli altri alleati contiene già una serie di flessibilità e di scappatoie che rendono più dolce la pillola del 5%. Non si tratta di un target netto: “solo” il 3,5% delle spese dovrà essere destinato alla Difesa in senso stretto, mentre il restante 1,5% servirà per finanziare quegli investimenti che hanno un impatto sulla sicurezza, lasciando ampi margini per la loro definizione. Inoltre, è stata rivista la data finale: alcuni Paesi premevano per fissare la scadenza al 2030, Rutte aveva proposto il 2032, ma alla fine si è deciso di stabilire il 2035. Non solo: è stata inserita una clausola che prevede una revisione dell’obiettivo nel 2029, vale a dire quando Trump non sarà più alla Casa Bianca.

Ma i contorni dell’accordo non sono stati ritenuti sufficienti da Sanchez, che ha chiesto a Rutte una lettera di chiarimenti. Il testo è un formidabile esercizio di creatività diplomatica da parte del segretario generale della Nato: contiene il giusto livello di ambiguità che serve al premier spagnolo per dire ai suoi elettori che Madrid potrà raggiungere gli obiettivi in termini di capacità pur senza arrivare al 5%, anche se in realtà questa è solo un’interpretazione, perché Rutte non lo ha scritto, ma ha soltanto parlato di «flessibilità» in merito al «percorso» e alle «risorse annuali». Nulla dice sull’obiettivo finale del 5% che – in base alla dichiarazione congiunta – dovrà essere raggiunto nel 2035.

La situazione stava sfuggendo di mano quando altri Paesi, come la Slovacchia e il Belgio, hanno iniziato a chiedere anche loro deroghe. Ma Rutte ha subito fermato tutti spiegando che non sono previste «esenzioni».

«L’Europa della Difesa si è finalmente svegliata» ha esultato Ursula von der Leyen, che da mesi prepara il terreno per consentire ai governi degli Stati membri di spendere di più. E il suo connazionale Friedrich Merz ha assicurato che «non lo stiamo facendo per compiacere Trump, ma perché agiamo sulla base delle nostre convinzioni» e per difendersi dalla Russia. Berlino raggiungerà il 5% già entro il 2029 e a margine del vertice Nato ha incassato i complimenti dell’ambasciatore americano Matthew Whitaner, che ha definito la Germania «motore del riarmo», capace di dare una spinta agli altri Paesi europei come «Francia, Regno Unito e Italia». Ma per il governo Meloni ora si tratta di affrontare un’altra partita, quella per trovare i margini di bilancio, che si giocherà tra Roma e Bruxelles.

OK PARLAMENTO IRANIANO A SOSPENDERE COOPERAZIONE CON AIEA 

(ANSA-AFP) – TEHERAN, 25 GIU – I legislatori iraniani hanno votato a favore della sospensione della cooperazione con l’Aiea, secondo quanto riportato dalla Tv di Stato.

“L’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica, che si è rifiutata di condannare anche solo marginalmente l’attacco agli impianti nucleari iraniani, ha messo a repentaglio la propria credibilità internazionale”, ha dichiarato il presidente del parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf, annunciando che “l’Organizzazione per l’Energia Atomica dell’Iran sospenderà la sua cooperazione con l’Aiea fino a quando la sicurezza degli impianti nucleari non sarà garantita”.

Israele, ‘presto per valutare danni ai siti nucleari Iran’ 

(ANSA-AFP) – L’esercito israeliano ha dichiarato che è “ancora presto” per valutare i danni causati ai siti nucleari iraniani. “È ancora presto per valutare i risultati dell’operazione”, ha dichiarato il portavoce militare israeliano Effie Defrin in conferenza stampa. Tuttavia, “credo che abbiamo inferto un colpo significativo al programma nucleare e posso anche dire che lo abbiamo ritardato di diversi anni”, ha sottolineato, dopo che i servizi segreti statunitensi avrebbero concluso – secondo quanto riportato da Cnn e Nyt – che gli attacchi americani hanno ritardato solo di qualche mese il programma nucleare iraniano.

Khamenei è ancora vivo e reclama la vittoria, il «worst case scenario» per la gente d’Iran e l’avvertimento degli Usa: «O tregua in 24 ore o ti veniamo a prendere»

Gli organi di propaganda della dittatura in prima linea per spiegare al popolo la «Guerra dei 12 giorni». Teheran: «Non possono estirpare l’industria nucleare»

L’avvertimento sarebbe arrivato ieri. L’intelligence americana avrebbe recapitato all’ayatollah Ali Khamenei un messaggio con le coordinate del suo nascondiglio. Gli avrebbero scritto: «O entro 24 ore accetti il cessate il fuoco, o ti veniamo a prendere». Lo racconta al Corriere una fonte interna al regime. 

L’ayatollah, che di mestiere deve salvarsi e salvare la sua Repubblica islamica, avrebbe accettato. Non aveva scelta, certo, «ma gli fa anche comodo prendere un po’ di respiro», racconta la fonte. Non importa come siano andate le cose, quale sia la verità. Importa come la si racconta. E il regime islamista è da sempre un campione nel riscrivere la Storia.

Da ieri mattina, gli organi di propaganda della dittatura si sono schierati in prima linea per spiegare al popolo iraniano la «Guerra dei 12 giorni». Basta accendere la televisione che va in scena lo spettacolo. 

In un programma televisivo su Irib, la tv di Stato danneggiata dai raid israeliani, un commentatore con la barba scura annuncia la vittoria: «Siamo i vincitori di questa guerra, non sono riusciti a sconfiggerci». Secondo le persone in studio, tutto il mondo ha visto gli Stati Uniti implorare i valorosi uomini della Repubblica islamica di fermarsi, fermare i pesanti bombardamenti contro le basi americane — «telefonati», intercettati — e contro Israele. 

A quel punto, loro, quei valorosi uomini, per pietà, avrebbero accettato il cessate il fuoco di Donald Trump. «Nulla di nuovo, fanno sempre così», commenta un professore di Teheran, al Corriere, «riconquistano la vittoria a ogni sconfitta. Imbastiscono la narrazione che più gli fa comodo per salvare la faccia. E ci invitano a “festeggiare” in piazza Enghelab». 

Sarebbe Ali Khamenei, quindi, il regista di questa (fragile) tregua. Lui, che ancora rimane nascosto in un bunker segreto per paura di fare la fine dei suoi generali, avrebbe fatto capitolare Israele. Subito dopo l’annuncio americano, infatti, è stata la Guida suprema il primo a reclamare il trionfo. Su X: «Chi conosce il popolo iraniano e la sua storia sa che la Nazione iraniana non si arrende». 

Poi, a cascata, i pilastri del regime lo hanno seguito con dichiarazioni vittoriose e un mare di bugie. Mahmoud Nabavian, un religioso conservatore in parlamento, si è spinto a dire che «prima di questa guerra, l’Iran era una potenza regionale, ma ora sta diventando un impero islamico». L’ex presidente Hassan Rouhani avverte che «il cessate il fuoco non segnala la fine della minaccia. Il cessate il fuoco può essere un’opportunità per l’inganno. Deve essere mantenuta la piena prontezza di intelligence, difesa e sicurezza. La strategia nazionale deve essere ricostruita». 

In questo scenario in continuo movimento, è difficile predire quali saranno le scelte dell’ayatollah sull’arricchimento del nucleare, il motivo che ha dato il via all’operazione militare «Rising Lion» e la chiave per il futuro, almeno prossimo, delle relazioni tra i due Paesi. Accetteranno di risedersi ai tavoli e firmare un accordo dove si impegneranno a rispettare le richieste di Trump e dell’amico Netanyahu che pretendono «arricchimento zero»? 

Se ancora non abbiamo risposte, possiamo raccogliere i primi segnali. Come le parole del portavoce dell’Organizzazione per l’energia atomica d’Iran Behrouz Kamalvandi: «L’industria nucleare non si fermerà. Devono sapere che questa industria ha radici nel nostro Paese e non possono estirparla». Gli esperti dicono che per la Repubblica islamica non è una vittoria. Dal punto di vista militare è la più grande umiliazione subita nell’ultimo secolo di Storia. 

L’unica vittoria è che Khamenei è ancora vivo, e con lui il suo regime. Risentiamo Mina, una ragazza con cui il Corriere aveva parlato nei primi giorni di guerra. «Visto», dice, «si è avverato il “worst case scenario”, lo scenario peggiore per la gente d’Iran: ci hanno bombardati e ci hanno lasciati con i mullah feriti pronti a opprimerci più di prima».  

Edward Coristine, il 19enne hacker, diventato una figura chiave del dipartimento per l’efficienza del governo americano, si è dimesso

(ANSA) – NEW YORK, 24 GIU – Edward Coristine, il 19enne figura chiave del Dipartimento per l’Efficienza del governo (Doge) americano, si è dimesso. Lo riportano i media Usa. ‘Big Balls’, così come è conosciuto, era stato assunto da Elon Musk ed è divenuto, per i critici, il simbolo dei difetti del Doge.

Coristine ha avuto un ruolo chiave nello snellire la burocrazia federale e si è per questo attirato molte critiche, anche alla luce della sua giovane età. Il 19enne ha lavorato allo smantellamento dell’Agenzia degli Stati Uniti per lo sviluppo internazionale (Usaid) e ai tagli ai dipartimenti della Sanità e della Sicurezza nazionale Usa.

Trump deride l’Iran con un video-parodia sull’attacco Usa Caccia americani sganciano bombe sulle note di ‘Bomb Iran’

(ANSA) – Donald Trump fa ironia sull’attacco americano contro l’Iran postando sul suo social Truth un video in cui un gruppo di caccia B-2 sganciano una serie di bombe sulle note della canzone del 1980 ‘Bomb Iran’ di Vince Vance & the Valiants, parodia delle celebre ‘Barbara Ann’, scritta dai Regents nel 1961 ma resa nota dai Beach Boys.

La strofa scelta dal presidente per il post dice: “Il vecchio zio Sam si sta scaldando. È ora di trasformare l’Iran in un parcheggio. Bomb Iran”.

E ancora: “Sono andato in una moschea, ho lanciato delle pietre e ho detto all’Ayatollah: ‘Ti metterò in una scatola!’ Bomb Iran!”.

UCRAINA: ZELENSKY, ‘CON TRUMP PARLATO DI COME RAGGIUNGERE IL CESSATE IL FUOCO E VERA PACE

 (Adnkronos) – “Ho avuto un incontro lungo e sostanziale con il presidente Trump, abbiamo parlato di tutte le questioni veramente importanti. Abbiamo discusso di come raggiungere cessate il fuoco e una vera pace”.

E’ quanto scrive Volodymyr Zelensky in un post pubblicato dopo il suo faccia a faccia con Trump a margine del vertice della Nato all’Aja, al termine del quale i due leader non hanno rilasciato dichiarazioni.

“Ho ringraziato il presidente, ho ringraziato gli Stati Uniti”, ha aggiunto il presidente ucraino che durante la famosa scenata nello Studio Ovale il 28 febbraio era stato accusato dal vice presidente JD Vance di non essere grato all’America per il sostegno all’Ucraina.

“Abbiamo discusso di come proteggere il nostro popolo, noi apprezziamo l’attenzione e la disponibilità ad aiutare ad avvicinarci alla pace”, ha concluso Zelensky che promette di fornire in seguito maggiori dettagli.

UCRAINA, TRUMP VEDE ZELENSKY: E’ STATO GENTILE, COMBATTE BATTAGLIA CORAGGIOSA

(GEA) – “Ho incontrato Zelensky, è stato gentilissimo. Quello che ho dedotto è che lui vuole arrivare alla fine” della guerra “e adesso parlerò con Vladimir Putin e cercherò di vedere. Sono persone coraggiose che combattono queste guerre”. Lo ha detto il presidente Usa, Donald Trump, al termine del vertice Nato all’Aja.Il presidente ucraino, ha aggiunto, “sta combattendo una battaglia coraggiosa e difficile”.

UN CICLONE SI ABBATTE SU L’AJA: DONALD TRUMP – IN CONFERENZA STAMPA IL TYCOON FA IL SOLITO SHOW. ATTACCA LA SPAGNA CHE NON VUOLE PAGARE IL 5% DEL PIL IN DIFESA E MINACCIA: “LE FAREMO PAGARE DAZI DOPPI” – INFIOCINA DI NUOVO IL PRESIDENTE DELLA FEDERAL RESERVE: “È DAVVERO MOLTO STUPIDO, STIAMO SCEGLIENDO IL SUCCESSORE” – IRONIZZA SU MARK RUTTE CHE L’HA CHIAMATO “DADDY”: “IO SONO IL SUO PAPARINO, PENSO DI PIACERGLI. È STATO MOLTO EFFICACE” – “QUANDO DISSI CHE AVREI RISOLTO LA GUERRA IN 24 ORE ERO IRONICO” – “PUTIN? PENSO CHE SIA MAL CONSIGLIATO” – L’ATTACCO A “CNN” E “NEW YORK TIMES”, CHE HANNO PUBBLICATO IL LEAK CON I DUBBI SULLA RIUSCITA DEI BOMBARDAMENTI IN IRAN: “SONO FECCIA, QUEL RAPPORTO ERA PRELIMINARE…”

NATO: TRUMP, ‘IO PAPARINO RUTTE, GRANDE GIORNO PER ALLEATI’

 (Adnkronos) – Il segretario generale della Nato Mark Rutte “mi ha chiamato ‘daddy'”, cioè paparino o babbo, perché “penso di piacergli. E’ stato molto efficace”, quindi “se non fosse così ve lo farò sapere e colpirò duro”. Lo dice il presidente degli Usa Donald TRUMP, rispondendo ad una domanda in conferenza stampa all’Aja. “Credo che gli alleati avranno bisogno di aiuto all’inizio. Oggi è stato un gran giorno per la Nato”, aggiunge.

Usa: Trump chiama Hegseth segretario alla Guerra

(LaPresse) – “Ho qui con me il segretario di Stato Usa, Marco Rubio” e il segretario alla Difesa “Pete Hegseth, forse dovrei chiamarlo segretario alla Guerra. Forse per un paio di settimane lo chiameremo così, perché ci sentiamo dei guerrieri”.

Lo dice il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, in conferenza stampa al termine del summit Nato all’Aja. Una volta si chiamava “segretario alla Guerra poi siamo diventati politically correct e lo hanno chiamato segretario alla Difesa. Non so, magari dovremmo pensare a cambiarlo”.

Ucraina: Trump, scherzavo quando dissi che risolvevo in 24h

(AGI) – Donald Trump ha ammesso che la promessa di risolvere la guerra in Ucraina in 24 ore era ironica. “Certo che era ironico”, ha detto il presidente americano nella conferenza stampa seguita al vertice Nato. “Vladimir Putin e’ stato piu’ difficile, francamente ho avuto qualche problema con (Volodymyr) Zelensky”, ha spiegato, “stato piu’ difficile di altre guerre”.

Trump, ‘impegno del 5% vittoria per gli Usa, merito mio’

(ANSA) – “L’impegno dell’aumento della spesa militare si chiamerà la dichiarazione de L’Aja, è una vittoria monumentale per gli Usa, perché portavamo un peso ingiusto, ma è anche una vittoria per l’Europa e la civiltà occidentale”. Lo ha detto il presidente degli Usa Donald Trump al termine del vertice de L’Aja. “Non so se è merito mio ma penso che sia merito mio”

TRUMP BERSAGLIA ANCORA CNN E NYT, ‘SONO FECCIA’ 
(ANSA) — Il presidente Usa Donald Trump se l’è presa nuovamente con la Cnn e il New York Times nel corso della conferenza stampa di fine vertice per aver pubblicato il rapporto confidenziale dell’intelligence che getta dubbi sulla riuscita dell’attacco a Fordow, usando il termine “feccia”.

“Usano il rapporto per fini politici, per colpire me, il rapporto dice quello che dice, era preliminare, dal giorno dell’attacco abbiamo raccolto altre informazioni”, ha aggiunto. Così facendo, ha aggiunto, i media delle fake news colpiscono però “i piloti” americani, che dovrebbero invece essere dipinti “come eroi”. “Erano distrutti, ho parlato con uno di loro, mi ha detto ‘presidente, noi abbiamo centrato l’obiettivo”, ha detto Trump.

Trump, ‘incontreremo gli iraniani la settimana prossima’

(ANSA) – Gli Stati Uniti incontreranno la controparte iraniana sul programma nucleare “la prossima settimana”. Lo ha annunciato il presidente americano Donald Trump in conferenza stampa al termine del vertice Nato. “Non penso sia necessario un accordo, non hanno più nucleare”, ha aggiunto.

Trump, ‘Spagna terribile, le faremo pagare dazi doppi’

(ANSA) – ‘È terribile quello che ha fatto la Spagna, si rifiuta di pagare la sua quota, faremo pagare a Madrid il doppio dell’accordo sui dazi”. Lo ha detto il presidente degli Usa Donald Trump al termine del vertice de L’Aja.

Trump, ‘vediamo se riusciamo a dare dei Patriot a Kiev’

(ANSA) –  “Vediamo se riusciamo a dare dei Patriot all’Ucraina, sono molto difficili da ottenere”. Lo ha detto Donald Trump rispondendo alla domanda nel corso della conferenza stampa di fine vertice Nato

Trump, ‘Israele e Iran sono stanchi, credo guerra sia finita’

(ANSA) –  Isarele e Iran “sono stanchi, esausti. Non credo torneranno ad attaccarsi”. Lo ha detto il presidente degli Usa Donald Trump in conferenza stampa al termine del vertice della Nato. “Credo che la guerra sia finita”, ha aggiunto.

Fed: Trump,Powell e’ uno stupido,stiamo scegliendo successore

 (AGI) – “Stiamo scegliendo tra tre-quattro candidati, per fortuna Powell se ne andra’ a breve perche’ e’ davvero terribile”. Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, nella conferenza stampa dopo il vertice Nato. Interpellato sul numero uno della Fed, Jerome Powell, Trump ha osservato: “Ha un QI davvero basso, dovremo pagare di piu’ solo perche’ non vuole abbassare i tassi. Forse e’ motivato politicamente, ma credo sia davvero stupido”.

Trump, ‘credo che Putin sia mal consigliato’

(ANSA) – “Penso che Putin sia mal consigliato”. Lo ha detto il presidente americano Donald Trump in conferenza stampa all’Aja. Trump ha ribadito che, nella recente telefonata con lo zar, Putin gli abbia offerto aiuto sull’Iran ma lui ha risposto: “No, ho bisogno di una mano sulla Russia”.

‘Trump vuole limitare condivisione informazioni con Congresso’

(ANSA) – L’amministrazione Trump vuole limitare la condivisione di informazioni riservate con il Congresso dopo che è trapelata una valutazione interna del Pentagono sui bombardamenti contro gli impianti nucleari iraniani. Lo riporta Axios citando alcune fonti. La fuga di notizie ha scatenato l’ira della Casa Bianca. Sulle indiscrezioni trapelate sta indagando l’Fbi per “cercare di capire come rafforzare” le tutele così “da evitare che attori del Deep State trasmettano ai media parti di analisi di intelligence che hanno scarsa attendibilità”, ha detto una fonte ad Axios.